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ASSOMUSICA ED AGIS: “Bene il ritorno dei voucher, ma che sia aperto anche al settore degli spettacoli di musica dal vivo

ASSOMUSICA ED AGIS:

“Bene il ritorno dei voucher, ma che sia aperto anche al settore degli spettacoli di musica dal vivo. Con l’avvio della stagione concertistica estiva, sarebbe un bel segnale per l’intero settore della musica live”.


Roma, 9/7/2018. ASSOMUSICA, l’Associazione Italiana degli organizzatori e produttori di Spettacoli Musica dal vivo, congiuntamente ad AGIS – Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, esprime l’auspicio che l’utilizzo dei voucher possa essere ripristinato e aperto anche al settore degli spettacoli di musica dal vivo.


L’anno scorso abbiamo avvicinato al mondo degli spettacoli e della cultura popolare quasi 10 milioni di spettatori soprattutto facendo dialogare i giovani con la cultura popolare e musicale. Siamo una realtà che costituisce una cinghia di trasmissione per lo sviluppo delle economie per il territorio (turismo, enogastronomia, cultura ecc) e per questo auspichiamo che questa opportunità dei voucher possa essere utilizzata anche per i tantissimi lavoratori stagionali nel comparto organizzativo dei concerti e della musica live”.

 

Il settore della musica live dal 2012 al 2017, nonostante la crisi, ha continuato a crescere con una media di circa il 7% annuo. Il volume d’affari dell’anno 2017 è di circa 750 milioni di euro, per circa 4 milioni e mezzo di spettacoli. Una filiera di circa 1000 imprese che dà lavoro a oltre 36.000 occupati impiegati direttamente nel settore.


Oltre a “coltivare e veicolare emozioni”, il settore porta valore aggiunto anche a livello locale. Da una ricerca del CERVED si evince come i concerti di musica popolare contemporanea siano uno stimolo per il territorio: l’impatto medio sulle città è di 1,20 € aggiuntivi per ogni euro speso per il biglietto.

Lavoratori dello spettacolo dal vivo: Ministro Bonisoli, fai presto

Da decenni ormai è complicatissimo lavorare nel pubblico spettacolo e sarebbe bene non perdere altro tempo. Ecco come funziona la nuova legge, spiegata dal senatore Roberto Rampi

 

Siccome ogni rivista che si rispetti ha usato almeno un “fate presto” come titolo, anche noi ci accodiamo e lo facciamo su un tema che sentiamo particolarmente: verso la fine della scorsa legislatura ha finalmente visto la luce la Legge sullo Spettacolo dal Vivo. Non sappiamo quanti siano realmente i lavoratori di questo settore (si stima che siano convolte circa 250.000 persone), ma ciò che è certo è che per lo Stato fino ad alcuni mesi fa erano fantasmi. Questa legge è prima di ogni altra cosa una rivoluzione culturale, perché “riconosce il valore delle professioni artistiche e la loro specificità, assicurando altresì la tutela dei lavoratori del settore”.

È stata fortemente voluta dall’ex Ministro dei Beni Culturali Franceschini, ma il suo vero padrino è il PD Roberto Rampi, Senatore 40enne di Vimercate che si è fatto le ossa lavorando proprio in questo ambiente. Ovviamente fatta la legge trovato l’inganno, o meglio trovato il decreto attuativo da fare, perché se il Parlamento ha dato le linee di indirizzo (riconoscimento dei lavoratori, snellimento delle normative, tax credit, art bonus, fondi, previdenza etc etc), ora la palla è in mano al governo, che deve concretizzare il tutto. Abbiamo incontrato proprio Roberto Rampi per farci spiegare ogni dettaglio e per chiedere al nuovo ministro Bonisoli di fare presto, prestissimo, perché da decenni ormai è complicatissimo lavorare nel pubblico spettacolo e sarebbe bene non perdere altro tempo. Voi direte che con tutti i problemi che ci sono, lo spettacolo dal vivo non è esattamente una priorità. Certo, siamo Rolling Stone, ma non siamo fuori dal mondo e anche noi capiamo che c’è altro di più urgente, ma non ci piace il benaltrismo e allora diciamo che si possono fare più cose contemporaneamente. Questa, noi, la chiediamo con forza.

Il Senatore del Partito Democratico, Roberto Rampi

Che ne dici, Senatore? 
Dico che è vero, si deve fare presto perché si è già aspettato troppo. E poi sai, non è che questi non siano lavoratori come gli altri, da tutelare. C’è l’idea per cui chi fa un lavoro bello, allora non deve avere diritti, può aspettare. E poi diciamocela tutta: i lavoratori dello spettacolo non sono solo quelli che stanno sotto i riflettori, ma anche quelli dietro le quinte. Sono tantissimi, ma nessuno li vede: chi monta i palchi, chi sposta le casse, i tecnici, i promotori, il personale di sicurezza e molti altri.

Cosa c’era prima di questa legge?
Niente. C’era solo il Fondo Unico per lo Spettacolo, che regolamentava le erogazioni dei contributi e che, giusto per fare un esempio considerata la rivista in cui ci troviamo, toccava solo molto lateralmente la musica contemporanea, che è sempre stata considerata di serie B.

E chi gioca invece in serie A?
A livello di fondi la lirica e in parte la classica. Culturalmente anche il teatro e la danza, anche se poi a livello economico vengono dimenticati. Al contrario invece c’è la convinzione che il divertimento non vada d’accordo con la cultura. Pare che per forza di cose un luogo dove il pubblico canta con l’artista, magari balla e suda, non faccia parte del patrimonio intellettuale. Ma non è che debba essere sempre tutto polveroso e faticoso: uno può anche uscire divertito da uno spettacolo teatrale e non sentirsi per forza in colpa.

Quali sono gli assi portanti della legge? 
Più di uno, anzitutto la semplificazione. Dice che bisogna fare una normativa dedicata, con poche e chiare regole, specificatamente per gli spettacoli dal vivo, perché quella di oggi deriva da altri settori.

Fami un esempio concreto. 
Uno banale: se monti un palco è come se stessi facendo un cantiere e questo è un grande problema per gli organizzatori, che nel migliore dei casi sprecano tempo e risorse dietro a queste pratiche, nel peggiore rinunciano. Gli operatori devono essere tutelati da questo punto di vista e questo è uno dei principali problemi che abbiamo affrontato. Gli investimenti vanno incoraggiati, non fatti viaggiare su un percorso a ostacoli.

Effettivamente nessuno ci pensa mai che dietro all’arte ci sono investimenti con regole ben precise, bilanci, conti da far quadrare.  
Perché c’è questa malsana convinzione, che abbiamo ribaltato, che la cultura sia angelica e debba stare lontana dal denaro. Che se si fa business e mercato, e magari i bilanci sono in attivo, allora non è cultura. Per agevolare le imprese infatti con questa legge abbiamo attuato anche nello spettacolo dal vivo il Tax Credit, che mette a regime benefici fiscali per chi investe in questo settore.

