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Programme - Conference "Creative Europe: an opportunity for live music" - Rome, 15 March 2019

On 30 May 2018, the European Commission presented the proposal for the regulation on the establishment of the new Creative Europe programme for the 2021-2027 period.

The objective is promoting European cooperation on cultural diversity and strengthening competitiveness of the cultural and creative sectors.

The European Parliament has expressed a strong position on the Commission’s proposal in clear favour of improving the programme and investing in live music in Italy and Europe. In view of this vote and of the forthcoming plenary confirmation, it is important to share views between stakeholders, taking stock of objectives achieved and expectations of the live performing sector.

Investments in this sector represent a great opportunity for operators, artists and young talents to promote cultural diversity in Europe.

 

9.30 am - welcome coffee and registration

  • Introductory remarks: Video message President of Confcommercio, Carlo Sangalli;
  • Key note speech: Assomusica President, Vincenzo Spera
  • Skype connection Ministerial Adviser for cultural affairs, Finnish Ministry of Culture, Kimmo Aulake
  • Director Impresa Cultura Italia-Confcommercio, Valerio Toniolo;
  • Head of Unit Creative Europe, Barbara Gessler

Panel Discussion:

  • Silvia Costa, Creative Europe rapporteur
  • Isabella Adinolfi, , EFDD
  • Boguslaw Sonik, EPP
  • Jens Michow – BDKV President

Conclusions

Moderator: Ernesto Assante, Journalist and music critic

EUROPA CREATIVA: UN'OPPORTUNITÀ PER LA MUSICA DAL VIVO - Programma

Per promuovere la cooperazione europea in materia di diversità culturale e rafforzare la competitività dei settori culturali e creativi, la Commissione Europea ha presentato la proposta di regolamento per l'istituzione del nuovo programma "Europa creativa". 



La Commissione Cultura del Parlamento Europeo si è espressa sul programma approvando in maniera bipartisan degli innovativi emendamenti volti a potenziare gli strumenti e i piani di finanziamento a sostegno degli spettacoli di musica live. L'occasione è quindi opportuna per discutere - tutti insieme - di questo provvedimento e su cosa fare per migliorare la programmazione e gli investimenti in questo settore che è un volano di crescita e sviluppo per i territori e il made in Italy della cultura.

 

ore 9.30 Welcome coffee e accreditamento

  • Saluti: Videomessaggio del Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli;
  • Introduzione: Presidente di Assomusica, Vincenzo Spera
  • Intervento via skype del Consigliere Speciale Affari Culturali, Ministero della Cultura finlandese, Kimmo Aulake;
  • Direttore Impresa Cultura Italia-Confcommercio, Valerio Toniolo;
  • Capo Unità Creative Europe, Barbara Gessler.

Tavola rotonda:

  • Silvia Costa, Relatrice Europa Creativa
  • Isabella Adinolfi, Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta
  • Boguslaw Sonik, Partito popolare europeo
  • Jens Michow - Presidente BDKV

Conclusioni

Moderatore: Ernesto Assante, Giornalista e critico musicale

Cultura, Sangalli (Confcommercio): E’ la gioventù della nostra economia

 “Non possiamo perdere l’occasione della cultura, che è il domani e il futuro e soprattutto è fatta di tante imprese e giovani”

“Non possiamo perdere l’occasione della cultura, che è il domani e il futuro e soprattutto è fatta di tante imprese e giovani. Perché la cultura è amata dai giovani, ma è anche la gioventù della nostra economia, è la parte più vitale e aperta dell’economia”. Lo ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, aprendo con un videomessaggio il convegno “Europa creativa: un'opportunità per la musica dal vivo” organizzato da Assomusica, European Live Music Association (ELMA) e Impresa Cultura Italia – Confcommercio.

