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Convegno Europa Creativa: ITALIA QUARTA IN UE PER FONDI AI PROGETTI CULTURALI, FRANCIA PRIMA

ITALIA QUARTA IN UE PER FONDI AI PROGETTI CULTURALI, FRANCIA PRIMA

 

In un convegno promosso da Assomusica, ELMA e Impresa Cultura Italia - Confcommerciosi è parlato del nuovo programma Europa Creativa che per il periodo 2021-2027 ha raddoppiato i fondi a 2,8 miliardi di euro e prevede misure e bandi specifici anche per la musica dal vivo e i concerti.

Con 180 progetti coordinati e 41,2 milioni di euro l’Italia è soltanto quarta tra i Paesi dell’Unione che hanno attinto a Europa Creativa 2014-2020, il programma di finanziamenti UE per i settori creativo e culturale, che ha visto primeggiare la Francia per numero di progetti coordinati e fondi ottenuti. Il dato è emerso oggi a Roma nel corso di un convegno sul tema organizzato da Assomusica (Associazione Italiana degli Organizzatori e Produttori di Spettacoli di Musica dal Vivo), ELMA (European Live Music Association) e Impresa Cultura Italia - Confcommercio. 

L’iniziativa prende spunto dalla recente approvazione all’unanimità da parte della Commissione Cultura del Parlamento Europeo del nuovo Programma Europa Creativa 2021-2027, che ha raddoppiato da 1,4 miliardi (2014-2020) a 2,8 miliardi i fondi a sostegno dei progetti culturali, riconoscendo anche misure e bandi specifici per la musica dal vivo e i concerti. Al convegno hanno partecipato anche diversi europarlamentari e funzionari Ue a cominciare dalla relatrice del programma in Commissione CULT, l’onorevole Silvia Costa. 

“La Commissione Cultura del Parlamento Europeo – ha detto Vincenzo Spera, presidente di Assomusica - si è espressa sul programma approvando in maniera bipartisan emendamenti innovativi volti a potenziare gli strumenti e i piani di finanziamento a sostegno degli spettacoli di musica live. L'occasione è quindi opportuna per discutere - tutti insieme - di questo provvedimento e su cosa fare per migliorare la programmazione e gli investimenti in questo settore che è un volano di crescita e sviluppo per i territori e il made in Italy della cultura”.

Dei 2500 progetti di Europa Creativa approvati dal 2014 al 2018 la Francia se ne è accaparrati il 15,4% e soprattutto ha portato a casa oltre 97,2 milioni di euro, quasi il 20% del totale finanziato che fino ad oggi ha superato i 492 milioni di euro. La Germania è saldamente al secondo posto per numero di progetti coordinati (261) e fondi ottenuti (56,2 milioni di euro), il Regno Unito è terzo (189 progetti) con quasi 50 milioni di euro raccolti (49,7 milioni di euro). L’Italia è solo quarta (180 progetti), ma se guardiamo ai finanziamenti ottenuti scende al quinto posto, superata dal Belgio (47,6 milioni), fermandosi a 41,2 milioni di euro.

La cultura è una componente fondamentale e autonoma, trasversale ma non accessoria, del terziario di mercato e dell’economia del Paese. – afferma Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio – “Per questo bisogna lavorare insieme, anche tramite il programma Europa Creativa per il periodo 2021-2027 che vuole promuovere la cooperazione europea in materia di diversità culturale rafforzando la competitività dei settori culturali e creativi”.

Grazie al lavoro di Assomusica ed Elma la Commissione CULT del Parlamento UE ha riconosciuto che “la musica, in tutte le sue forme ed espressioni, specialmente la musica contemporanea e la musica dal vivo, è una componente essenziale del patrimonio artistico, culturale ed economico dell’Unione Europea. E’ un elemento di coesione sociale, integrazione multiculturale, socializzazione tra i giovani e serve come strumento chiave per migliorare l’offerta culturale, incluso il turismo culturale. Questo settore – scrive la Commissione - è stato sotto-rappresentato nel precedente programma Europa Creativa e come parte di azioni specifiche nella sezione CULTURA, il settore musica dovrà essere un focus in termini di ripartizione finanziaria e azioni mirate. Bandi “su misura” e strumenti specifici dovranno aiutare a migliorare la competitività del settore musicale e sostenere le sfide che lo attendono”.

Il nuovo programma Europa Creativa sarà ora parte dei negoziati per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea nel corso del 2019.