Anche perché diciamoci la verità: ci sono ancora industrie musicali e anche singoli artisti che fanno i soldi, ma in generale questo mondo è molto cambiato. I fasti sono un antico ricordo.
In un certo senso stiamo tornando alle origini. La musica popolare in Italia è partita facendosi conoscere nelle piazze e nelle osterie, e solo dopo che aveva già un pubblico di riferimento veniva presa in considerazione dalle case discografiche. C’era, diciamo, una selezione dal basso. Poi l’industria discografica è cresciuta, è diventata un gigante e ha iniziato a dettare le regole, fino a costruire gli artisti a tavolino. Ovviamente anche questa bolla è esplosa e adesso si è tornati a cercare il pubblico, persona per persona.

E il numero di chi oggi cerca di fare questo mestiere è cresciuto esponenzialmente. Certo sono in pochi a riuscire a campare di musica o teatro: questa legge in che modo si occupa di loro?
Stabilendo come priorità di garantire loro un pezzo di welfare, una copertura nei periodi non lavorati, che in questo mestiere sono nell’ordine delle cose. Per la normativa un musicista lavorava solo nel momento in cui saliva sul palco, perché lì apre la sua posizione e quindi lavora al massimo 2 ore. Ovviamente non è così: se c’è un tour, che sia di 1, 10 o 100 date, questo va preparato. Gli artisti non lavorano solo in quelle giornate. Dunque per prima cosa va trattata la questione previdenziale, perché uno che per lo Stato lavora 30 giorni l’anno, anche se versa i contributi non andrà mai in pensione. Questa legge dice che si deve riconoscere anche il lavoro “fuori dal palco”, con un calcolo forfettario di giornate, in modo da garantire in futuro una pensione a queste persone. Poi c’è un indirizzo più strettamente legato al welfare: un’ipotesi potrebbe essere di utilizzare un pezzettino di quello che già paghi allo Stato per un fondo che copra il periodo non lavorato, magari a scalare. In quel periodo, anche se magari le cose non vanno bene, questo fondo potrebbe essere utilizzato per pagare gli artisti per fare formazione, ad esempio.

Fammi fare l’avvocato del diavolo: perché era necessario creare la categoria dei lavoratori dello spettacolo?
Perché c’è uno specifico in loro: la discontinuità è la norma e non è sbagliato che lo sia. Non è un dipendente, ma non è nemmeno un imprenditore. Averlo individuato come categoria specifica, e avere previsto che nasca un codice, è importantissimo. Va tutelata la funzione sociale della cultura, perché prima della democrazia c’è la cultura. Prima la gente si parla, scambia opinioni e visioni, e solo dopo nasce la democrazia.

Andiamo avanti. Che altro?
Abbiamo esteso l’art bonus a tutti i soggetti riconosciuti dal Fondo Unico per lo Spettacolo, che sono tanti.

Come funziona?
Che se tu finanzi uno di questi soggetti hai il 65% di sgravi fiscali. Insomma se un mecenate decide che vuole sostenere il teatro della sua Città perché lo ritiene importante, può detrarre il 65% dalle tasse e questi contributi devono essere dichiarati in maniera pubblica da chi li riceve, quindi si può capire dove finiscono i fondi.

Solitamente però quando ci sono agevolazioni fiscali e normative, paradossalmente per accedervi si deve fare il diavolo a quattro. Come fanno gli operatori a sapere come muoversi?  
Questa legge è scritta in modo semplice, la capirebbe anche un bambino. E la parola d’ordine è semplificazione. Su questo ho una proposta che riguarda la SIAE.

Cosa c’entra la SIAE? 
Ti spiego: anzitutto preciso che io sono uno strenuo difensore del diritto d’autore, perché non è una tassa, ma il riconoscimento del lavoro fatto. È un diritto fondamentale per gli artisti e se non lo tuteliamo prima o poi i contenuti nessuno vorrà più produrli. Detto questo oggi la SIAE ha centinaia di sportelli in Italia, ma con l’informatizzazione il lavoro è diminuito perché molte cose si fanno online. Sarebbe bello che si trasformassero negli sportelli unici dello spettacolo dal vivo, un luogo dove chiunque voglia realizzare un concerto possa andare lì e trovare una persona competente che ti aiuta in ogni passaggio, senza dover andare in 50 uffici diversi, e che ti parla delle opportunità fiscali. Milano lo ha sperimentato durante EXPO e poi lo ha reso stabile. C’è anche in altri territori, ma la capillarità di SIAE sarebbe ottimale e sarebbe già tutto pronto.

Venendo al dunque, Senatore Rampi, cosa diciamo al Ministro Bonisoli?
Che il Parlamento ha fatto le linee guida, ma è lui che ha in mano il potere di attuare questa legge. Per lui è anche un’occasione, no? Bonisoli viene dal privato e sa cosa vuol dire dover far quadrare i conti in ambito culturale. L’impresa è tutta degna di esistere, ma il lavoratore della cultura in particolare produce un bene pubblico, collettivo. Con il suo lavoro svolge un pezzo della funzione dello Stato. Vogliamo almeno non complicargli la vita?

Lavoratori dello spettacolo dal vivo: Ministro Bonisoli, fai presto

Da decenni ormai è complicatissimo lavorare nel pubblico spettacolo e sarebbe bene non perdere altro tempo. Ecco come funziona la nuova legge, spiegata dal senatore Roberto Rampi

 

Siccome ogni rivista che si rispetti ha usato almeno un “fate presto” come titolo, anche noi ci accodiamo e lo facciamo su un tema che sentiamo particolarmente: verso la fine della scorsa legislatura ha finalmente visto la luce la Legge sullo Spettacolo dal Vivo. Non sappiamo quanti siano realmente i lavoratori di questo settore (si stima che siano convolte circa 250.000 persone), ma ciò che è certo è che per lo Stato fino ad alcuni mesi fa erano fantasmi. Questa legge è prima di ogni altra cosa una rivoluzione culturale, perché “riconosce il valore delle professioni artistiche e la loro specificità, assicurando altresì la tutela dei lavoratori del settore”.

È stata fortemente voluta dall’ex Ministro dei Beni Culturali Franceschini, ma il suo vero padrino è il PD Roberto Rampi, Senatore 40enne di Vimercate che si è fatto le ossa lavorando proprio in questo ambiente. Ovviamente fatta la legge trovato l’inganno, o meglio trovato il decreto attuativo da fare, perché se il Parlamento ha dato le linee di indirizzo (riconoscimento dei lavoratori, snellimento delle normative, tax credit, art bonus, fondi, previdenza etc etc), ora la palla è in mano al governo, che deve concretizzare il tutto. Abbiamo incontrato proprio Roberto Rampi per farci spiegare ogni dettaglio e per chiedere al nuovo ministro Bonisoli di fare presto, prestissimo, perché da decenni ormai è complicatissimo lavorare nel pubblico spettacolo e sarebbe bene non perdere altro tempo. Voi direte che con tutti i problemi che ci sono, lo spettacolo dal vivo non è esattamente una priorità. Certo, siamo Rolling Stone, ma non siamo fuori dal mondo e anche noi capiamo che c’è altro di più urgente, ma non ci piace il benaltrismo e allora diciamo che si possono fare più cose contemporaneamente. Questa, noi, la chiediamo con forza.

