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UN CONTRIBUTO DI GAIA MAMONE

Venerdì 28 febbraio, nella raccolta e incantevole Aula Magna della Facoltà di Scienze Umanistiche di Genova, ho avuto l’onore di consegnare il premio “Borsa di Studio Franco Mamone” a Debora Fugazzi, meritevole vincitrice grazie all’elaborato “LA CONTROCULTURA EDITORIALE IN ITALIA TRA ANNI ‘60 E ANNI ’70”, titolo che prelude l’estensione di affascinanti temi ed evoca storie cariche di significati.

E’ stato davvero un piacere, non di circostanza e senza retorica.

Ho condiviso un momento importante con interlocutori coinvolti e vivaci che hanno dato vita ad un dibattito intenso e mai banale sul ruolo della musica nella vita dei giovani di ieri e di oggi, sull’analisi di quello che ai giorni nostri può essere definito “controcultura”, sull’evoluzione e sulle prospettive dell’industria di produzione eventi. Tutti argomenti cari a mio padre, che nella mia mente proietto ancora impegnato a cercare, inventare e progettare nuovi percorsi o intercettare e supportare le idee di una nuova generazione di promoter a cui dare spazio e luce. E mi sono sentita a casa.

Grazie a Vincenzo per quanto detto sul mio papà e Grazie ad Assomusica che, anno dopo anno, non dimentica e rinnova questo appuntamento assolutamente non scontato, come mai lo è un ricordo, che a questo proposito vorrei condividere con tutti voi:

 
"Sono nata il 23/07/1976, di venerdì.

So di certo, grazie alla memoria di mia nonna, un po’ fragile e impolverata da 94 anni di storie, nomi, date e luoghi che si sovrappongo, che mio padre, quel giorno, non c’era.

Era in tour con la PFM in luogo imprecisato che le “cronache di internet” non hanno saputo restituire, ma li davano, la sera del 22, all’ALTRO MONDO STUDIOS, a Miramare di Rimini. Eravamo in pieni anni 70’. In quel periodo PFM,  BANCO DEL MUTUO SOCCORSO, AREA e i tanti progetti  al presente e al futuro, erano la sua seconda famiglia. Forse la prima.

Sono gli anni di cui parla, in buona parte, l’elaborato di Debora Fugazzi, vincitrice della borsa di Studio intitolata a mio padre, Franco Mamone. Sono gli anni in cui non c’ero, che non ho accarezzato, che ho a malapena respirato in qualche particella dell’aria di casa. Un’aria che stava già cambiando.

Nella tesi di Debora, che ho letto con il coinvolgimento e il desiderio di chi vuole avere il suo frammento di quei tempi così affascinanti e avvincenti, ho dato significato a parole come “controcultura”e “progressive”; per me piccola e teorica consegna di un tassello mancante della mia storia,  per mio padre vita vera vissuta con slancio vivace, curioso e carico di aspettative di cui era imbevuto quel periodo. Le fondamenta e i fondamentali della sua opera.

L’elaborato, dal forte contenuto sociologico/antropologico, è stato affrontato da Debora con grande trasversalità e contestualizzato su più fronti, toccando al contempo storia, politica, costume e comunicazione; la forma è risultata scorrevole, immediata , senza orpelli di cui l’argomento non aveva necessità.

Un lavoro che ha toccato anche una dimensione più intima e personale, accompagnando il mio pensiero all’ambiente e al clima in cui mio padre “inventò” il suo mestiere, alle difficoltà e alle contraddizioni di quegli anni così particolari ma così pieni di passione e intensità. L’ho rivisto, un pò in ogni pagina, giovane promoter pieno di entusiasmo. 

Un ringraziamento speciale a tutti i membri di Assomusica e a quanti contribuiscono a mantenere vivo il ricordo di mio padre."

Gaia Mamone

 

 

Last modified onMercoledì, 05 Marzo 2014 16:13