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Assomusica Roma

Fatturato da 50 milioni e lavoro per 10mila artisti: le «indie» italiane al Mei per chiedere «un Piano Marshall per la musica»

Se ne contano 8mila tra realtà con una solida storia dietro le spalle e marchi che hanno pubblicato una sola opera nel 2014 e magari non ne pubblicheranno più. Una parte sono del circuito delle major ma la stragrande maggioranza fa parte del circuito indipendente e delle autoproduzioni. Complessivamente il settore muove un giro d’affari che, per quanto riguarda le produzioni in senso stretto, ruota intorno ai 150 milioni di euro di fatturato tra cd (100 milioni) digitale e vinile, di questi il 25% del mercato degli album è in mano agli indipendenti e il 35% dei singoli nasce dal mondo delle autoproduzioni e della musica emergente. E sono questi ultimi che contribuiscono a organizzare il 70% degli eventi musicali pari a circa il 30% del fatturato annuo, dando lavoro a 10mila artisti tra solisti e band. C’è grande frammentazione, è vero, ma c’è anche un innegabile dinamismo. È il mondo delle case discografiche indipendenti e delle autoproduzioni, il mare delle «indie», per usare un termine molto in voga fino a qualche anno fa, o piuttosto «la filiera dei contenuti indipendenti ed emergenti», come preferisce chiamarlo Giordano Sangiorgi, presidente di AudioCoop, coordinamento delle etichette discografiche indipendenti italiane di area pop e rock e prima società di collecting degli indipendenti tour court, nonché anima del Mei, il Meeting delle Etichette Indipendenti in programma a Faenza dall’1 al 4 ottobre tra artisti emergenti, realtà discografiche, festival e operatori del settore. L’hashtag scelto per questa edizione è #nuovoMEI2015, l’obiettivo è trasformare il centro in provincia di Ravenna in una vera e propria città della musica con live, esposizioni, workshop didattici, convegni e premiazioni delle migliori realtà indie italiane e la presenza, unico caso in Italia, dei vincitori di oltre 100 festival e contest per emergenti provenienti da tutta la penisola e selezionati dalla Rete dei Festival. «Dopo la sfida di vent’anni fa – commenta Sangiorgi – vinta a tutti gli effetti da band che si erano affacciate per la prima volta al Mei del tempo, come Subsonica, Baustelle, Caparezza, Piotta, Negramaro e tanti altri, oggi tra i pilastri della musica del nostro Paese, ora tocca alla nuova generazione, quella di Zibba, Levante, Luminal, Kutso, Erica Mou, Lo Stato Sociale, Cecco & Cipo, Ghemon,  Giovanni Truppi, Nobraino, solo per citarne alcuni».

Sangiorgi, si può ancora fare una distinzione metodologica tra il lavoro delle indie e quello delle major?

Gli indipendenti rispondono solo a loro stessi, mentre le filiali delle major hanno capi multinazionali ai quali rispondere sui numeri. È una differenza non da poco. Poi mi sembra che in linea di massima oggi vi sia un’altra grande differenza: le major investono sui grandi nomi sicuri e sui talent tv mentre tutto lo scouting della musica originale inedita innovativa e creativa che arriva dalle cantine, dai contest e dai festival, dai circoli e dai club è totalmente lasciata in mano agli indipendenti. Da sottolineare però che si raggiungono ottimi risultati quando si lavora virtuosamente: una produzione indipendente con distribuzione e produzione major se fatta con amore e passione può portare benefici a tutti oltre che al pubblico. Ritengo che sia utile far fronte comune tra tutti coloro che lavorano per il Made in Italy. Non ci sono poi solo le etichette: in questi anni abbiamo visto grossi investimenti anche tramite le piattaforme di crowdfunding, senza le quali non avremmo avuto probabilmente molte produzioni indipendenti della scena italiana.

Un fenomeno positivo?

Al contrario di un tempo, dove trovavamo al centro di un progetto la spinta ideativa del marketing, con la diminuzione delle risorse da una parte e dall’altra l’evoluzione tecnologica che permette di arrivare sul mercato anche con pochissimo, oggi al centro troviamo l’artista che spesso ha già un’idea ben precisa di quello che vuol fare. E di cosa ha bisogno? Di un nuovo modello di casa discografica, a cui forse si può avvicinare di più una indipendente, che sia una sorta di agenzia a 360 gradi, e che quindi gli permetta di trovare quelle professionalità che lo aiutino. Ormai il lavoro è tutto rivolto a social e web, campi in cui gli artisti sono spesso più esperti addirittura spesso dei  discografici e del loro modello di business che in tanti casi deve essere aggiornato.