Il Senatore del Partito Democratico, Roberto Rampi

Che ne dici, Senatore? 
Dico che è vero, si deve fare presto perché si è già aspettato troppo. E poi sai, non è che questi non siano lavoratori come gli altri, da tutelare. C’è l’idea per cui chi fa un lavoro bello, allora non deve avere diritti, può aspettare. E poi diciamocela tutta: i lavoratori dello spettacolo non sono solo quelli che stanno sotto i riflettori, ma anche quelli dietro le quinte. Sono tantissimi, ma nessuno li vede: chi monta i palchi, chi sposta le casse, i tecnici, i promotori, il personale di sicurezza e molti altri.

Cosa c’era prima di questa legge?
Niente. C’era solo il Fondo Unico per lo Spettacolo, che regolamentava le erogazioni dei contributi e che, giusto per fare un esempio considerata la rivista in cui ci troviamo, toccava solo molto lateralmente la musica contemporanea, che è sempre stata considerata di serie B.

E chi gioca invece in serie A?
A livello di fondi la lirica e in parte la classica. Culturalmente anche il teatro e la danza, anche se poi a livello economico vengono dimenticati. Al contrario invece c’è la convinzione che il divertimento non vada d’accordo con la cultura. Pare che per forza di cose un luogo dove il pubblico canta con l’artista, magari balla e suda, non faccia parte del patrimonio intellettuale. Ma non è che debba essere sempre tutto polveroso e faticoso: uno può anche uscire divertito da uno spettacolo teatrale e non sentirsi per forza in colpa.

Quali sono gli assi portanti della legge? 
Più di uno, anzitutto la semplificazione. Dice che bisogna fare una normativa dedicata, con poche e chiare regole, specificatamente per gli spettacoli dal vivo, perché quella di oggi deriva da altri settori.

Fami un esempio concreto. 
Uno banale: se monti un palco è come se stessi facendo un cantiere e questo è un grande problema per gli organizzatori, che nel migliore dei casi sprecano tempo e risorse dietro a queste pratiche, nel peggiore rinunciano. Gli operatori devono essere tutelati da questo punto di vista e questo è uno dei principali problemi che abbiamo affrontato. Gli investimenti vanno incoraggiati, non fatti viaggiare su un percorso a ostacoli.

Effettivamente nessuno ci pensa mai che dietro all’arte ci sono investimenti con regole ben precise, bilanci, conti da far quadrare.  
Perché c’è questa malsana convinzione, che abbiamo ribaltato, che la cultura sia angelica e debba stare lontana dal denaro. Che se si fa business e mercato, e magari i bilanci sono in attivo, allora non è cultura. Per agevolare le imprese infatti con questa legge abbiamo attuato anche nello spettacolo dal vivo il Tax Credit, che mette a regime benefici fiscali per chi investe in questo settore.

Anche perché diciamoci la verità: ci sono ancora industrie musicali e anche singoli artisti che fanno i soldi, ma in generale questo mondo è molto cambiato. I fasti sono un antico ricordo.
In un certo senso stiamo tornando alle origini. La musica popolare in Italia è partita facendosi conoscere nelle piazze e nelle osterie, e solo dopo che aveva già un pubblico di riferimento veniva presa in considerazione dalle case discografiche. C’era, diciamo, una selezione dal basso. Poi l’industria discografica è cresciuta, è diventata un gigante e ha iniziato a dettare le regole, fino a costruire gli artisti a tavolino. Ovviamente anche questa bolla è esplosa e adesso si è tornati a cercare il pubblico, persona per persona.

E il numero di chi oggi cerca di fare questo mestiere è cresciuto esponenzialmente. Certo sono in pochi a riuscire a campare di musica o teatro: questa legge in che modo si occupa di loro?
Stabilendo come priorità di garantire loro un pezzo di welfare, una copertura nei periodi non lavorati, che in questo mestiere sono nell’ordine delle cose. Per la normativa un musicista lavorava solo nel momento in cui saliva sul palco, perché lì apre la sua posizione e quindi lavora al massimo 2 ore. Ovviamente non è così: se c’è un tour, che sia di 1, 10 o 100 date, questo va preparato. Gli artisti non lavorano solo in quelle giornate. Dunque per prima cosa va trattata la questione previdenziale, perché uno che per lo Stato lavora 30 giorni l’anno, anche se versa i contributi non andrà mai in pensione. Questa legge dice che si deve riconoscere anche il lavoro “fuori dal palco”, con un calcolo forfettario di giornate, in modo da garantire in futuro una pensione a queste persone. Poi c’è un indirizzo più strettamente legato al welfare: un’ipotesi potrebbe essere di utilizzare un pezzettino di quello che già paghi allo Stato per un fondo che copra il periodo non lavorato, magari a scalare. In quel periodo, anche se magari le cose non vanno bene, questo fondo potrebbe essere utilizzato per pagare gli artisti per fare formazione, ad esempio.

Fammi fare l’avvocato del diavolo: perché era necessario creare la categoria dei lavoratori dello spettacolo?
Perché c’è uno specifico in loro: la discontinuità è la norma e non è sbagliato che lo sia. Non è un dipendente, ma non è nemmeno un imprenditore. Averlo individuato come categoria specifica, e avere previsto che nasca un codice, è importantissimo. Va tutelata la funzione sociale della cultura, perché prima della democrazia c’è la cultura. Prima la gente si parla, scambia opinioni e visioni, e solo dopo nasce la democrazia.

Andiamo avanti. Che altro?
Abbiamo esteso l’art bonus a tutti i soggetti riconosciuti dal Fondo Unico per lo Spettacolo, che sono tanti.

Come funziona?
Che se tu finanzi uno di questi soggetti hai il 65% di sgravi fiscali. Insomma se un mecenate decide che vuole sostenere il teatro della sua Città perché lo ritiene importante, può detrarre il 65% dalle tasse e questi contributi devono essere dichiarati in maniera pubblica da chi li riceve, quindi si può capire dove finiscono i fondi.

Solitamente però quando ci sono agevolazioni fiscali e normative, paradossalmente per accedervi si deve fare il diavolo a quattro. Come fanno gli operatori a sapere come muoversi?  
Questa legge è scritta in modo semplice, la capirebbe anche un bambino. E la parola d’ordine è semplificazione. Su questo ho una proposta che riguarda la SIAE.