 

Il programma Europa Creativa

L’obiettivo è salvaguardare, sviluppare e promuovere la diversità e il patrimonio culturale europeo e migliorare la competitività dell’industria culturale europea per una crescita inclusiva e sostenibile. Adesso riunisce i precedenti programmi Cultura e MEDIA, diventati ora i sotto-programmi, che finanziano rispettivamente i progetti culturale e progetti dedicati al cinema e al settore audiovisivo. Dopo il successo del programma 2014-2020, la Commissione ha deciso appunto di rafforzare la dotazione e ha proposto il nuovo programma mantenendo nella programmazione futura dei finanziamenti l’originale struttura divisa in 3 sezioni (Cultura, media, cross settoriale). 

Nell’ambito culturale rientrano la circolazione delle opere e degli artisti, la partecipazione alla vita culturale, l’inclusione sociale, la crescita, diffondere i valori europei attraverso l’educazione artistica, la consapevolezza culturale e la creatività, l’internazionalizzazione del settore e la diplomazia culturale.

Il comparto Media riguarda progetti per lo sviluppo di talento, capacità, innovazione e cooperazione nel settore audiovisivo, modelli di business e nuove tecnologie, accesso transfrontaliero ad opere audiovisive, teatrali e distribuzione online, promozione delle opere europee nel territorio dell’Unione. Ci sono poi i progetti cross-settoriali dedicati a un approccio combinato a media e cultura (arte, tecnologia, business), qualità del giornalismo, pluralismo mediatico, alfabetizzazione mediatica, inclusione sociale tramite la cultura, informazione sul programma tramite la rete di sportelli in ogni paese.


Per maggiori informazioni e per la partecipazione ai bandi: 

https://ec.europa.eu/programmes/creative-europe/node_it


Per ulteriori informazioni

Sec Spa – via F. Aporti, 8 – 20125 Milano - t. 02 624999.1 

Angelo Vitale – vitale@secrp.com– 338 6907474

Elena Castellini – castellini@secrp.com– 335 6271787


Daniele Mignardi Promopressagency 
via Giovanni Nicotera, 29 - Roma

info@danielemignardi.it- Tel. 06.32651758

Rif. Desirée Corradetti - 3405324723

Record dei consumi in cultura nei comuni grandi e piccoli

la regione con più musei d’Italia, se ne contano 760 tra statali, degli enti locali, ecclesiastici e privati, di cui 716 aperti al pubblico. Ogni 4.971 abitanti c’è un museo, però solo il 2,5% conta un numero di visitatori superiore a 500mila l’anno. L’endemica concentrazione nelle città d’arte – Firenze fa la parte del leone con la Galleria degli Uffizi in cima a tutte le classifiche nazionali e internazionali per numero di visitatori e per mostre -, pone anche in Toscana il dilemma della decongestione. In totale, secondo l’Istat, i visitatori sono 21.6868.000 – la prima regione d’Italia è il Lazio 30.224.000 – di cui 14,5 milioni visitano musei non statali. «Nonostante la numerosità e attrattività dei musei statali in Toscana, la gran parte (67%) dei visitatori si registra nei musei non statali, anche se con risultati assai eterogenei» spiega Roberto Ferrari, direttore della Direzione Cultura e Ricerca della Regione Toscana. «Proprio per assicurare una crescita del sistema museale regionale puntiamo al sistema di accreditamento di musei ed ecomusei ispirato al decreto ministeriale del 10.5.2001 (Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei); il meccanismo di finanziamento dei musei lega gli obiettivi dell’accreditamento al sostegno regionale (DGR 134/2018), il che consente di avere risorse, sebbene non elevate, anche per il funzionamento ordinario dei musei. Naturalmente nel sistema di accreditamento, che apre a questi finanziamenti, la Regione verifica il possesso dei requisiti in ordine all’orario di apertura, al personale, alle attività educative, e più in generale si riscontra l’impegno sulla crescita e divulgazione delle collezioni». Grazie a questo meccanismo il 31 gennaio 2019 la delibera n. 75 per i musei di rilevanza regionale ha stanziato 1 milione per 80 di questi musei. «La risposta all’over booking di alcuni territori può venire da un concreto impegno dei musei nelle attività di ricerca e nello sviluppo di più stabili reti di relazione con il contesto» prosegue Ferrari. E sono tanti i casi di best practice nelle arti e linguaggi contemporanei che, oltre al Centro Pecci e a Palazzo Strozzi, stanno disseminando linfa vitale nella regione , come il percorso di rigenerazione urbana di CasermArcheologica di Sansepolcro, all’interno di Palazzo Muglioni, o la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, una sede pubblica per conservare scritti di memorie private. 


Rivitalizzare significa anche collegare come fa la Galiloteca del fiorentino Museo Galileo, biblioteca digitale tematica formata da testi, immagini, documenti consultabili da ogni angolo del mondo. O il caso di valorizzazione territoriale messo in moto dal museo Magma di Follonica.