Come far crescere il business della musica in Italia?

Fondamentali saranno gli investimenti che si faranno coi soldi in più che arriveranno ai produttori e agli artisti attraverso l’equo compenso grazie a un decreto firmato dal ministro per i Beni culturali Dario Franceschini a favore della creatività musicale e cinematografica: nel 2015 potremo contare su circa 150 milioni in più in arrivo dall’uso della musica e dei video dai device mobile e dagli altri strumenti dell’innovazione tecnologica. Serve che una parte di questa cifra, almeno intorno al 25% a monte, attraverso un tavolo tecnico, venga investita sull’innovazione della creatività giovanile per dare un futuro alla musica italiana supportando con una somma importante quasi da «Piano Marshall della musica» una ricca Rete dei Festival capace di integrarsi al Fus e  di fare emergere  nuovi talenti  attraverso borse di studio per giovani artisti, finanzi sgravi per gli organizzatori sui diritti per i piccoli concerti facilitandone la realizzazione attraverso la Scia. Si valorizzino le presenze sui grandi media pubblici e privati dei nuovi artisti del futuro del nostro paese capaci di fare innovazione e creatività  e dall’altro, infine, si utilizzino per mettere a sistema una piattaforma on line tra le prime al mondo per la diffusione della nostra musica e  per mettere a sistema un’agenzia per la promozione della musica italiana all’estero capace di accompagnare anche tutte le nostre altre azioni di promozione. Un lavoro di «Sistema Musica» che porterebbe di nuovo la nuova musica italiana al centro della nostra identità culturale nel mondo con un grande ritorno d’immagine, economico, turistico e culturale.

fonte: Il Sole 24 Ore

"Campovolo - La festa 2015", Ligabue: "Sarà il concerto più lungo della mia vita"

Ligabue corona il suo sogno. Festeggerà con un concerto che si preannuncia grandioso i suoi 25 anni di carriera, e contemporaneamente i 25 anni del suo primo album Ligabue, i 20 anni di Buon Compleanno Elvis e, per non farsi mancare nulla, anche lo straordinario successo del "Mondovisione Tour" che nell'ultimo anno ha toccato l'Italia e il mondo ed è stato immortalato nell'album live Giro del mondo. "Campovolo - La festa 2015", questo è il titolo scelto per l'evento, si terrà sabato 19 settembre al Campovolo di Reggio Emilia, già teatro di un megaconcerto il 10 settembre 2005: quella volta il Liga festeggiava i primi 15 anni di carriera. L'artista di Correggio tornerà live per quello che sarà il concerto più lungo della sua carriera, nel corso del quale suonerà per intero l'album Ligabue (1990) con i ClanDestino, per intero l'album Buon Compleanno Elvis (1995) con La Banda e tutto il meglio di Giro del mondo accompagnato dalla sua formazione attuale, "Il Gruppo". L'inizio del concerto è programmato alle ore 20.30 ma l'apertura al pubblico sarà sin dalle 8 del mattino. Dalle 16 di oggi, giovedì 7 maggio, i biglietti per "Campovolo - La festa 2015" saranno acquistabili in prevendita online, mentre alle 16 di giovedì 14 avranno inizio le prevendite nei punti vendita e prevendite abituali (info ed elenco dei punti vendita su www.ligachannel.com, www.fepgroup.it e campovolo.ligabue.com). Il costo unico del biglietto è di 50 euro (incluso diritto di prevendita). Ma quello per "Campovolo - La festa 2015" sarà molto più di un semplice biglietto: tutti coloro che acquisteranno il titolo d'accesso al concerto, infatti, riceveranno in esclusiva lo "Special Box Campovolo 2015" (che non sarà possibile acquistare o ricevere in altro modo), che conterrà un dvd con i videoclip di Balliamo sul mondo e Certe notti, i filmati degli stessi brani eseguiti dal vivo durante il "Mondovisione Tour" e il videoclip di C'è sempre una canzone; un biglietto "memorabilia" per entrare subito nel cuore dell'evento. Con i codici personali stampati sul biglietto si potrà accedere a contenuti esclusivi dal backstage e dalle prove, oltre a videodirette e aggiornamenti in tempo reale su campovolo.ligabue.com; la ristampa di 2 foto cartoline ufficiali utilizzate ai tempi dell'uscita di Ligabue Buon compleanno Elvis, oltre a 3 foto cartoline live; un booklet di 40 pagine con i racconti della nascita di Ligabue e di Buon Compleanno Elvis.