Cosa c’entra la SIAE? 
Ti spiego: anzitutto preciso che io sono uno strenuo difensore del diritto d’autore, perché non è una tassa, ma il riconoscimento del lavoro fatto. È un diritto fondamentale per gli artisti e se non lo tuteliamo prima o poi i contenuti nessuno vorrà più produrli. Detto questo oggi la SIAE ha centinaia di sportelli in Italia, ma con l’informatizzazione il lavoro è diminuito perché molte cose si fanno online. Sarebbe bello che si trasformassero negli sportelli unici dello spettacolo dal vivo, un luogo dove chiunque voglia realizzare un concerto possa andare lì e trovare una persona competente che ti aiuta in ogni passaggio, senza dover andare in 50 uffici diversi, e che ti parla delle opportunità fiscali. Milano lo ha sperimentato durante EXPO e poi lo ha reso stabile. C’è anche in altri territori, ma la capillarità di SIAE sarebbe ottimale e sarebbe già tutto pronto.

Venendo al dunque, Senatore Rampi, cosa diciamo al Ministro Bonisoli?
Che il Parlamento ha fatto le linee guida, ma è lui che ha in mano il potere di attuare questa legge. Per lui è anche un’occasione, no? Bonisoli viene dal privato e sa cosa vuol dire dover far quadrare i conti in ambito culturale. L’impresa è tutta degna di esistere, ma il lavoratore della cultura in particolare produce un bene pubblico, collettivo. Con il suo lavoro svolge un pezzo della funzione dello Stato. Vogliamo almeno non complicargli la vita?

HOME FESTIVAL, ATTESE CENTOMILA PERSONE DA TUTTA EUROPA

THE PRODIGY, INCUBUS, ALT-J, ERIC PRYDZ, AFROJACK, CAPAREZZA, PROZAC+, WHITE LIES E ALTRI 80 ARTISTI ANNUNCIATI.

HOME FESTIVAL, ATTESE CENTOMILA PERSONE 
DA TUTTA EUROPA

 

Centinaia di show, un migliaio di musicisti coinvolti, un camping sempre più grande e più chic e la nascita di una “casa” su una superficie di oltre centomila metri quadri dove l’acqua è gratuita per tutti. Da mercoledì 29 agosto a domenica 2 settembre l’Europa dei grandi festival guarda Treviso per la nona edizione di #HF.

Le ultime novità: la data zero Aperol Spritz@Home e i treni speciali

 

 

Un festival non è solo un main stage avvolto da un insieme di palchi sui quali si esibiscono band stellari. Un festival è una casa dove si passa una vacanza, dove di pomeriggio si gira per le bancarelle o si osservano installazioni artistiche, si partecipa a reading, dibattiti e all’orario dell’aperitivo si va alle giostre o si gioca una partita di calcio. Verso sera si mangia, si beve e si balla. Un festival è una casa dove si dorme in tenda e dove ci si arricchisce culturalmente e artisticamente, un’esperienza totale che ti permette di conoscere anche la città che lo ospita e fare nuove amicizie. 

A Treviso questi concetti diventano realtà nell’ex Dogana, a partire dalla presenza del camping, elemento che caratterizza i veri Festival. Ci sono poi i servizi unici: l’acqua gratuita per tutti, grazie a punti di erogazione. La raccolta dei rifiuti è differenziata fin nel dettaglio per rispettare l’ambiente. Gli abitanti attorno all’area del festival sono supportati giorno e notte dalla presenza dell’angelo dei residenti, una figura simbolica di un team di volontari che risponde ad ogni esigenza. Senza dimenticare poi che per accelerare le code alle casse sono stati predisposti i token rimborsabili. Quest’anno, inoltre grazie ad un accordo tra Jack Daniel’s e Home Festival, ci saranno anche dei treni speciali, notturni, che collegheranno Treviso a Mestre. 

Per il secondo anno sarà presente il Red Bull Music Studio, uno studio di registrazione di altissimo livello per creare e produrre musica, un luogo di incontro innovativo e itinerante dove realizzare progetti e format unici. 

Questi sono i presupposti su cui nasce Home Festival, l’unico appuntamento in Italia capace di confrontarsi con i festival europei come lo Sziget o il Tomorrowland, un evento che si sviluppa a pochi chilometri da Venezia e che genera un indotto economico notevole portando in Veneto giovani da tutta Europa. Per raccontare questa esperienza totale serve dividerla in alcuni segmenti: ma dovete immaginarli tutti uniti, un’alchimia unica e magica, dove il sudore e la gioia di chi ama la musica si fondono con uno staff di oltre cinquecento volontari, uniti dal lavoro di una società che ogni giorno dell’anno pensa solo al primo week end di settembre e a Home Festival. 

 

LA STORIA E I NUMERI

Home Festival è un evento che prima di tutto ama i grandi live e che si sviluppa su un’area di 95.000 metri quadri. Questi i numeri degli spettatori nelle passate edizioni: 27.000 nel 2010, 55.000 nel 2011, 85.000 nel 2012, 107.000 nel 2013 (ultimo anno nel quale il festival è stato gratuito), 70.000 nel 2014 (ingresso 5 euro), 80.000 nel 2015 (ingresso 15 euro, provenienti da sei nazioni diverse), 88.000 nel 2016 (ingresso 22 euro) e presenze similari l’anno successivo, nonostante l’annullamento di una data per maltempo. Parliamo di un festival con otto palchi, 160 show tra live, dj set e presentazioni di libri e dibattiti culturali, ben cinquecento volontari coinvolti e oltre novanta aziende che lavorano dalla logistica al food. L’intrattenimento si è tradotto dal 2010 ad oggi in circa mille show (ai quali si arriva anche dopo decine di eventi della “Road to Home Festival” durante l’anno) per una media di oltre cinquanta ore di musica nei giorni del Festival e un totale di oltre 280 band presentate complessivamente nelle ultime cinque edizioni. Enorme il popolo dei mass media che racconta l’evento: lo scorso anno furono accreditati circa 400 tra giornalisti e fotografi, provenienti anche dall’estero. 