“Confcommercio ha vissuto un piccolo, grande passaggio storico formando il Coordinamento Impresa cultura Italia di cui è presidente Carlo Fontana - ha ricordato Sangalli -. Il Coordinamento, di cui Agis è capofila, riunisce tutte le associazioni della cultura, dello spettacolo, dell’intrattenimento, della creatività aderenti a Confcommercio”.

Il Coordinamento, ha sottolineato Sangalli, “riconosce la cultura come una componente fondamentale e autonoma, trasversale ma non accessoria, del terziario di mercato e dell’economia del Paese”. Su questo tema, ha concluso il presidente di Confcommercio, “per farcela bisogna lavorare insieme. Come fa il programma Europa Creativa 2021-2027 per promuovere la cooperazione europea in materia di diversità culturale rafforzando competitività dei settori culturali e creativi”.

Convegno Europa Creativa: ITALIA QUARTA IN UE PER FONDI AI PROGETTI CULTURALI, FRANCIA PRIMA

ITALIA QUARTA IN UE PER FONDI AI PROGETTI CULTURALI, FRANCIA PRIMA

 

In un convegno promosso da Assomusica, ELMA e Impresa Cultura Italia - Confcommerciosi è parlato del nuovo programma Europa Creativa che per il periodo 2021-2027 ha raddoppiato i fondi a 2,8 miliardi di euro e prevede misure e bandi specifici anche per la musica dal vivo e i concerti.

Con 180 progetti coordinati e 41,2 milioni di euro l’Italia è soltanto quarta tra i Paesi dell’Unione che hanno attinto a Europa Creativa 2014-2020, il programma di finanziamenti UE per i settori creativo e culturale, che ha visto primeggiare la Francia per numero di progetti coordinati e fondi ottenuti. Il dato è emerso oggi a Roma nel corso di un convegno sul tema organizzato da Assomusica (Associazione Italiana degli Organizzatori e Produttori di Spettacoli di Musica dal Vivo), ELMA (European Live Music Association) e Impresa Cultura Italia - Confcommercio. 

L’iniziativa prende spunto dalla recente approvazione all’unanimità da parte della Commissione Cultura del Parlamento Europeo del nuovo Programma Europa Creativa 2021-2027, che ha raddoppiato da 1,4 miliardi (2014-2020) a 2,8 miliardi i fondi a sostegno dei progetti culturali, riconoscendo anche misure e bandi specifici per la musica dal vivo e i concerti. Al convegno hanno partecipato anche diversi europarlamentari e funzionari Ue a cominciare dalla relatrice del programma in Commissione CULT, l’onorevole Silvia Costa. 

“La Commissione Cultura del Parlamento Europeo – ha detto Vincenzo Spera, presidente di Assomusica - si è espressa sul programma approvando in maniera bipartisan emendamenti innovativi volti a potenziare gli strumenti e i piani di finanziamento a sostegno degli spettacoli di musica live. L'occasione è quindi opportuna per discutere - tutti insieme - di questo provvedimento e su cosa fare per migliorare la programmazione e gli investimenti in questo settore che è un volano di crescita e sviluppo per i territori e il made in Italy della cultura”.

Dei 2500 progetti di Europa Creativa approvati dal 2014 al 2018 la Francia se ne è accaparrati il 15,4% e soprattutto ha portato a casa oltre 97,2 milioni di euro, quasi il 20% del totale finanziato che fino ad oggi ha superato i 492 milioni di euro. La Germania è saldamente al secondo posto per numero di progetti coordinati (261) e fondi ottenuti (56,2 milioni di euro), il Regno Unito è terzo (189 progetti) con quasi 50 milioni di euro raccolti (49,7 milioni di euro). L’Italia è solo quarta (180 progetti), ma se guardiamo ai finanziamenti ottenuti scende al quinto posto, superata dal Belgio (47,6 milioni), fermandosi a 41,2 milioni di euro.