 "Sarà il concerto più lungo della mia vita", conferma il protagnista, "suonerò per la prima volta tutto il primo album con la band con cui l'ho realizzato; farò lo stesso conBuon compleanno Elvis e la band originaria che compie vent'anni e poi suonerò il resto del materiale attuale con la band di adesso". Intanto, per l'annuncio alla stampa dell'evednto, Ligabue ha trasformato il piccolo aeroporto emiliano in una galleria con ledwall che mostravano le copertine di tutti i suoi album e un mini live con tre pezzi rappresentativi di quello che sarà "Campovolo - La festa 2015": Sogni di rock 'n' rollCerte notti e C'è sempre una canzone. "Sono un artista appagato", confessa Ligabue che non ha timore a definire i suoi primi 25 anni di carriera, "avventurosi, inaspettati. Sul palco mi sono sempre sentito a mio agio ma non nascondo che quando rivedo me stesso agli esordi mi faccio tenerezza. Se oggi mi fossi un giudice in un talent e dovessi dare dei consigli a me ragazzino mi direi: 'Ma guarda come ti muovi e come ti vesti...'. Ma 25 anni fa i talent non c'erano e l'ho scampata".

Nel frattempo, però, il Liga è cresciuto imparando dai suoi errori. "I miei scivoloni me li sono meritati", sottolinea. "In questi anni sono cambiato tanto come essere umano: prima scrivevo i miei testi con totale incoscienza. Poi ho capito l'effetto che i miei testi avevano sugli altri e sono diventato meno incosciente, ma anche più libero di dire quello che credo imparando a parlare in prima persona". A differenza di altri artisti, che Ligabue non cita ma dice di non voler imitare, "uso parole semplici perché voglio arrivare alla gente con le mie canzoni che sono mainstream. Con tutto il resto (libri, film, poesia) non mi pongo il problema. Ma non penso mi vedrete ancora dietro una macchina da presa, non ho più l'età per perdere due anni per fare un film (e poi il secondo non è che sia andato troppo bene) e perdere l'opportunità di fare musica".A Campovolo i festeggiamenti cominceranno con un giorno di anticipo con Aspettando Campovolo: dalle 15 alle 24 di venerdì 18 settembre il Liga Village, all'interno dell'area di Campovolo, sarà infatti aperto al pubblico che ha acquistato il biglietto per il concerto. Aspettando Campovolo sarà animato da intrattenimento da strada (artisti, giocolieri professionisti e musicisti) e dalla proiezione di Radiofreccia eDa zero a dieci, i film di cui il Liga è stato regista. Oltre a numerosi punti di ristorazione (i cui prezzi saranno controllati dall'organizzazione), l'area ospiterà il LigaStory, dove si potrà ripercorrere attraverso immagini e oggetti la carriera di Ligabue, e un'Area Mongolfiere dove il pubblico potrà godere del panorama e i festeggiamenti della grande festa dall'alto. Solo a chi entro il 30 giugno acquisterà online sul sito ufficiale di Ticketone il biglietto per "Campovolo - La festa 2015", scegliendo la modalità di spedizione a casa, sarà data la possibilità esclusiva di assistere al concerto dall'area dedicata "PIT speciale" (PIT A) in prossimità del palco: l'accesso all'area sarà regolato da un braccialetto spedito insieme al titolo d'ingresso del concerto e allo "Special Box Campovolo 2015". In alternativa alla modalità di spedizione a casa, per coloro che acquisteranno online sul sito di ticketone è previsto il ritiro dello "Special Box Campovolo 2015" e del titolo d'ingresso direttamente a Campovolo, il giorno dello spettacolo (non è previsto il braccialetto "PIT A"). Anche chi acquisterà il biglietto presso i punti vendita avrà la possibilità di ritirare lo "Special Box Campovolo 2015" (non è previsto il braccialetto "PIT A"). Info e modalità saranno pubblicate su fepgroup.it. Dall'1 giugno sarà possibile acquistare posto auto (interno o in prossimità dell'area di Campovolo) e posto tenda (all'interno dell'area dedicata) per le notti del 18 e del 19 settembre. Verranno poi messi a disposizione dei treni speciali a/r Milano-Reggio Emilia e a/r Roma-Reggio Emilia (info, orari e tariffe dall'1 giugno). Eventi in Bus, partner ufficiale di "Campovolo - La festa 2015", organizzerà servizi autobus a/r da tutta Italia all'area di Campovolo (tutte le info su www.eventinbus.com).