Le risorse regionali di oltre 30 milioni distribuite su tutto il sistema culturale dallo spettacolo dal vivo, teatro musica e danza ai musei e ai luoghi della memoria alimentano il sistema cultura. «Così nei 2.734 comuni toscani , e nell'intorno di trenta minuti, ogni cittadino può aver accesso almeno a un cinema, un teatro o una biblioteca. Il diritto alla cultura non ha così barriere dettate dalla distanza» conclude Ferrari. E, infatti, i consumi culturali dei toscani sono alti: la spesa media mensile delle famiglie in ricreazione, spettacoli e cultura è stata di 165,53 euro (5,78% sulla spesa totale) rispetto ai 129,74 euro degli italiani, secondo Federculture su dati Istat del 2017. Solo a Firenze i visitatori degli istituti culturali statali da 2000 al 2017 sono cresciuti del 21,8% e nei musei civici del 137% e il Comune non ha lesinato in spesa per la cultura: con 113,18 euro pro capite (il 2,7% sul bilancio) è la più alta tra i comuni italiani più popolosi.

Fonte: Il Sole 24 Ore

L’economia dei festival vale oltre 100 milioni

La bellezza genera economia e, oggi più che ieri, università e centri studi monitorano con attenzione l’impatto degli eventi culturali sui territori che li ospitano. In termini di sviluppo e occupazione. La Toscana, a livello nazionale, rappresenta probabilmente la case history meglio studiata: rete di festival ricca, oggetto di periodico “censimento” delle ricadute economiche che ne conseguono. E a sommare le stime degli indotti delle principali manifestazioni si superano abbondantemente i 100 milioni.

Parli di fumetti e pensi a Lucca Comics & Games, tra le maggiori kermesse italiane dedicate alle strisce e ai giochi, intesi nel senso più ampio del termine. Per l’edizione 2018 i visitatori paganti sono stati più di 250mila, cui si sono aggiunti oltre 13mila operatori accreditati. Quanto generano in termini di economia questi flussi? «Gli ultimi rilievi con questo taglio – risponde il direttore generale Emanuele Vietina – risalgono all’edizione 2017, per la quale la Scuola Imt Alti Studi di Lucca ha stimato un impatto economico 56 milioni esercitato sul territorio dai soli visitatori paganti». Lucca è anche grande musica: da 21 anni la città ospita il Lucca Summer Festival, kermesse estiva organizzata da D’Alessandro & Galli che, solo a guardare le ultime edizioni, ha messo in fila artisti del calibro di Bob Dylan, Rolling Stones e Roger Waters. 

Sull’edizione 2017, quella del ventennale, ha concentrato il suo sguardo il dipartimento di Economia e management dell’Università di Pisa, stimando un impatto da 22,7 milioni per la sola Lucca che salgono a 29,8 milioni allargando il discorso all’intera Toscana. Un grande live act, come quello degli Stones, da solo ha portato ricadute per 13 milioni se consideriamo l’intera Toscana. La spesa media per spettatore è di 210,79 euro, quella degli stranieri sale a 764,64 euro, mentre quella degli italiani è di 181,64 euro. «Il Lucca Summer – sottolinea Mimmo D’Alessandro, ceo di D’Alessandro & Galli – è un festival che abbraccia l’intero calendario estivo, offrendo un contributo non trascurabile alle strutture alberghiere cittadine, anche in periodi nei quali erano scariche».Il carnet dei festival musicali che creano indotto è ricchissimo a queste latitudini: a Torre del Lago, tra luglio e agosto, si svolge per esempio il Festival Puccini, must per tutti gli appassionati d’opera, mentre Pistoia Blues da ormai 40 anni coniuga suggestioni black e nuovi sound. Una new entry degli ultimi due anni che reca impresso il blasone di Live Nation è Firenze Rocks. A giugno arrivano, tra gli altri, Ed Sheeran ed Eddie Vedder per una kermesse da 210mila spettatori che l’anno scorso, secondo un report di Camera di commercio, PromoFirenze e Comune che ha coinvolto anche Centro studi turistici e Irpet, ha mosso 42,1 milioni di indotto e dato lavoro a 366 persone. «La Toscana – sottolinea Roberto De Luca, ad di Live Nation Italia – è una regione strategica per chi fa il nostro mestiere. Ci sono tutti i presupposti per accontentare il pubblico. E per la prossima edizione – conclude – potenzieremo l’offerta».