La cultura è una componente fondamentale e autonoma, trasversale ma non accessoria, del terziario di mercato e dell’economia del Paese. – afferma Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio – “Per questo bisogna lavorare insieme, anche tramite il programma Europa Creativa per il periodo 2021-2027 che vuole promuovere la cooperazione europea in materia di diversità culturale rafforzando la competitività dei settori culturali e creativi”.

Grazie al lavoro di Assomusica ed Elma la Commissione CULT del Parlamento UE ha riconosciuto che “la musica, in tutte le sue forme ed espressioni, specialmente la musica contemporanea e la musica dal vivo, è una componente essenziale del patrimonio artistico, culturale ed economico dell’Unione Europea. E’ un elemento di coesione sociale, integrazione multiculturale, socializzazione tra i giovani e serve come strumento chiave per migliorare l’offerta culturale, incluso il turismo culturale. Questo settore – scrive la Commissione - è stato sotto-rappresentato nel precedente programma Europa Creativa e come parte di azioni specifiche nella sezione CULTURA, il settore musica dovrà essere un focus in termini di ripartizione finanziaria e azioni mirate. Bandi “su misura” e strumenti specifici dovranno aiutare a migliorare la competitività del settore musicale e sostenere le sfide che lo attendono”.

Il nuovo programma Europa Creativa sarà ora parte dei negoziati per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea nel corso del 2019.

 

Il programma Europa Creativa

L’obiettivo è salvaguardare, sviluppare e promuovere la diversità e il patrimonio culturale europeo e migliorare la competitività dell’industria culturale europea per una crescita inclusiva e sostenibile. Adesso riunisce i precedenti programmi Cultura e MEDIA, diventati ora i sotto-programmi, che finanziano rispettivamente i progetti culturale e progetti dedicati al cinema e al settore audiovisivo. Dopo il successo del programma 2014-2020, la Commissione ha deciso appunto di rafforzare la dotazione e ha proposto il nuovo programma mantenendo nella programmazione futura dei finanziamenti l’originale struttura divisa in 3 sezioni (Cultura, media, cross settoriale). 

Nell’ambito culturale rientrano la circolazione delle opere e degli artisti, la partecipazione alla vita culturale, l’inclusione sociale, la crescita, diffondere i valori europei attraverso l’educazione artistica, la consapevolezza culturale e la creatività, l’internazionalizzazione del settore e la diplomazia culturale.

Il comparto Media riguarda progetti per lo sviluppo di talento, capacità, innovazione e cooperazione nel settore audiovisivo, modelli di business e nuove tecnologie, accesso transfrontaliero ad opere audiovisive, teatrali e distribuzione online, promozione delle opere europee nel territorio dell’Unione. Ci sono poi i progetti cross-settoriali dedicati a un approccio combinato a media e cultura (arte, tecnologia, business), qualità del giornalismo, pluralismo mediatico, alfabetizzazione mediatica, inclusione sociale tramite la cultura, informazione sul programma tramite la rete di sportelli in ogni paese.


Per maggiori informazioni e per la partecipazione ai bandi: 

https://ec.europa.eu/programmes/creative-europe/node_it


Per ulteriori informazioni

Sec Spa – via F. Aporti, 8 – 20125 Milano - t. 02 624999.1 

Angelo Vitale – vitale@secrp.com– 338 6907474

Elena Castellini – castellini@secrp.com– 335 6271787


Daniele Mignardi Promopressagency 
via Giovanni Nicotera, 29 - Roma

info@danielemignardi.it- Tel. 06.32651758

Rif. Desirée Corradetti - 3405324723

Convegno Europa Creativa: ITALIA QUARTA IN UE PER FONDI AI PROGETTI CULTURALI, FRANCIA PRIMA

ITALIA QUARTA IN UE PER FONDI AI PROGETTI CULTURALI, FRANCIA PRIMA

 

In un convegno promosso da Assomusica, ELMA e Impresa Cultura Italia - Confcommerciosi è parlato del nuovo programma Europa Creativa che per il periodo 2021-2027 ha raddoppiato i fondi a 2,8 miliardi di euro e prevede misure e bandi specifici anche per la musica dal vivo e i concerti.