Intanto con Giro del mondo, l'album live (cd+dvd) con tutte le emozioni del "Mondovisione Tour" e quattro brani inediti registrati in studio, il Liga è per la seconda settimana consecutiva al primo posto della classifica degli album più venduti. Certificato "oro" già dopo la prima settimana di vendita, Giro del mondo è disponibile in formato standard (doppio cd +dvd), in formato deluxe (triplo cd + doppio dvd oppure triplo cd + blu-ray) e nelle versioni digitali. I 4 brani inediti contenuti nell'album sono il primo singolo C'è sempre una canzone (al primo posto della classifica dei brani più trasmessi in radio), A modo tuoI campi in aprile e Non ho che te. I primi due brani, entrambi scritti dal Liga, sono stati interpretati rispettivamente da Luca Carboni e Elisa e nel disco vengono riproposti, totalmente riarrangiati, interpretati da Luciano.

 

Fonte: Repubblica.it

SIAE: I CONTI SONO IN ORDINE, IL 2014 È STATO UN ANNO POSITIVO

Il bilancio della SIAE 2014 ha i conti in ordine e i risultati raggiunti sono positivi. Gli incassi totali hanno raggiunto 622 milioni di euro (con un incremento di 12 milioni rispetto all’anno precedente). La SIAE ha invertito la tendenza dei propri incassi segnando una crescita del 2,1%, accompagnata da una maggiore efficienza dal lato dei costi che sono calati del 2,1%.

Anche nel 2015 l’andamento degli incassi del primo semestre evidenzia (rispetto al primo semestre 2014) un incremento di circa 66,5 mln di euro (+ 21,1%) di cui circa 31 mln ascrivibili alla raccolta per diritto d’autore e 35,5 mln generati dalla copia privata. 560 milioni sono stati liquidati agli autori ed editori (con un aumento di circa 27 milioni di euro, +5% rispetto al 2013); le risorse attive hanno toccato 195 milioni di euro a fronte di 180 milioni di costi.

L’utile di gestione è di 3,5 milioni di euro: un risultato positivo, ottenuto anche grazie al processo di ristrutturazione aziendale avviato negli anni passati. I conti sono a posto nonostante i provvedimenti di riduzione delle provvigioni Musica che hanno consentito di diminuire il prelievo a carico degli associati di oltre un punto percentuale (-1,3%) corrispondente a 4,7 milioni di euro di maggiori diritti disponibili per la ripartizione.

La raccolta per diritto d’autore ha registrato un lieve incremento, raggiungendo 524,3 milioni di euro (+0,3% rispetto al 2013). Sul fronte del broadcasting, sono stati conclusi rinnovi di licenze con emittenti nazionali primarie e in ambito multimediale la raccolta ha toccato 11,4 milioni di euro (+15% rispetto al 2013). Segmento in contrazione è invece quello dei diritti di riproduzione (da 20,5 milioni di euro a 18,1): il segno meno qui è dovuto alla riduzione della vendita dei supporti, in particolare cd e dvd.

Il margine di esercizio di 15 milioni di euro - il divario tra risorse e costi - ha consentito di realizzare nuovi investimenti strutturali, di carattere strategico, ma anche di attribuire un sostegno significativo a iniziative di solidarietà e culturali. I contributi per progetti di particolare rilevanza sociale e artistica (dalle carceri agli ospedali pediatrici; dalle rassegne musicali e cinematografiche alle iniziative che combattono il disagio psichico) ammontano in totale a 1,6 milioni di euro: circa 8 volte di più rispetto all’anno precedente.