 

GLI HEADLINER EDIZIONE 2018

Novanta artisti annunciati e otto palchi pronti ad accoglierli in cinque giorni: ecco la programmazione artistica di HF giorno per giorno. Si inizia con Aperol Spritz@Home, l’opening ufficiale di Home Festival. Aperol Spritz offre ancora una volta il DAY0, Mercoledì 29 agosto eccezionalmente free entry per tutti per celebrare la buona musica, rigorosamente #HappyTogether. Ad esibirsi sul palco del DAY 0 saranno: Ermal Meta, reduce dalla vittoria a Sanremo (in coppia con Fabrizio Moro, con il brano "Non mi avete fatto niente", disco di platino), la partecipazione all’Eurovision Contest a Lisbona e di un sold out al Forum di Milano; Le Vibrazioni, la storica rock band milanese composta da Francesco Sarcina, Stefano Verderi, Marco Castellani e Alessandro Deidda, tornata insieme la scorsa estate. Dopo aver partecipato al Festival di Sanremo con il brano “Così Sbagliato” e aver pubblicato “V”, il loro quinto album in studio (distribuito da Artist First), sono tra i protagonisti dell’estate con “Amore Zen” insieme a Jake La Furia. E ancora, la band romana Joe Victor, vincitrice del contest “Sziget & Home Sound Fest”, i Rumatera, l'eccezione più unica che rara “Made in Veneto”che festeggiano i 10 anni di carriera, La Scapigliatura, premiati nel 2015 con la Targa Tenco per la miglior Opera Prima, mentre nel 2016 album e band hanno ricevuto il Premio Lunezia. Con loro anche Rovere, Twee, Universal Sex Arena e una serata tributo ai mostri del rock, un estratto del famoso festival “Monsters Of Rock” con AC/DC, Guns N’ Roses e Metallica. Infine ci pensa il collettivo trevigiano Susum Soundsystem w/ Michael Salmon + Gilo + Detroit Soul + Laesh + Crai a far ballare fino a chiusura la prima di Home Festival. 

#HF18 inizia ufficialmente il 30 agosto, con il DAY 1 e l’alternative rock degli Alt-J: la band inglese composta da Joe Newman, Gus Unger Hamilton e Thom Green, ha vinto il prestigioso Mercury Prize per l’album di debutto An Awesome Wave del 2012. Dopo This is all yours (2014), gli Alt-J l’anno scorso hanno pubblicato Relaxer, il terzo album, da otto tracce di 40 minuti concisi che come affermano gli stessi artisti, sono un viaggio mentale, dal mood quasi trippy. Di scena anche il post punk dei White Lies. Dopo il successo del disco d’esordio To Lose My Life del 2009, il cui singolo ha conquistato la prima posizione in Uk per vendite, nel 2016 arriva Friends, che è entrato subito in Top 20 in Europa. Presenti poi le sonorità alternative rock dei The Wombats, il trio di Liverpool fresco del nuovo album Beautiful People Will Ruin Your Life.

Per il DAY 2 di venerdì 31 agosto faranno il loro ritorno a Treviso The Prodigy. Il trio britannico, autore di pietre miliari della musica elettronica come Voodoo People, Smack My Bitch Up e Firestarter, è il simbolo della “rave generation” degli anni Novanta e uno dei maggiori esponenti del big beat. In studio con il nuovo lavoro discografico, potrebbero riservare delle sorprese proprio per la data trevigiana. Annunciati come headliner anche i californiani Incubus. Rock? Metal? Rap? Tutto questo assieme, nel 2017 hanno pubblicato il loro nuovo album prodotto con Skrillex e nello stesso anno le loro vendite discografiche totali hanno raggiunto i 23 milioni di copie. Dopo essersi esibiti in festival come Lollapalooza, Air + Style, Download Festival e Pinkpop sono pronti a salire anche sul palco dell’Home Festival. Ancora, a 20 anni da Acido Acida e a 13 dal loro ultimo live, i Prozac+si ripresentano al pubblico per due uniche date, tra cui quella del 31 agosto all’Home Festival. Senza alcuna nuova pubblicazione o tour. 

Si balla al DAY 3 di sabato 1 settembre con la star mondiale Eric Prydz. Il disc jockey, musicista e produttore discografico svedese diventato celebre nel 2004 con la hit “Call on me”, suonata da tutti i deejay del mondo, successo amplificato due anni dopo con “Proper education”, la sua rivisitazione in chiave house del celeberrimo pezzo dei Pink Floyd “Another brick in the wall” che ha dominato la famosa Global Dance Traxx, la classifica dei dischi più ballati. Non può mancare un altro dj di fama mondiale, Afrojack. Il dj e producer olandese, considerato uno dei migliori al mondo, è pronto a far ballare tutto il pubblico di Casa. Il dj, vincitore di un Grammy Awards e secondo dj al mondo ad aver avuto una stella sulla Hollywood Walk of Fame, vanta numerose collaborazioni internazionali con artisti di fama mondiale come Pitbull e Ne-Yo per la canzone “Give me everything” e David Guetta con “Another life”. A far ballare il pubblico di sabato sera ci penseranno anche Cosmo e la Dark Polo Gang.

Ultimo giorno per #HF18 sarà il DAY4, domenica 2 settembre. A infiammare grandi e piccini domenica 2 settembre ci penserà l’artista Caparezza che dopo i 20 sold out del tour nei palazzetti, arriva a grande richiesta “at Home”. Grazie al suo ultimo album “Prisoner 709” (Disco d’Oro) e ai suoi singoli è rimasto nelle “hot airplay” radio italiane: il risultato è che Caparezza è l’artista italiano dell’anno. A condividere lo stesso palco del Day4 ci sarà Francesca Michielin, che termina il tour estivo di 2640 con uno speciale appuntamento a HF. “La nostra ultima canzone”, già tra i brani italiani più trasmessi dalle radio, è il singolo che ha anticipato l’album “Vivere o Morire” di Motta, che con il suo tour “Motta live 2018” farà tappa anche a Treviso. A breve sarà annunciato anche un nuovo headliner per la data di domenica. 

 

 

IL GLAMPING DAL GLASTONBURY

Inutile girarci attorno. Home Festival è stato premiato come miglior festival d’Italia per molti anni di fila ,perché non è solo uno spazio enorme con un mega palco. È una casa. Da tre anni la casa ha anche il suo giardino, “Pam Home Garden”, lo spazio dedicato al camping che può accogliere circa mille persone a notte. Dopo le esperienze degli anni scorsi, quest’anno la società che organizza l’evento ha deciso di puntare ancora di più sul concetto di glamping, parola che unisce “glamour” a “camping”, alloggio a metà strada tra il green e il luxury, un campeggio che offre tutte le comodità di un hotel. Qualche esempio? Tende con illuminazione interna, pavimentazione corredata di tappeti e cuscini, letto con materasso e biancheria, alimentazione elettrica, box portaoggetti. Gli allestimenti sono stati curati dai professionisti del settore: The Pop Up Hotel, società italiana emanazione di quella che gestisce gli spazi di glamping in uno dei festival leggendari a livello mondiale, il Glastonbury in Inghilterra. L’intrattenimento è assicurato: nel pomeriggio ogni giorno un party diverso, sarà allestito poi un “salon” completamente gratuito per trucco e acconciature per le “festivalgoers” e saranno garantite detox zone con smoothies, macedonie, pancakes, estratti, cocktail alla frutta ritmate da esercizi yoga.