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

Dalla Siae l'ok alle quote italiane in musica

La Siae si schiera a favore della proposta di legge della Lega per la valorizzazione delle musica italiana nelle radio. Il presidente Giulio Repetti, in arte Mogol, ha scritto una lettera agli associati invitandoli a sostenere la proposta presentata dal presidente della Commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera Alessandro Morelli. 
La legge prevede l'obbligo per le radio, sia nazionali che private, di riservare almeno un terzo della loro programmazione alla produzione musicale italiana durante le 24 ore, oltre a un dieci per cento agli artisti emergenti. «L'iniziativa avrebbe un impatto positivo sul mercato radiofonico italiano, generando maggiori introiti in diritti d'autore e in diritti connessi, aumentando la quantità di musica prodotta in Italia», scrive Mogol che cita il sistema delle quote attivo in Francia dal 1994 dove «le radio sono obbligate a trasmettere musica francese per il 40% della programmazione giornaliera». Quanto potrebbe incidere l'attuazione della legge in Italia? «In base ai nostri dati relativi al periodo 2010-2017 su dieci stazioni radiofoniche, soltanto quattro rispetterebbero la soglia del 33%». Ad applaudire Mogol c'è Pippo Baudo: «Mi sembra un'ottima intuizione, non all'insegna dell'autarchia ma della giusta difesa del prodotto nazionale». 
La pensa diversamente Max Gazzé che sostiene «che la musica non deve avere queste barriere. In Italia c'è varietà in radio, ci sono quelle che trasmettono solo musica italiana oppure solo dance o rock. Immagina se in una di queste emittenti dopo due canzoni ne passa una di Max Gazzè».

Per Vincenzo Spera, presidente di Assomusica, l'attenzione deve esser riposta sui giovani. «La musica italiana non ha nulla da invidiare a quella straniera. Bisogna puntare sui nostri artisti esordienti che stanno mostrando grande creatività e dinamismo». Spera esprime anche soddisfazione per l'approvazione da parte della Commissione Cultura del Parlamento Europeo del Programma Europa Creativa 2021/27 che ha raddoppiato da 1,4 a 2,8 miliardi i fondi a sostegno dell'industria culturale, agevolando anche la musica dal vivo e i concerti: «Finalmente la musica dal vivo, trascurata troppo a lungo, è stata riconosciuta come un asset importante dell'industria culturale e creativa europea». 

Fonte: Leggo

Convegno "Europa Creativa: un'opportunità per la musica dal vivo" - 15 marzo 2019, Roma

Per promuovere la cooperazione europea in materia di diversità culturale e rafforzare la competitività dei settori culturali e creativi, la Commissione Europea ha presentato la proposta di regolamento per l'istituzione del nuovo programma "Europa creativa".
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La Commissione Cultura del Parlamento Europeo si è espressa sul programma approvando in maniera bipartisan degli innovativi emendamenti volti a potenziare gli strumenti e i piani di finanziamento a sostegno degli spettacoli di musica live. L'occasione è quindi opportuna per discutere - tutti insieme - di questo provvedimento e su cosa fare per migliorare la programmazione e gli investimenti in questo settore che è un volano di crescita e sviluppo per i territori e il made in Italy della cultura.
Se ne parlerà il 15 marzo al convegno organizzato da Assomusica, European Live Music Association (ELMA) e Confcommercio - Impresa Cultura Italia.

In allegato il programma provvisorio dell'evento.


Si prega di confermare la propria partecipazione al seguente link https://goo.gl/forms/5hKJIxWUADhynJHY2

Soddisfazione di Assomusica ed ELMA per l'approvazione all'unanimità programma Europa Creativa: il Parlamento Ue raddoppia i fondi per l'industria culturale

SODDISFAZIONE DI ASSOMUSICA ED ELMA
PER APPROVAZIONE ALL’UNANIMITÀ PROGRAMMA EUROPA CREATIVA
PARLAMENTO UE RADDOPPIA FONDI PER INDUSTRIA CULTURALE

Assomusica, l’Associazione Italiana degli Organizzatori e Produttori di Spettacoli di Musica dal Vivo, ed ELMA, European Live Music Association, esprimono soddisfazione e compiacimento per l’approvazione all’unanimità da parte della Commissione Cultura del Parlamento Europeo del Programma Europa Creativa 2021-2027, che ha raddoppiato da 1,4 miliardi (2014-2020) a 2,8 miliardi i fondi a sostegno dell’industria culturale, agevolando anche la musica dal vivo e i concerti.


Finalmente – dichiara Vincenzo Spera, Presidente di Assomusica– la musica dal vivo, trascurata troppo a lungo, è stata riconosciuta come un asset importante dell’industria culturale e creativa europea.Proficuo è stato il lavoro svolto dall’onorevole Silvia Costa, dai relatori ombra e dalla Commissione stessa che in tempi molto stretti si è espressa su un testo così importante per la cultura, la creatività e la distribuzione delle opere”. 