Nel corso dell’esercizio 2014, SIAE ha poi delineato il Piano Strategico 2015-2016, il quale dà molta importanza alla promozione dei giovani autori ed editori - verso i quali sono state intraprese iniziative dedicate, come l’azzeramento della quota associativa fino ai 31 anni -, alla digitalizzazione dei processi più importanti della Società e all’adeguamento di SIAE alla Direttiva Comunitaria sulle Società di Collecting.

 fonte: Rockol.it

Ai concerti al Franchi 38mila da fuori Toscana

OLTRE 165 mila spettatori con una media di 33 mila presenze a concerto e un 26 per cento ( per un totale di 38 mila persone) proveniente da fuori Toscana. 800 gli spettatori arrivati dall'estero: Svizzera, Germania, Austria, Spagna, Stati Uniti. 16.200 biglietti di Trenitalia venduti per raggiungere Firenze, 23 mila gli euro raccolti a sostegno di associazioni di volontariato.

 

Sono le cifre dei tré concerti allo stadio Franchi: Vasco Rossi, Tiziano Ferro, Jovanotti. Che la Prg, la società che li ha organizzati — e che ora sta trattando per portare all'Opera di Firenze Keith Jarrett — rende note proprio nel giorno in cui David Gilmour al Visarno fa da sigillo all'Estate Fiorentina. Cifre che snocciolano anche dati occupazionali confortanti: « Solo per i servizi di facchinaggio, assistenza e ristorazione svolti da società locali — raccontano Massimo Gramigni e Claudio Bertini — è stato calcolato un monte ore-lavoro corrispondente a quello di dodici dipendenti a tempo pieno per un anno».

 

Come rispondono le istituzioni a questi numeri?

Bertini: «Le amministrazioni comunali intervengono là dove si registrano emergenze. Se ci fosse totale assenza di spettacoli, probabilmente entrerebbero in campo». Gramigni: «Noi continuiamo a prendere atto dell'investimento pubblico altissimo nella musica classica, a fronte ad esempio di un contributo che la Prg ha erogato per il rifacimento del campo del Franchi: 180 mila euro, ovvero ciò che avremmo pagato di materiale per coprirlo, ma che stavoltta non abbiamo utilizzato proprio in vista dei lavori».

 

Molti promoter toscani sono in polemica con la Regione perché, dicono, potrebbe fare di più per la musica pop, rock o jazz. A livello di finanziamenti, ma non solo.

Gramigni: «La sensazione è che a contare non è quello che organizzi e come, ma l'assetto che ti sei dato.

Finanziare le associazioni culturali lascian do fuori le sri non solo è imperdonabile, ma antistorico. Intuire la legittimità e la congruità di eventi organizzati da privati dovrebbe essere uno dei primi compiti della pubblica amministrazione, soprattutto quando c'è ricaduta economica. Tutto il lavoro delle sri che in altri settori viene considerato un valore economico, nella cultura non ha diritto d'esistere, quando si parla di spettacolo si è buoni solo a distinguere tra profit e no profit. Io spesso consulto bandi europei dove viene richiesto non cosa sei, ma cosa fai. E se fai io ti do. Ma si sa, l'Italia è il Paese della pigrizia. La stessa che ha fatto morire "Toscana rock", l'operazione sul turismo legato ai concerti inventata dall'asses- sore Scaletti».

 

Però c'è la sensazione che, dopo l'estate della tripletta Madonna, Springsteen e Radiohead, Firenze rimanga fuori dal mercato degli artisti internazionali sia di grosso che di medio calibro. Gramigni: «Å' un problema di bacino d'utenza ridotto e di strutture efficienti che sono tante ma non possono competeré con le capienze del palasport di Bologna o di quello torinese.

 

La presenza di grandi festival estivi che godono di finanziamenti pubblici anche se esigui, fa il resto». Bertini: «Ma se guardiamo al complesso degli eventi, la Toscana si colloca nella fascia più alta, europea direi, di frequenza di spettacoli».

 

Il sindaco Nardella vuole fare di Firenze la città dove si progetta un nuo- Finanziare le associazioni culturali e lasciar fuori lesrièatto assurdo e antistorico LE ALTRE Non si può competeré con città più grandi, ma la Toscana nel suo è forte vo modo di organizzare eventi live attraverso un progetto di snellimento burocratico. Cosa ne pensate? Gramigni: «L'osserviamo con curiosità, ma prima di tutto si deve lavorare ad una legge nazionale sulla musica dal vivo che unifichi le procedure e non le dissemini in ministeri diversi. E che si stabiliscano un nuovo statuto e nuove funzioni della Siae a favore di un'idea dello spettacolo come identità nel mondo dell'Italia. Un soggetto che potrebbe dare sostegno finanziario esiste: è l'Istituto del credito sportivo, che dovrebbe occuparsi anche di cultura. Ma è commissariato da quattro anni».