Peraltro, il tema dell’accoglienza turistica è al centro dell’attenzione della società che organizza Home Festival. Basti citare la collaborazione negli anni col Ciset, l’ente che si occupa di turismo per l’Università di Venezia, o con il Consorzio di promozione turistica Marca Treviso

 

IL POP UP STORE IN CENTRO A TREVISO

E’ stato inaugurato a metà giugno lo spazio che la Camera di Commercio di Treviso e Belluno ha concesso all’Home. Home Festival Pop Up Store, è questo il nome dello spazio di #hf18 in Piazza Borsa in centro storico a Treviso che da giugno a settembre accoglierà i turisti festivalieri. Sarà uno spazio informativo, attraverso il quale Hf si metterà in mostra organizzando eventi e dando informazioni. Per l'occasione Hf ha pensato di valorizzare il suo rapporto coi trevigiani proponendo un’offerta speciale a chi vive a Treviso o provincia: per un periodo di tempo limitato i ticket saranno messi in vendita a 20 euro invece di 30. Basterà presentarsi con la carta d’identità. Lo spazio sarà inoltre al centro di una serie di eventi. "Siamo orgogliosi di questa opportunità che ci viene data per promuovere la Marca Trevigiana e il nostro festival", spiega Amedeo Lombardi, founder di Home Festival. “Il Pop Up Store di Piazza Borsa rappresenta il meglio che Home Festival dà alla città. È infatti localizzato nella sede della Camera di Commercio e quindi evidenzia l’indotto economico che genera per il territorio. È situato di fronte alla statua di Mario del Monaco a ribadire il legame con l’arte e la musica per gli eventi che andremo a realizzare. Riqualifica una zona della città, mettendosi al servizio dei turisti e degli amanti dei festival che visiteranno il centro storico e le bellezze del Veneto. Senza dimenticare i nostri concittadini che potranno godere della manifestazione a prezzi agevolati”.

 

 

IL CONCEPT GRAFICO E I SOCIAL NETWORK

Home Festival è una casa, e ogni casa per essere costruita deve avere le fondamenta. Quelle di Hf18 sono artistiche, è un concept che muove tutta l’immagine coordinata. Come lo scorso anno, l’immagine è stata curata dal graphic artist Self, trevigiano di 28 anni che dopo aver studiato arte tra Milano e Rotterdam si è specializzato nella realizzazione di illustrazioni dal forte potere evocativo: personaggi disegnati con un tratto facilmente riconoscibile per le proprie particolarità che rimandano ad un’ambientazione onirica. Una scelta, quella di puntare su illustrazioni che riportano ad un mondo quasi primordiale, figlia di uno studio e di un lavoro di team. 

E la scelta, nello specifico, è stata quella di partire dalla tromba d’aria che lo scorso anno causò l’annullamento di una data e dalla successiva voglia di rinascere, ricominciando sempre assieme da casa come fanno tutte le famiglie nei momenti difficili. Lo scorso anno, la visione complessiva era quella di una galassia composta da quattro “pianeti musicali” ai quali attingevano i vari palchi durante la manifestazione. 

Il concept di quest’anno catapulta invece gli “Homies” fuori da quella galassia in cui soggiornavano e li fa vagare in un cielo nuovo, fatto di pattern, forme, costellazioni ed elementi astratti. Immagini che peraltro già si stanno diffondendo sul web. Se ne stanno accorgendo centinaia di migliaia di giovani che seguono il festival trevigiano sui social network: oltre 150.000 i fan su Facebook, quasi 30.000 su Instagram e più di cinquemila su Twitter. Una popolazione che prende d’assalto il sito internet della manifestazione, che lo scorso anno ha registrato circa due milioni e mezzo di accessi nelle ultime settimane, con picchi a ridosso della manifestazione. 

 

LA ROAD TO #HF18

Dietro la macchina dell’Home Festival c’è una società che lavora tutto l’anno e che pensa all’edizione successiva già mentre sta smontando il main stage. Uno staff di professionisti dell’intrattenimento, event manager, comunicatori ed esperti di marketing che oltre a pensare e a gestire #HF progetta una serie di eventi che uniti assieme costituiscono la strada che porta all’ouverture della nuova edizione. Si chiama “Road to Home Festival” e ricalca quanto fanno i maggiori festival europei, come Sziget, Tomorrowland, Primavera Sound e Coachella. Oltre a svariate collaborazioni comunicative e organizzative, i tre appuntamenti principali che cura Home Entertainment sono la partecipazione al Fuorisalone di Milano, il Secret Show (ma anche il contest Home Sound Fest) all’Home Rock Bar e gli Elvis Days. Ma, per supportare la manifestazione con tutti i suoi format, HF realizza in collaborazione con i suoi partner anche un tour che tocca tutta Italia a partire da giugno.  

 

MEDIA PARTNER 

A credere nel progetto Home Festival non c'è solo il popolo "Home" ma anche media partner di caratura nazionale e internazionale che rinnovano anche quest’anno la loro presenza. Per il secondo anno media partner sono La Stampa, TGCOM24Rolling Stone, Radio Deejay, VH1/MTV, per il terzo anno si confermano VevoSpotify.

 

FIMI E ASSOMUSICA

I pilastri di Home Festival sono da sempre l’amore incondizionato per la musica, lo spirito di condivisione e la collaborazione con le realtà del territorio e di settore. I grandi eventi musicali live costituiscono un importante elemento di aggregazione in Europa e FIMI è molto lieta di dare il proprio patrocinio a questo festival che raduna coì tanti giovani da tutto il continente. 

L’Home Festival peraltro offre un’immagine e una cifra perfettamente in linea con l’innovazione in corso nel settore musicale, dallo streaming ai social media, rilanciando la musica come grande protagonista dei consumi dei giovani. Considerando l’Home Festival una iniziativa importante e meritevole nel panorama della musica live, Assomusica ha confermato la concessione del patrocinio. 

 

Line Up Day by Day

DAY0 Mercoledì 29 agosto – Aperol Spritz

ERMAL META - LE VIBRAZIONI - RUMATERA - SUSUM SOUNDSYSTEM - TWEE - JOE VICTOR - ROVERE - ELIUS INFERNO & THE MAGIC OCTAGRAM - Monsters Of Rock Tribute w/ POWERAGE + ORION + SUNSET ROSES 

and many more

 

DAY1 Giovedì 30 agosto

 ALT J - WHITE LIES - THE WOMBATS - DJANGO DJANGO - FLOATING POINTS Live- NIC CESTER & THE MILANO ELETTRICA - GEORGE FITZGERALD Live - CANOVA - COMA_COSE  - SELTON - LEMANDORLE - HÅN - CRLN - BRUNO BELISSIMO - DAMIEN MCFLY - THE ANDRÉ - SEM&STÉNN - ALTRE DI B - VETTORI - HER SKIN 

and many more

 