Con 180 progetti coordinati e 41,2 milioni di euro l’Italia è soltanto quarta tra i Paesi dell’Unione che hanno attinto a Europa Creativa 2014-2020, il programma di finanziamenti UE per i settori creativo e culturale, che ha visto primeggiare la Francia per numero di progetti coordinati e fondi ottenuti. Il dato è emerso oggi a Roma nel corso di un convegno sul tema organizzato da Assomusica (Associazione Italiana degli Organizzatori e Produttori di Spettacoli di Musica dal Vivo), ELMA (European Live Music Association) e Impresa Cultura Italia - Confcommercio. 

L’iniziativa prende spunto dalla recente approvazione all’unanimità da parte della Commissione Cultura del Parlamento Europeo del nuovo Programma Europa Creativa 2021-2027, che ha raddoppiato da 1,4 miliardi (2014-2020) a 2,8 miliardi i fondi a sostegno dei progetti culturali, riconoscendo anche misure e bandi specifici per la musica dal vivo e i concerti. Al convegno hanno partecipato anche diversi europarlamentari e funzionari Ue a cominciare dalla relatrice del programma in Commissione CULT, l’onorevole Silvia Costa. 

“La Commissione Cultura del Parlamento Europeo – ha detto Vincenzo Spera, presidente di Assomusica - si è espressa sul programma approvando in maniera bipartisan emendamenti innovativi volti a potenziare gli strumenti e i piani di finanziamento a sostegno degli spettacoli di musica live. L'occasione è quindi opportuna per discutere - tutti insieme - di questo provvedimento e su cosa fare per migliorare la programmazione e gli investimenti in questo settore che è un volano di crescita e sviluppo per i territori e il made in Italy della cultura”.

Dei 2500 progetti di Europa Creativa approvati dal 2014 al 2018 la Francia se ne è accaparrati il 15,4% e soprattutto ha portato a casa oltre 97,2 milioni di euro, quasi il 20% del totale finanziato che fino ad oggi ha superato i 492 milioni di euro. La Germania è saldamente al secondo posto per numero di progetti coordinati (261) e fondi ottenuti (56,2 milioni di euro), il Regno Unito è terzo (189 progetti) con quasi 50 milioni di euro raccolti (49,7 milioni di euro). L’Italia è solo quarta (180 progetti), ma se guardiamo ai finanziamenti ottenuti scende al quinto posto, superata dal Belgio (47,6 milioni), fermandosi a 41,2 milioni di euro.

La cultura è una componente fondamentale e autonoma, trasversale ma non accessoria, del terziario di mercato e dell’economia del Paese. – afferma Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio – “Per questo bisogna lavorare insieme, anche tramite il programma Europa Creativa per il periodo 2021-2027 che vuole promuovere la cooperazione europea in materia di diversità culturale rafforzando la competitività dei settori culturali e creativi”.

Grazie al lavoro di Assomusica ed Elma la Commissione CULT del Parlamento UE ha riconosciuto che “la musica, in tutte le sue forme ed espressioni, specialmente la musica contemporanea e la musica dal vivo, è una componente essenziale del patrimonio artistico, culturale ed economico dell’Unione Europea. E’ un elemento di coesione sociale, integrazione multiculturale, socializzazione tra i giovani e serve come strumento chiave per migliorare l’offerta culturale, incluso il turismo culturale. Questo settore – scrive la Commissione - è stato sotto-rappresentato nel precedente programma Europa Creativa e come parte di azioni specifiche nella sezione CULTURA, il settore musica dovrà essere un focus in termini di ripartizione finanziaria e azioni mirate. Bandi “su misura” e strumenti specifici dovranno aiutare a migliorare la competitività del settore musicale e sostenere le sfide che lo attendono”.

Il nuovo programma Europa Creativa sarà ora parte dei negoziati per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea nel corso del 2019.