La musica, grazie anche all’impegno di Assomusica, avrà a disposizione nuovi strumenti di finanziamento e supporto per gli spettacoli live non più in concorrenza con le altre forme d’arte. Questo risultato faciliterà la mobilità degli artisti europei in tutti i Paesi dell’Unione favorendo la conoscenza dei giovani talenti e stimolando la multiculturalità.


Il focus settoriale sulla musica seguirà gli ottimi risultati raggiunti grazie al progetto pilota Music Moves Europe, avviato nel 2018 dalla Commissione su richiesta degli operatori di settore tra cui Assomusica. Il Parlamento ha quindi confermato nel futuro bilancio europeo una linea di finanziamento e bandi annuali dedicati specificamente al settore. Gli investimenti in questo settore rappresentano una grande occasione per gli operatori, per i nostri talenti e per le imprese. In Italia la musica live è in continua crescita: dal 2012 al 2017 ha continuato a crescere con una media di circa il 10% annuo.
                                                                                                                                                                                                         L’industria musicale è molto dinamica a livello europeo: genera un fatturato di 25 miliardi di euro e occupa 1,2 milioni di persone. Il nuovo programma prevede anche azioni per dedicare una linea di sostegno a reti di radio universitarie che raccontino l’Europa ai giovani. 


“Auspichiamo -
continua il Presidente di Assomusicache il Parlamento possa in breve tempo confermare questo fondamentale traguardo e che i Governi nazionali non esitino nel cogliere le opportunità garantite dal nuovo Programma”.




Comunicazione Assomusica: “Daniele Mignardi Promopressagency” 
info@danielemignardi.it- Tel. 06.32651758

SEC SpA: Angelo Vitale (338/6907474 – vitale@secrp.com) – Elena Castellini (335/6271787 – castellini@secrp.com)

Erasmus, Silvia Costa (PD/S&D): Abbiamo triplicato il budget e reso il programma più inclusivo

COMUNICATO STAMPA


Erasmus, Silvia Costa (PD/S&D): Abbiamo triplicato il budget e reso il programma più inclusivo


“Con il voto di oggi in commissione CULT del Parlamento europeo – dichiara Silvia Costa - puntiamo a fare dell´Erasmus 2021/2027 il più inclusivo di sempre, con un budget triplicato rispetto al programma attualmente in corso. Da oltre 30 anni, Erasmus+ dimostra a tutti il vero significato dell'integrazione europea, costituendo l'essenza stessa di un'Europa senza frontiere. Per questo motivo ho sostenuto da subito la campagna per decuplicare i fondi a disposizione di Erasmus. Il testo approvato dalla Commissione introduce tutta una serie di nuove azioni, amplia la platea dei soggetti coinvolti, pone in risalto e valorizza tutte le sue componenti, dall’istruzione alla formazione, dalle politiche giovanili allo sport. Come gruppo S&D abbiamo introdotto un nuovo capitolo in Erasmus, significativamente intitolato “Inclusione”, teso a coinvolgere le persone con minori opportunità dai migranti alle persone con disabilità. Per loro vogliamo che ci sia un sostegno finanziario specifico e adeguato, anche in sinergia con altri programmi come il Fondo sociale europeo, per riuscire a vincere queste condizioni di partenza che potrebbero mettere a rischio la partecipazione a Erasmus”.


Lo dichiara Silvia Costa, europarlamentare PD e coordinatrice del gruppo S&D in Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo.