DAY2  Venerdì 31 agosto

 THE PRODIGY - INCUBUS - PROZAC+ (2O ANNI DI ACIDOACIDA) - MELLOW MOOD - RONI SIZE ft. DYNAMITE MC - MINISTRI  - TROPICAL PIZZA SOUNDSYSTEM - BELIZE - JACK JASELLI - PAOLO BALDINI DUBFILES - CACAO MENTAL - HIT-KUNLE - MAKAI - WEIRD BLOOM - LA SCIMMIA - BLACK SNAKE MOAN - ALCESTI - THE YELLOW TRAFFIC LIGHT - TWO BIRDS ONE STONED 

and many more

 

DAY3 Sabato 1 settembre

ERIC PRYDZ - AFROJACK - FRAH QUINTALE - CARL BRAVE X FRANCO 126 - COSMO - DARK POLO GANG - NITRO - RKOMI - QUENTIN40 - ELETTRA LAMBORGHINI - M¥SS KETA - CIMINI - - SANTII - GO DUGONG live  - ACKEEJUICE ROCKERS - TAURO BOYS + TUTTI FENOMENI - THELONIOUS B. - AINÈ - TERSØ - ANDREA POGGIO  - SEALOW - BONETTI

and many more

 

DAY4 Domenica 2 settembre

CAPAREZZA - XXXXX - FRANCESCA MICHIELIN - MOTTA - A CASA DI RALF W/ DJ RALF + CAROLA PISATURO + ANGLE + CAPOFORTUNA MUSIC -  MR.RAIN - GIONNYSCANDAL - MARIA ANTONIETTA - FRENETIK & ORANG3 - INTERGALACTIC LOVERS - JOAN THIELE - EUGENIO IN VIA DI GIOIA – MASAMASA - GENERIC ANIMAL - RICCARDO ZANOTTI “PINGUINI TATTICI NUCLEARI” - TOBJAH - PALETTI - MANITOBA - DAVIDE PETRELLA 

and many more

 

 

 

 Ticket Allert

Biglietti disponibili su http://bit.ly/ticketsHF18  oppure presso

Ticketone e Mailticket

DAY1 Giovedì 30 agosto: 30 euro + 4,50 di diritti prevendita 

DAY2  Venerdì 31 agosto: 30 euro + 4,50 di diritti prevendita

DAY3 Sabato 1 settembre: 30 euro + 4,50 di diritti prevendita

DAY4: SUNDAY FAMILY, Domenica 2 settembre: 30 euro + 4,50 di diritti preven

APPELLO PER UN PROGRAMMA EUROPEO DELLA MUSICA DAL VIVO

APPELLO PER UN PROGRAMMA EUROPEO DELLA MUSICA DAL VIVO

Riconoscimento di Assomusica all’On. Silvia Costa, 

relatriceal programma Europa Creativa 2021-2027

Bruxelles, 27 giugno 2018 - “Come filiera chiediamo a tutte le Istituzioni dell'UE di sostenere e rafforzare l'idea di dedicare una specifica programmazione per il settore musicale all’interno del prossimo quadro finanziario pluriennale. Abbiamo bisogno di un programma musicale europeo pensato “su misura”, con un bilancio proporzionato al contributo economico, sociale e culturale, che questa splendida arte offre alla comunità. Solamente attraverso un sostegno deciso della comunità europea saremo in grado di promuovere la creatività e l’innovazione, salvaguardare ed espandere la diversità della musica europea nonché aiutare il settore ad adattarsi e trarre vantaggio dalle sfide offerte dalla digitalizzazione.”.

Con forza e determinazione, Vincenzo Spera, Presidente diAssomusica, l’Associazione Italiana degli organizzatori e produttori di Spettacoli Musica dal vivo, che riunisce oltre centoventi imprese su tutto il territorio nazionale, è a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo,per lanciare unappello per un programma condiviso di musica dal vivoe per una serie di impegni a favore della musica in Europa.

Il 22 Maggio scorso, la Commissione Europea ha presentato la nuova Agenda Cultura: il Programma Creative Europepartirà dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2027 in un’Europa che sarà a 27 (post-Brexit). Nonostante molte importanti novità, rimangono aperte tre importanti questioni legate al settore musicale, sottoposte dall’Associazione all’attenzione del Parlamento riunito a Bruxelles.  

Viene sottolineata dal Presidente Spera, in particolare, la necessità diattività di scoutingl’istituzione di un osservatorio per la raccolta e monitoraggio dati ed informazioni relativamente al settore della musica. Con questa proposta Assomusica vuole sopperire alla totale assenza di dati analitici, principale punto di debolezza per poter individuare una policy efficace e mirata per questo settore.                                                                                                                                                      

La seconda questione riguarda il sostegno alla filiera e attività di benchmarkingrispetto al Programma Media, allo scopo di individuare attività concrete di supporto per chi produce musica e che permette la nascita dei giovani talenti e di chi organizza i concerti.                                                                                                                                                                            

Infine, Assomusica sostiene l’esigenza di consentire agli operatori di avere un accesso semplice alle risorseda destinare alla copertura finanziaria di un pezzo rilevante per la produzione di uno spettacolo e per la sua relativa internazionalizzazione.

In occasione dell’appello, Assomusicaha conferito all’On. Silvia CostaMembro del Parlamento Europeo, Commissione Cultura, un riconoscimento con la seguente motivazione:“Impegno, passione e determinazione per la Musica: Patrimonio Culturale Europeo”. Una bottiglia di vetro racchiude la petizione e il Microfono diAssomusica, simbolo della ferma volontà di dare voce alle richieste e, allo stesso tempo, a colei che lo riceve perché porti avanti con il suo operato l’appello dell’Associazione.L’On. Costa è infatti relatrice del ProgrammaCreative Europe che contempla, in sintesi, molte delle tematiche portate avanti dall’attività di Assomusicain tutti questi anni. Tra questi, figurano l’esigenza di una maggiore presenza dei giovani nella programmazione radiotelevisiva; lo sforzo di favorire il connubio tra industria musicale, spettacoli dal vivo e nuove tecnologie; l’importanza di capire come la musica può contrastare il fenomeno dell’emarginazione sociale; la necessità di promuovere politiche per internazionalizzare la musica italiana e per consentirle una maggiore penetrazione all’estero.

 

Comunicazione Assomusica “Daniele Mignardi Promopressagency” 

info@danielemignardi.it - Tel. 06.32651758

WIND MUSIC AWARDS 2018: I PREMI ASSOMUSICA A BAGLIONI E PAUSINI

WIND MUSIC AWARDS 2018

I PREMI ASSOMUSICA

 

A CLAUDIO BAGLIONI

quale
“DIRETTORE ARTISTICO DEL 68° FESTIVAL DI SANREMO PER IL SUO STRAORDINARIO SOSTEGNO ALLA MUSICA ITALIANA”

 

A LAURA PAUSINI

quale
“LA PRIMA DONNA ‘LIVE’ AL CIRCO MASSIMO”

 


Assomusica - l’associazione Italiana Organizzatori e Produttori Spettacoli di Musica dal vivo - in collaborazione con la SIAE e con le Associazioni del Settore Discografico AFI, FIMI e PMI, è partner ufficiale dei Wind Music Awards 2018, gli attesissimi premi della musica italiana realizzati da Wind e prodotti da F&P Group, in programma stasera e domani, 4 e 5 giugno, all'Arena di Verona e in onda in prima serata su RaiUno con la conduzione di Carlo Conti e Vanessa Incontrada.