 

Il programma Europa Creativa

L’obiettivo è salvaguardare, sviluppare e promuovere la diversità e il patrimonio culturale europeo e migliorare la competitività dell’industria culturale europea per una crescita inclusiva e sostenibile. Adesso riunisce i precedenti programmi Cultura e MEDIA, diventati ora i sotto-programmi, che finanziano rispettivamente i progetti culturale e progetti dedicati al cinema e al settore audiovisivo. Dopo il successo del programma 2014-2020, la Commissione ha deciso appunto di rafforzare la dotazione e ha proposto il nuovo programma mantenendo nella programmazione futura dei finanziamenti l’originale struttura divisa in 3 sezioni (Cultura, media, cross settoriale). 

Nell’ambito culturale rientrano la circolazione delle opere e degli artisti, la partecipazione alla vita culturale, l’inclusione sociale, la crescita, diffondere i valori europei attraverso l’educazione artistica, la consapevolezza culturale e la creatività, l’internazionalizzazione del settore e la diplomazia culturale.

Il comparto Media riguarda progetti per lo sviluppo di talento, capacità, innovazione e cooperazione nel settore audiovisivo, modelli di business e nuove tecnologie, accesso transfrontaliero ad opere audiovisive, teatrali e distribuzione online, promozione delle opere europee nel territorio dell’Unione. Ci sono poi i progetti cross-settoriali dedicati a un approccio combinato a media e cultura (arte, tecnologia, business), qualità del giornalismo, pluralismo mediatico, alfabetizzazione mediatica, inclusione sociale tramite la cultura, informazione sul programma tramite la rete di sportelli in ogni paese.


Per maggiori informazioni e per la partecipazione ai bandi: 

https://ec.europa.eu/programmes/creative-europe/node_it


Per ulteriori informazioni

Sec Spa – via F. Aporti, 8 – 20125 Milano - t. 02 624999.1 

Angelo Vitale – vitale@secrp.com– 338 6907474

Elena Castellini – castellini@secrp.com– 335 6271787


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Record dei consumi in cultura nei comuni grandi e piccoli

la regione con più musei d’Italia, se ne contano 760 tra statali, degli enti locali, ecclesiastici e privati, di cui 716 aperti al pubblico. Ogni 4.971 abitanti c’è un museo, però solo il 2,5% conta un numero di visitatori superiore a 500mila l’anno. L’endemica concentrazione nelle città d’arte – Firenze fa la parte del leone con la Galleria degli Uffizi in cima a tutte le classifiche nazionali e internazionali per numero di visitatori e per mostre -, pone anche in Toscana il dilemma della decongestione. In totale, secondo l’Istat, i visitatori sono 21.6868.000 – la prima regione d’Italia è il Lazio 30.224.000 – di cui 14,5 milioni visitano musei non statali. «Nonostante la numerosità e attrattività dei musei statali in Toscana, la gran parte (67%) dei visitatori si registra nei musei non statali, anche se con risultati assai eterogenei» spiega Roberto Ferrari, direttore della Direzione Cultura e Ricerca della Regione Toscana. «Proprio per assicurare una crescita del sistema museale regionale puntiamo al sistema di accreditamento di musei ed ecomusei ispirato al decreto ministeriale del 10.5.2001 (Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei); il meccanismo di finanziamento dei musei lega gli obiettivi dell’accreditamento al sostegno regionale (DGR 134/2018), il che consente di avere risorse, sebbene non elevate, anche per il funzionamento ordinario dei musei. Naturalmente nel sistema di accreditamento, che apre a questi finanziamenti, la Regione verifica il possesso dei requisiti in ordine all’orario di apertura, al personale, alle attività educative, e più in generale si riscontra l’impegno sulla crescita e divulgazione delle collezioni». Grazie a questo meccanismo il 31 gennaio 2019 la delibera n. 75 per i musei di rilevanza regionale ha stanziato 1 milione per 80 di questi musei. «La risposta all’over booking di alcuni territori può venire da un concreto impegno dei musei nelle attività di ricerca e nello sviluppo di più stabili reti di relazione con il contesto» prosegue Ferrari. E sono tanti i casi di best practice nelle arti e linguaggi contemporanei che, oltre al Centro Pecci e a Palazzo Strozzi, stanno disseminando linfa vitale nella regione , come il percorso di rigenerazione urbana di CasermArcheologica di Sansepolcro, all’interno di Palazzo Muglioni, o la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, una sede pubblica per conservare scritti di memorie private. 