“Per le borse di studio – prosegue l’europarlamentare - vogliamo che tengano conto dei costi di soggiorno del Paese ospitante e anche dei costi di viaggio dal Paese di provenienza a quello in cui si svolge l’esperienza Erasmus. E anche delle specifiche condizioni derivanti dalle situazioni soggettive, come la disabilità. Erasmus+ vuol dire anche sport: la Commissione prevedeva la mobilità individuale dei soli allenatori; il Parlamento europeo, invece, ribadisce la dimensione di cittadinanza connessa allo sport ed estende le opportunità di mobilità anche ai giovani atleti nell´ambito dello sport di base. Erasmus+ è molto più di questo: vogliamo che gli studenti, gli insegnanti e il personale della scuola, compresa la scuola dell’infanzia e la formazione per gli adulti, possano partecipare a iniziative di mobilità individuale e che ricevano opportunità di formazione e di aggiornamento dedicate. La mia e nostra proposta di sviluppare una carta europea dello studente è confluita adesso in Erasmus. Diamo alla Commissione due orizzonti temporali precisi: entro il 2021 dovrà aver completato lo sviluppo della Carta e entro il 2025 dovrà essere messa a disposizione di tutti gli studenti dell´UE. Accanto all´imperativo della inclusione, ho ritenuto decisivo avere anche un forte focus sull´eccellenza, come dimostra il riferimento fra i partenariati per l´eccellenza non solo dei master congiunti, ma anche dei dottorati congiunti. In quest´ottica vanno lette anche le nuove iniziative delle Università europee (per cui abbiamo chiesto un bilanciamento geografico) e dei centri di formazione professionale di eccellenza. Per un’Europa davvero competitiva, se unita, anche nell´ambito della formazione superiore e della ricerca.  Abbiamo potenziato la dimensione esterna di Erasmus, attraverso anche i fondi per l’azione esterna e la cooperazione allo sviluppo che integrano l’esistente Erasmus Mundus per offrire opportunità anche ai cittadini e alle organizzazioni dei Paesi terzi. Attraverso Erasmus vogliamo sostenere attività a sostegno delle competenze per la protezione e la tutela del patrimonio culturale. Abbiamo chiesto – conclude Silvia Costa - una chiara componente educativa e culturale in questa nuova azione, oggi sotto forma di progetto pilota, proposta dalla Commissione. I partecipanti 18-20 anni all´iniziativa di viaggio e apprendimento informale per l´Europa dovranno nei loro itinerari tenere conto, ad esempio, delle capitali europee della cultura, della gioventù e del volontariato. E´ un opportunità enorme per i settori turistici in Paesi che vivono di questa vocazione, come l´Italia, e anche per valorizzare ulteriormente il patrimonio ferroviario e coinvolgere in rete fondazioni e musei ferroviari. Infine abbiamo voluto un rafforzamento della partecipazione dei giovani alla vita democratica dell´UE, come già fatto nel nuovo programma Cittadini, diritti e valori, dando per esempio rilievo all’iniziativa dei cittadini europei, alle forme di democrazia digitali, agli scambi intergenerazionali e a un più ambizioso dialogo fra giovani e decisori (EU Youth Dialogue), non solo in quelle aree di interesse delle politiche giovanile, ma in tutte le aree delle politiche pubbliche europee”.

Ologrammi e musica live

 

SHOW IMPOSSIBILI di Alfredo D’Agnese - fonte La Repubblica


«DIO RETURNS»: un sequel cinematografico? Un gioco di parole poco rispettoso? Nulla di tutto ciò. Semplicemente il titolo di un tour che (ri)porta in scena l'ologramma di Ronnie James Dio, cantante heavy metal, nonché voce dei Black Sabbath, scomparso otto anni fa. L'industria dello spettacolo sembra avere trovato un nuovo filone aureo. Al momento è aperto il dibattito tra scettici ed entusiasti, ma la tecnologia è in grado di immaginare un futuro sempre più immateriale e di far riapparire tra suoni ed effetti speciali artisti scomparsi prematuramente. Tempo fa Rolling Stone USha dedicato l'apertura al "futuro dell'intrattenimento", studiando gli sviluppi e le innovazioni che stanno cambiando il mondo. L'approfondimento principale era dedicato ad Amy Winehouse. Nel 2019 la cantautrice londinese tornerà a calcare i palcoscenici di mezzo mondo in forma di ologramma, grazie al Cgi, Computer-Generated Imagery, immagini generate al computer. Si tratta di un'applicazione utilizzata nella computer grafica: la vettorializzazione di un’immagine consente a una figura bidimensionale digitalizzata di essere gestita in ogni tipo di vista tridimensionale. Il primo utilizzo nello spettacolo è avvenuto nel '93 quando Brandon Lee, morto per un incidente sul set, è stato farro rivivere ne Il corvo. Da allora non ci si è fermati più. Due anni fa Peter Cumming ha ripreso i panni di Grand Moff Tarkin nel prequel Star Wars Rogue One- ed era deceduto nel 1994.


Amy Winehouse non è la sola a tornare in scena. Sul trampolino di lancio ci sono il tour "The Bizarre World of Frank Zappa", la nuova serie di "Dio Returns" e alcuni recital con Glenn Gould.