 

Fonte: 

REPUBBLICA FIRENZE a pag. 11

Firenze: "Ai concerti al Franchi 38mila da fuori Toscana``

di Fulvioi Paloscia

Il trionfo hard rock

Il trionfo hard rock ll leader Bruce Dickinson è diventato voce e leader degli Iron Maiden nel 1981, al posto di Paul Di’Anno Il 19 febbraio 2015 ha annunciato di avere un tumore alla lingua. Dopo la guarigione ha sospeso i concerti fino a quest’anno. Il 4 settembre è uscito «The Book of Souls», sedicesimo album della band Grohl doppio Lo show con la gamba rotta e la risposta ai mille di Cesena: dai fan gratitudine doppia

La musica fa le corna. Non quelle scaramantiche a commento dei dati di mercato, che dopo anni di segno meno sembrano volgere al positivo, ma quelle del diavolo. Fuori indice e mignolo: il simbolo dell’hard rock e dell’heavy metal va rispolverato. 
Il disco più venduto la scorsa settimana? «The Book of Souls» degli Iron Maiden. Il concerto più visto del 2015? Quello degli Ac/Dc a Imola: oltre 90 mila persone all’Autodromo Ferrari, lo scorso 9 luglio. Il gesto rock dell’anno? Doppia nomination per Dave Grohl: per lo show portato a termine nonostante una caduta con conseguente gamba rotta e ingessata in pochi minuti e per aver risposto all’appello dei mille che hanno suonato «Learn to Fly» per invitare i suoi Foo Fighters a Cesena. E se i puristi dovessero storcere il naso per l’inclusione di Dave e soci nella categoria, basti ricordare che nella categoria hard/heavy hanno pure vinto un Grammy. 
Il fenomeno non ha confini. Gli Iron Maiden sono arrivati al numero 1 in Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Germania e Svezia. I sold out di gran parte delle date del tour degli Ac/Dc hanno fatto la fortuna dei bagarini online in tutta Europa e negli Stati Uniti. Per lo spettacolo di Imola della band di Angus Young e Brian Johnson si sarebbe potuti arrivare anche a un dato a sei cifre. «Ci siamo fermati prima con la vendita dei biglietti — spiega Claudio Trotta, promoter del concerto con la sua Barley Arts — perché volevamo garantire a tutti sicurezza e un’esperienza ottimale. Le richieste erano di gran lunga superiori».  
Tutto il comparto sta avendo soddisfazioni: i Metallica (con i Faith No More) hanno portato 30 mila persone ad Assago quest’estate. Sono una garanzia. Bene nei mesi scorsi anche Judas Priest e Linkin Park. Offerta sostenuta anche per l’autunno. I Motörhead compiono 40 anni e li celebrano con l’album «Bad Magic» appena uscito e un tour che li porterà in Italia a febbraio.  
In arrivo anche il nuovo disco degli Slayer, che suoneranno il 5 novembre a Milano (con gli Anthrax). Dal vivo gli altri appuntamenti da segnare in agenda sono Deep Purple, Marilyn Manson, il tour di addio dei Mötley Crüe, Ghost (quelli vestiti da vescovi), Lamb of God, Bullet for My Valentine e W.A.S.P. 
Manco fossimo negli anni Ottanta quando le chitarre e la ritmica pulsante del metal erano al massimo dello splendore. Allora la musica era anche una forma di identificazione sociale per i teenager. Ci si divideva in tribù in funzione degli artisti che si ascoltavano e il senso di appartenenza dettava le amicizie e anche il guardaroba. 
Da quando la pirateria ha colpito duro e ha ridotto i volumi di vendita, in vetta alle classifiche ci arrivano i bestseller o quelli che hanno una fan base di fedelissimi. Se tutti comprano il tuo nuovo album nella prima settimana, crescono le probabilità di un piazzamento nelle parti alte della classifica. E i metallari sono così da sempre: non mancano un concerto, non si lasciano sfuggire un’uscita, chiodo e jeans attillati sono pronti nell’armadio, il «pogo» ai concerti è una garanzia.  
Con le barriere ideologiche sono cadute anche quelle musicali. Le nostre playlist di oggi sono più fluide e meno identificate rispetto alle cassettine che facevamo allora. I servizi in streaming hanno aperto le orecchie a tutti i generi. Ma a fronte della normalizzazione pop (che ormai ha travolto anche i duri e puri del rap) del panorama musicale, hard rock e metal restano l’unico fortino inespugnabile. Un po’ come il villaggio dei galli di Asterix contro Cesare e l’Impero romano.  
Andrea Laffranchi

