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Posti per diversamente abili ai concerti: parla Vincenzo Spera, presidente di Assomusica

Il presidente dell'associazione di categoria dei promoter italiani ha risposto alle nostre domande in seguito alla segnalazione di una lettrice, che ha denunciato le condizioni difficili degli spettatori diversamente abili ai grandi raduni live

"Ci sentiamo indesiderati": questo era uno dei passaggi più forti della lettera inviataci da una lettrice, Simona, nella quale sono state descritte in prima persona le difficoltà che gli spettatori diversamente abili incontrano nel frequentare i grandi eventi di musica dal vivo. Posti riservati "in punti morti, lontani da tutto", a scarsa visibilità, spesso "chiusi in un recinto" provocano in chi, come Simona, ha difficoltà motorie, "rabbia e frustrazione" in momenti che dovrebbero essere dedicati solo a "sfogo e divertimento".

Abbiamo segnalato le istanze presentateci da Simona a Vincenzo Spera, presidente di Assomusica, l'associazione di categoria che raggruppa i principali promoter e organizzatori di eventi musicali dal vivo italiani: ecco, di seguito, le risposte che ha dato alle nostre domande.

Assomusica ha dato o ha in programma di dare ai propri associati linee guida riguardo le aree destinate agli spettatori diversamente abili in occasione degli eventi a grande affluenza come concerti negli stadi o festival? 
Certamente sì, noi prestiamo molta attenzione al tema, e molti dei nostri associati seguono, fin dall’acquisto dei biglietti, quella che può essere l’eventuale collocazione degli acquirenti diversamente abili e dei loro accompagnatori. Per esempio, pur non essendoci alcuna normativa al riguardo, molti di noi offrono l’ingresso gratuito all’accompagnatore, se non a entrambi. D’altra parte, bisogna tener presente che noi agiamo in strutture non nostre, che spesso sono vincolate da specifiche normative che stabiliscono già a priori dove collocare gli spettatori diversamente abili. La situazione varia a seconda dei diversi luoghi che ospitano i concerti e, soprattutto, delle diverse disposizioni che impartisce ciascuna commissione di vigilanza.  

È possibile istituire zone riservate ai diversamente abili nei diversi ordini di posto come il pit e le aree più vicine al palco? 
La collocazione deve avvenire in spazi pratici in termini di sicurezza. Laddove i posti a sedere sono limitati, provvediamo alla costruzione di pedane sopraelevate messe in posizioni, da un lato, di buona visibilità, ma soprattutto di facile utilizzo in caso di pericolo o emergenze. Si tratta di strutture realizzate ad hoc per l’evento in questione ed in funzione delle richieste pervenute, per permettere una buona fruizione del concerto. 

In media, per gli eventi a grande affluenza, che percentuale di ingressi si riserva alle zone dedicate ai diversamente abili? 
Non esiste una percentuale fissa. Il nostro impegno è quello di ricevere tutti gli spettatori al meglio, organizzandoci in funzione delle richieste che ci arrivano. In molte città abbiamo rapporti diretti con le Associazioni riconosciute per diversamente abili, con le quali dialoghiamo costantemente per gestirne al meglio l’affluenza.  

Come associazione, avete mai avuto dei riscontri da parte del pubblico che usufruisce di queste aree? 
Nessuno ci hai mai sottoposto particolari criticità. Ci è capitato di ricevere solo isolate rimostranze in alcune sedi locali, da parte di chi avanza richieste particolari o di chi non può arrivare davanti al palco. Il tutto è sempre stato gestito in grande tranquillità, cercando di facilitare il più possibile la presenza dei diversamente abili ai concerti. 

FONTE: ROCKOL.IT