Rivitalizzare significa anche collegare come fa la Galiloteca del fiorentino Museo Galileo, biblioteca digitale tematica formata da testi, immagini, documenti consultabili da ogni angolo del mondo. O il caso di valorizzazione territoriale messo in moto dal museo Magma di Follonica.


Le risorse regionali di oltre 30 milioni distribuite su tutto il sistema culturale dallo spettacolo dal vivo, teatro musica e danza ai musei e ai luoghi della memoria alimentano il sistema cultura. «Così nei 2.734 comuni toscani , e nell'intorno di trenta minuti, ogni cittadino può aver accesso almeno a un cinema, un teatro o una biblioteca. Il diritto alla cultura non ha così barriere dettate dalla distanza» conclude Ferrari. E, infatti, i consumi culturali dei toscani sono alti: la spesa media mensile delle famiglie in ricreazione, spettacoli e cultura è stata di 165,53 euro (5,78% sulla spesa totale) rispetto ai 129,74 euro degli italiani, secondo Federculture su dati Istat del 2017. Solo a Firenze i visitatori degli istituti culturali statali da 2000 al 2017 sono cresciuti del 21,8% e nei musei civici del 137% e il Comune non ha lesinato in spesa per la cultura: con 113,18 euro pro capite (il 2,7% sul bilancio) è la più alta tra i comuni italiani più popolosi.

Fonte: Il Sole 24 Ore

L’economia dei festival vale oltre 100 milioni

La bellezza genera economia e, oggi più che ieri, università e centri studi monitorano con attenzione l’impatto degli eventi culturali sui territori che li ospitano. In termini di sviluppo e occupazione. La Toscana, a livello nazionale, rappresenta probabilmente la case history meglio studiata: rete di festival ricca, oggetto di periodico “censimento” delle ricadute economiche che ne conseguono. E a sommare le stime degli indotti delle principali manifestazioni si superano abbondantemente i 100 milioni.

Parli di fumetti e pensi a Lucca Comics & Games, tra le maggiori kermesse italiane dedicate alle strisce e ai giochi, intesi nel senso più ampio del termine. Per l’edizione 2018 i visitatori paganti sono stati più di 250mila, cui si sono aggiunti oltre 13mila operatori accreditati. Quanto generano in termini di economia questi flussi? «Gli ultimi rilievi con questo taglio – risponde il direttore generale Emanuele Vietina – risalgono all’edizione 2017, per la quale la Scuola Imt Alti Studi di Lucca ha stimato un impatto economico 56 milioni esercitato sul territorio dai soli visitatori paganti». Lucca è anche grande musica: da 21 anni la città ospita il Lucca Summer Festival, kermesse estiva organizzata da D’Alessandro & Galli che, solo a guardare le ultime edizioni, ha messo in fila artisti del calibro di Bob Dylan, Rolling Stones e Roger Waters. 