Fonte: Il Corriere della Sera

Gli organizzatori di Glasto, South by Southwest, Roskilde e tanti altri al prossimo Medimex di Bari

Tre giorni di incontri con i responsabili di GlastonburyEurosonicRoskildeSouth by SouthwestGreat Escape e altri festival prestigiosi di quindici paesi, dall’America alla Cina: oltre agli showcase e agli appuntamenti per il pubblico (Brian Eno anyone?) al prossimo salone dell’innovazione musicale promosso da Puglia Sounds ci saranno anche un sacco di incontri interessantissimi che daranno occasione di incontrare esperti del mercato mondiale della musica. 
Dal dal 29 al 31 ottobre a Bari infatti sono previsti workshop sul mercato degli Stati Uniti con il manager americano Mark Gartenberg e l’editore Eric Beall della Shapiro Bernstein, su quello della Germania con il tedesco Ralph Christoph del c/o pop Festival. E ancora i workshop con André Faleiros, talent scout del Cirque du Soleil - la famosa multinazionale con base in Canada che ha cambiato il modo di intendere il circo - e con i ricercatori Mattia Bergomi, Frédéric Bevilacqua, Riccardo Borghesi e il compositore Daniele Ghisi dell’Ircam di Parigi, il principale centro di ricerca acustica ed elettronica e punto di riferimento per la musica contemporanea. 
In calendario anche i case history sui festival Roskilde e Glastonbury, dei quali parleranno rispettivamente Henrik Rasmussen e Malcolm Haynes, e su Eurosonic, con l’intervento del fondatore e direttore Peter Smidt. Verranno inoltre proposti focus sul Mediterraneo con i panel e i face to face di Rania Elias-Khoury del Jerusalem Festival (Palestina) e di Brahim El Mazned del Visa for Music e del Timitar Festival (Marocco). Finestre sulla world music, l’indie pop-rock, il jazz e la musica d’avanguardia si apriranno, inoltre, grazie alla presenza dei direttori artistici di Cross Kultur (Polonia), Kolkata International Music Festival (India), SummerStage (Usa), Waves Festival (Austria), Jazz in Seoul e Zandari Festa (Sud Corea), Hong Kong International Jazz Festival e Sound of the Xity (Cina), Usadba Jazz Festival (Russia), Europa Vox Festival, Printemps de Bourges e Le festival Kiosquorama (Francia), Jazz Fest di Sarajevo (Bosnia Herzegovina), Luminato Festival e Mundial Montréal (Canada).
Ce n'è per tutti i gusti, insomma. L'appuntamento è  dal 29 al 31 Ottobre a Bari, presso la Fiera del Levante. Tutte le informazioni le trovate sul sito ufficiale del Medimex.

L'iniziativa è realizzata con il sostegno di Puglia Sounds - P.O. FESR PUGLIA 2007/2013 Asse IV.

Fonte: Rockol

Nicola Borrelli sostituisce Nastasi al Mibact.

Salvo Nastasi diventa commissario a Bagnoli e al suo posto c'è un dirigente campano. Si tratta di Nicola Borrelli, nato a Benevento, classe 1967, che ha ricoperto finora il ruolo di Direttore Generale per il Cinema. Ora swostituisce ad interim, il suo collega diventato Vicesegretario Generale alla presidenza del Consiglio. Borrelli si occuperà  di spettacolo da vivo in attesa del bando per la successione.