Nonostante le proteste dell'ex marito della cantante, Blake Fielder-Civil, Amy canterà ancora RehabBack to Blackcon arrangiamenti rimasterizzati, accompagnata da musicisti e alcuni coristi. Arte digitale o bieco business, la ricreazione di miss Winehouse avverrà grazie a potenti proiettori Epson con laser di tipo militare, che otterranno un ologramma meno traslucido di qualunque altro sia mai stato visto finora. Ad allargare il dibattito tra pro e contro ha contribuito il recente tour del soprano Maria Callas che, virtualmente, ha ammaliato platee americane ed europee, Italia esclusa. «Per chi ama l'espressione artistica in generale credo sia bene non avere preconcetti», dice Claudio Trotta, fondatore e direttore della società di promoting Barley Arts. «La mia posizione? Dipende da chi fa cosa e da come viene realizzato. Ricordo che Frank Sinatra registrò un album di duetti virtuale. Tutti, da Bono degli U2 in giù, avevano registrato nella propria casa. Penso a Nathalie Cole, che registrò un video con l'ologramma del padre Nat King Cole e fu molto bello. Nel caso degli ologrammi perché tirarsi indietro? Quando ho allestito il musical We Will Rock You, avevo pensato a una soluzione simile per fare apparire Mercury sul palco, ma era costosissima. Così ora nel musical c'è una sua statua». La Barley Arts porterà in Italia lo show dedicato a Winehouse, come conferma Trotta: «Da questo tipo di concerto mi attendo grande professionalità dai musicisti, luci grandiose. Lo faremo in un'unica data (ancora da confermare, ndr) agli Arcimboldi di Milano. Non ci saranno molti appuntamenti in Europa, ma penso avranno notevole riscontro». Molto atteso è il ritorno più volte annunciato di Frank Zappa, accompagnato da una band che riunisce alcuni della sua band Mothers of Invention. Steve Vai, lan Underwood e Vinnie Colaiuta, storici collaboratori, si uniranno alla formazione reclutata dal figlio del musicista, Ahmet. «Mio padre», ha di-chiarato, «era entusiasta di questa tecnologia. Lo show rende onore al suo spirito indomabile, a 25 anni dalla sua morte». «Se mi proponessero Zappa, perché no?», riflette Mimmo D'Alessandro, cofondatore e co-titolare dell'agenzia D’ Alessandro e Galli. «Sarebbe un modo», continua, «di dare ai giovani la possibilità di vedere un grande del rock. Se alle spalle hai un gruppo che suona dal vivo...ancora meglio. Potrebbero farlo i Queen con Freddy Mercury. Sono un tipo vintage che ama la qualità e le novità. Anche se tifo sempre per il "sudore", la fatica vera, correrei subito a vedere la Callas, Frank Sinatra. Noi italiani abbiamo paura del nuovo. Ma non bisogna guardare con sospetto le innovazioni. Rivedere Leonard Cohen sarebbe un'emozione incredibile». D'Alessandro è stato un pioniere nell'organizzazione di show con gli ologrammi: lo scorso giugno ha portato al Forum di Assago The Wonder of You, il concerto prodotto dalla Elvis Presley Enterprises e interpretato dal re del rock in formato virtuale, con la Symphony Orchestra. «Inizialmente ero scettico», ricorda, «ma quando abbiamo accettato di portare Elvis in Italia mi sono un po' ricreduto: sembrava che lui fosse lì, sul palco. Questo genere di spettacoli ti dà la possibilità di vedere un artista che non hai mai vista Sarebbe molto interessante assistere a un concerto di Mina, che non appare da oltre 40 anni». La storia degli ologrammi musicali ha un luogo e una data di inizio, la 48esima edizione dei Grammy Award, 2006, dove il gruppo animato dei Gorillaz ha dato vita a un'esibizione tra il reale e il virtuale con Madonna e De La Soul. L'anno successivo Celine Dion ha duettato con l'ologramma di Presley in una puntata diAmerican Idole nel 2012 i fan di Tupac Shakur sono stati scioccati dalla sua apparizione durante il festival di Coachella. All'appello non poteva mancare, durante i Billboard Music Award del 2014, Michael Jackson. Gli ultimi arrivati nel club di chi "torna dalla morte", come titola il Wall Street Journal, sono stati Roy Orbison e la Callas. A trent'anni dalla prematura scomparsa, Orbison è il protagonista di In Dreams, show di 65 minuti in cui la sua immagine prende corpo, seguita da un'orchestra. Dopo 23 dare negli Stati Uniti, il tour prodotto da Base Hologram è atteso in Australia. La compagnia di Los Angeles è convinta che questo business nel 2019 renderà tra i 25 e i 35 milioni di dollari di incasso. Ancora più rumore ha fatto Callas in Concert, un'operazione che ha unito l'industria dello spettacolo dal vivo e quella discografica. Il 14 settembre 2018 la Warner Classics ha pubblicato in digitaleThe Hologram Tour, prima di darlo alle stampe in cd. Perché lo show non è giunto da noi? «Costava troppo», dice Giuseppe Acquaviva, direttore artistico del teatro Carlo Felice di Genova. «Ce l'hanno proposto, ma hanno chiesto una cifra così alta che neanche un esaurito avrebbe potuto ripagarci delle spese».