Sull’edizione 2017, quella del ventennale, ha concentrato il suo sguardo il dipartimento di Economia e management dell’Università di Pisa, stimando un impatto da 22,7 milioni per la sola Lucca che salgono a 29,8 milioni allargando il discorso all’intera Toscana. Un grande live act, come quello degli Stones, da solo ha portato ricadute per 13 milioni se consideriamo l’intera Toscana. La spesa media per spettatore è di 210,79 euro, quella degli stranieri sale a 764,64 euro, mentre quella degli italiani è di 181,64 euro. «Il Lucca Summer – sottolinea Mimmo D’Alessandro, ceo di D’Alessandro & Galli – è un festival che abbraccia l’intero calendario estivo, offrendo un contributo non trascurabile alle strutture alberghiere cittadine, anche in periodi nei quali erano scariche».Il carnet dei festival musicali che creano indotto è ricchissimo a queste latitudini: a Torre del Lago, tra luglio e agosto, si svolge per esempio il Festival Puccini, must per tutti gli appassionati d’opera, mentre Pistoia Blues da ormai 40 anni coniuga suggestioni black e nuovi sound. Una new entry degli ultimi due anni che reca impresso il blasone di Live Nation è Firenze Rocks. A giugno arrivano, tra gli altri, Ed Sheeran ed Eddie Vedder per una kermesse da 210mila spettatori che l’anno scorso, secondo un report di Camera di commercio, PromoFirenze e Comune che ha coinvolto anche Centro studi turistici e Irpet, ha mosso 42,1 milioni di indotto e dato lavoro a 366 persone. «La Toscana – sottolinea Roberto De Luca, ad di Live Nation Italia – è una regione strategica per chi fa il nostro mestiere. Ci sono tutti i presupposti per accontentare il pubblico. E per la prossima edizione – conclude – potenzieremo l’offerta».

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

Dalla Siae l'ok alle quote italiane in musica

La Siae si schiera a favore della proposta di legge della Lega per la valorizzazione delle musica italiana nelle radio. Il presidente Giulio Repetti, in arte Mogol, ha scritto una lettera agli associati invitandoli a sostenere la proposta presentata dal presidente della Commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera Alessandro Morelli. 
La legge prevede l'obbligo per le radio, sia nazionali che private, di riservare almeno un terzo della loro programmazione alla produzione musicale italiana durante le 24 ore, oltre a un dieci per cento agli artisti emergenti. «L'iniziativa avrebbe un impatto positivo sul mercato radiofonico italiano, generando maggiori introiti in diritti d'autore e in diritti connessi, aumentando la quantità di musica prodotta in Italia», scrive Mogol che cita il sistema delle quote attivo in Francia dal 1994 dove «le radio sono obbligate a trasmettere musica francese per il 40% della programmazione giornaliera». Quanto potrebbe incidere l'attuazione della legge in Italia? «In base ai nostri dati relativi al periodo 2010-2017 su dieci stazioni radiofoniche, soltanto quattro rispetterebbero la soglia del 33%». Ad applaudire Mogol c'è Pippo Baudo: «Mi sembra un'ottima intuizione, non all'insegna dell'autarchia ma della giusta difesa del prodotto nazionale». 
La pensa diversamente Max Gazzé che sostiene «che la musica non deve avere queste barriere. In Italia c'è varietà in radio, ci sono quelle che trasmettono solo musica italiana oppure solo dance o rock. Immagina se in una di queste emittenti dopo due canzoni ne passa una di Max Gazzè».

Per Vincenzo Spera, presidente di Assomusica, l'attenzione deve esser riposta sui giovani. «La musica italiana non ha nulla da invidiare a quella straniera. Bisogna puntare sui nostri artisti esordienti che stanno mostrando grande creatività e dinamismo». Spera esprime anche soddisfazione per l'approvazione da parte della Commissione Cultura del Parlamento Europeo del Programma Europa Creativa 2021/27 che ha raddoppiato da 1,4 a 2,8 miliardi i fondi a sostegno dell'industria culturale, agevolando anche la musica dal vivo e i concerti: «Finalmente la musica dal vivo, trascurata troppo a lungo, è stata riconosciuta come un asset importante dell'industria culturale e creativa europea». 

Fonte: Leggo

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Da Paganini ai talent – Panel Assomusica al MMW2018

Da Paganini ai talent – Come si è evoluto il management dell’artista presented by Assomusica Associazione