Fonte:

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO NAPOLI E CAMPANIA a pag. 11
Nicola Borrelli sostituisce Nastasi al Mibact
di Redazione

 

Abbiamo chiesto agli spettatori dello Sziget cosa ne pensano delle band italiane

Come saprete, lo Sziget Festival è ormai una delle più grandi manifestazioni europee di musica dal vivo, dove si possono ascoltare artisti famosissimi accanto a nomi di nicchia e provenienti da tutta Europa. In particolare, da qualche anno a questa parte suona allo Sziget anche un folto gruppo di band italiane, ospitate sullo Europe Stage e sul Worldmusic Stage. Per questo abbiamo seguito i live italiani domandando agli spettatori stranieri che cosa ne pensassero. Abbiamo imparato quanto segue:

a) Gli ascoltatori stranieri non conoscono artisti italiani al di fuori di Pavarotti, Ramazzotti e Zucchero (non che la cosa ci abbia stupito)
b) Gli olandesi preferiscono techno e house al rock (nemmeno questo ci ha stupito più di tanto)
c) Lo Stato Sociale piace parecchio, i Fast Animals and Slow Kids meno (questo invece un po' ci ha stupito)
d) Gli ascoltatori stranieri non conoscono artisti italiani al di fuori di Pavarotti, Ramazzotti e Zucchero (repetita iuvant)

Leggi di più: http://www.rockit.it/articolo/sziget-festival-2015-report

Fonte: Rockit.it

Liga suona il tamburello per 200 mila

ANNA PURICELLA
BARI. Prima di scendere dal palco, Ligabue ha salutato Melpignano: «Grazie per questa realtà ». Sembrava stupito di vedere quelle 200 mila persone che lo hanno atteso fino alle due senza smettere di ballare. Effetto Notte della Taranta: si danza fino all’alba, fino a quando il corpo non espelle il veleno del ragno.
Dai secolari fenomeni del tarantismo al rock il passo è stato breve: è bastato scegliere come maestro concertatore Phil Manzanera, chitarrista dei Roxy music e produttore (anche dei Pink Floyd), affiancargli il bassista dei Clash Paul Simonon e la pizzica salentina ha spiccato il volo. Dall’Inghilterra alla Spagna con il chitarrista di flamenco Paul Rodriguez, fino alla Colombia di Andrea Echeverri e alla Nigeria del batterista Tony Allen.
«Per la prima volta la pizzica si è fatta sudamericana», ha commentato una delle storiche voci dell’orchestra della fondazione Notte della Taranta, Enza Pagliara. E lo si è sentito forte nelle scelte di Manzanera, che da un accenno pinkfloydiano dell’inizio ha dato poi respiro ad accordi che riecheggiavano i virtuosismi di Carlos Santana.
L’attesa era tutta per Ligabue, che ha permesso alla Notte della Taranta di battere il record di presenze nel suo diciottesimo anno: 200mila persone in un paesino che durante l’inverno ne conta appena duemila, provenienti da tutta Italia.
Lui è sembrato all’inizio impacciato, alle prese con il dialetto in Ndo ndo ndo e poi nel duetto con Alessia Tondo in Beddha ci dormi , per poi rilassarsi con le sue Il muro del suono e Certe notti , riarrangiate da Manzanera fino a perdere il loro lato più rock e arrendersi – nel caso dell’ultimo brano – a un’inedita versione in stile mazurka, complici il rullante della batteria e la fisarmonica.
La vera sorpresa per molti è stata la violinista inglese Anna Phoebe (Trans-Siberian orchestra), capace di contorcersi in scena come una “tarantata” d’altri tempi, ma il consenso è stato unanime soprattutto sia per i ballerini coordinati da Roberto Castello che per gli elementi dell’Orchestra: in ventidue hanno affrontato un repertorio recuperato dalla memoria storica, con perle immancabili come Pizzica di Aradeo e Pizzica degli Ucci , in grado di indemoniare i tanti giovani giunti a Melpignano.
“Cuore siciliano animo Melpignano”, era scritto su uno dei tanti striscioni che hanno salutato la Notte della Taranta. E così è stato: la possessione della taranta è durata fino all’alba, conquistando anche Twitter – l’hashtag #taranta2015 è stato al secondo posto nei trending topic – al di là delle immancabili discussioni sulla fedeltà di Manzanera al nocciolo del tarantismo.
E sembra aver conquistato anche Ligabue, tornato sul palco per la consueta buonanotte in griko (l’idioma degli undici comuni salentini grecofoni)di
Kalinifta , imbracciando un tamburello.
 
fonte: Repubblica
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