«In Italia», dice Trotta, «chi segue l'opera lirica è un po' conservatore. Bocelli, osannato in tutto il mondo, non fa molte tournée in Italia. Però se chiedi di fare uno spettacolo del genere in un teatro lirico ti guardano storto. Callas è argomento per indomani, un pubblico giovanile non ce l'ha e 90 persone su 100 per strada ti direbbero di non sapere chi sia». Chi si dice entusiasta è Vincenzo Spera, presidente di Assomusica, l'Associazione italiana degli organizzatori e produttori spettacoli di musica dal viva «Siamo davanti a una sfida per il futuro. Penso funzionerà. Gli ologrammi sono un mio antico pallino. Nel 1985 ho avuto modo di collaborare con una grande artista giapponese, Setsuko Ishii, e già allora avevo pensato a come poter utilizzare questa tecnologia. Il Carlo Felice di Genova ha inaugurato la stagione presentando Aidacon scene virtuali. È il contesto che può rappresentare al meglio, attraverso l'opera, il mondo moderno. I melomani diranno che "non è l’Aida”, ma penso che questo sarà parte del nostro futuro, anche se il rapporto artista-pubblico va salvaguardato». «Siamo attenti ai nuovi linguaggi», conferma Acquaviva. «La nostra Aidaha funzionato, e vogliamo continuare». Ologrammi sì o no, c'è chi ne ipotizza un uso formativo. Non è escluso che in futuro si possa assistere a un concerto¬format di Legends of Rock'n'Roll, con Muddy Waters, Chuck Barry, Etta James e Howlin' Wolf. Ci attendono anni di storytelling digitale, tra musica e arte. Speriamo di qualità. ■


IL DONO DELL'UBIQUITÀ IN POLITICA


Il fascino del 3D seduce anche i politici. Non tanto gli scomparsi ma quelli che mirano all'ubiquità. In Italia solo Beppe Grillo ha utilizzato gli ologrammi: non a un raduno M5S, ma in Grillo vs Grillo, spettacolo di tre anni fa. Gli effetti speciali hanno poi sedotto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Sembra sia stato il primo, ancora da primo ministro, a utilizzarli nel 2014 per apparire a lzmir per un evento della campagna elettorale a cui non poteva partecipare. Effetto Star Warsanche per l'ascesa del premier indiano Narendra Modi, avvenuta utilizzando il teatro olografico e immagini 3D per raggiungere i luoghi più remoti del paese. Il leader della sinistra francese Jean-Luc Melenchon è apparso in contemporanea a Lione e Parigi, un'idea costata, secondo i media, tra i 50mila e i 100mila euro. Infine c'è il primo ministro della Nuova Zelanda Jacinta Ardern che, nel maggio scorso, è apparsa virtualmente a Auckland: al festival dell'innovazione Techweek non poteva mancare. A.d.A.

WELCOME TO UNSIGNED ONLY

 

WHAT IS UNSIGNED ONLY?

If you are an unsigned artist and think you have what it takes to land a record deal, then you should enter the Unsigned Only Music Competition. Since Unsigned Only launched seven years ago, four Grand Prize winners have been signed to major label record deals, making Unsigned Only a leading source for transitioning new talent into major label record deals. However, getting a record deal isn't the only success Unsigned Only artists have achieved. Many winners have also secured licensing deals, publishing deals, better gigs, and more recognition after winning the competition. This could be your chance!

Unsigned Only is designed for solo artists, bands, and singers all over the world who are looking for exposure, recognition, and a chance to be noticed by industry professionals. The goal of Unsigned Only is to find an outstanding, talented performer: a band, singer, or solo artist...a newcomer or veteran...raw or polished - the “gem” that needs to be discovered. 

Conceived of and produced by the team who bring you the prestigious International Songwriting Competition (ISC), Unsigned Only is a fresh and novel approach to other music competitions. Yes, it offers great prizes, recognition, exposure, and the chance to be heard by a group of judges consisting of high-profile recording artists and industry professionals. But, Unsigned Only also takes it a step further and puts the Grand Prize winner in direct, personal contact with the influential record label executives who are the ultimate decision-makers. For the first time ever, a music competition offers the Grand Prize winner the unprecedented opportunity to be mentored by a group of record company presidents, A&R reps, and more. This is a once-in-a-lifetime chance to directly network with the top echelon of record company professionals and get guidance, advice, feedback, and networking opportunities.

Unsigned Only offers many categories/genres for you to enter, including Screen Shot which is geared toward getting your music into film, tv, video games, and other licensing opportunities. You can enter as many songs as you like in as many categories as you like. Since Unsigned Only is looking for an artist, it is advantageous to enter multiple songs so that the listening committee can know who you are as an artist.


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