Nel corso della serata di apertura, Assomusica consegnerà due Premi Speciali a due grandi stelle del panorama musicale italiano.


A Claudio Baglioni sarà assegnato il Premio Assomusica “Direttore artistico del 68° Festival di Sanremo” per il suo “straordinario sostegno alla musica italiana”, mentre a Laura Pausini verrà conferito il Premio “La Prima Donna ‘Live’ al Circo Massimo”.

“Sono due premi particolari e molto diversi tra loro – ha dichiarato Vincenzo Spera – tutti coloro che lavorano in ambito musicale dovrebbero essere riconoscenti a Claudio Baglioni, non solo per i suoi tanti successi, ma anche per la sua attitudine a reinventarsi continuamente, sempre pronto a nuove sperimentazioni artistiche. Laura Pausini, dal canto suo, è l’artista che più di ogni altra ha saputo sfatare tutti i tabu nella musica live: la sua prossima performance al Circo Massimo di Roma la rende, di fatto, la prima donna a cimentarsi in una sfida come questa”.


In questo modo, Assomusica è presente da protagonista ai grandi appuntamenti della musica in Italia: ai Wind Music Awards - premiando il valore e l’importanza degli artisti italiani nella diffusione della cultura, in Italia come nel resto del mondo, riuscendo a penetrare e ad affermarsi sui mercati stranieri - al Festival della Canzone Italiana di Sanremo, incoraggiando e valorizzando i giovani talenti, un impegno che, da sempre, caratterizza l’operato dell’Associazione, ribadito negli ultimi anni con l’assegnazione del Premio Assomusica al "migliore performer live" tra i Giovani di
Sanremo.


Daniele Mignardi Promopressagency per Assomusica
info@danielemignardi.it - Tel. 06.32651758

Presentazione Milano Music Week - 1 giugno 2018

Milano Music Week 2018
presentazione

È stata presentata, nell’ambito del programma di RadioCity Milano, la seconda edizione della Milano Music Week.
Dal 19 al 25 novembre 2018 l’appuntamento, promosso da Comune di Milano, SIAE (Società Italiana degli Autori e degli Editori), FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), ASSOMUSICA (Associazione Italiana Organizzatori e Produttori Spettacoli di Musica dal Vivo) e NUOVO IMAIE (Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti o Esecutori), dopo il successo della prima edizione si propone di potenziare e confermare la vocazione internazionale del tessuto artistico e produttivo milanese al fine di sostenere la filiera musicale italiana.

“L’anno scorso - dice il curatore della Milano Music Week e Vice Presidente Talent & Music di Viacom International Media Networks Luca De Gennaro - pensavamo sarebbe stata poco più di un numero zero, un esperimento. Invece la prima Milano Music Week è stata già un successo, una settimana durante la quale un numero altissimo di artisti, locali, professionisti della musica hanno acceso un faro potente su una città che produce e ospita eventi musicali tutto l’anno.”

 

La sfida per il 2018 è quella di crescere, e non solo in termini quantitativi, ma anche sul fronte di una proposta che per varietà e qualità racconti sempre meglio che la musica è arte, intrattenimento, cultura, lavoro e impresa, e che Milano è la città della musica, il centro dove operano la maggior parte delle aziende e dei professionisti che compongono la filiera della musica in Italia.

Milano Music Week sarà una settimana ricchissima di appuntamenti, concerti, presentazioni di nuovi progetti discografici, incontri con gli artisti, showcase ed eventi speciali pensati per il grande pubblico.

Linecheck Music Meeting and Festival, organizzato da Elita, sempre per il secondo anno consecutivo, sarà il main content partner del progetto con un fitto programma di incontri, panel e approfondimenti per professionisti e delegati internazionali per tracciare una fotografia dell’universo musicale e immaginare i suoi sviluppi, con un programma di eventi serali per un’ampia audience di music lovers.

Confermano l’appoggio i brand MTV e VH1 di VIACOM International Media Networks Italia che asaranno main partner della Milano Music Week. MTV e VH1 affiancheranno la comunicazione per comunicare al pubblico degli appassionati tutti i colori della musica pop protagonisti di una kermesse unica e straordinaria.

La manifestazione, che si inserisce nel contesto internazionale delle #MusicCities, ha coinvolto con la prima edizione 120 content partner (dall'industria discografica ai locali, dai centri di formazione agli artisti, dai promoter agli autori) per 7 giorni e 7 notti con oltre 200 artisti, 1000 concerti, 57 dj set e più di 100 panel di approfondimento e anche nel 2018 sarà un grande appuntamento per la città di Milano, che si animerà con concerti, dj set, dibatti, incontri e seminari, coinvolgendo le più diverse e interessanti location del capoluogo lombardo.

Da oggi è aperta la mail proposte@milanomusicweek.it alla quale si possono inviare i progetti per la Milano Music Week 2018!

 

W milanomusicweek.it | FB milanomusicweek | IG milano_music_week | TW milanomusicweek #mmw18 #milanomusicweek #musiccitymilano

 

NIMPE Music Factory in Italy: le band vincitrici

Venerdì 25 maggio si è svolta, all’interno di Artlab Milano, la NIMPE Music Factory in Italy, il primo dei 5 workshop nazionali, rivolto ai partecipanti (e non solo) della call lanciata dal progetto NIMPE, il quale, finanziato dall’Unione Europea e guidato da Assomusica, si pone l’obiettivo di creare una rete europea di produttori musicali sostenendo lo sviluppo di band emergenti ed auto-gestite. 

Il pubblico ha seguito con interesse i quattro seminari tematici, che hanno fornito nozioni ma anche strumenti utili e pratici per affrontare il mondo della musica live.  Ad introdurre il progetto il Presidente Assomusica Vincenzo Spera e Dino Lupelli, General Manger di Linecheck e responsabile del progetto NIMPE.

Si è poi passati ad affrontare il tema del diritto d'autore e della sua gestione, insieme ad Andrea Marco Ricci, Presidente di Note Legali e Claudio Trotta, Consigliere Assomusica, General Manager di Barley Arts e Presidente dell’associazione Slow Music, per poi passare ai consigli su come avvicinarsi al mercato della musica dal vivo e crearsi maggiori opportunità per suonare, insieme a Denis Longhi, Direttore Artistico di Jazz:Re:Found e Federico Rasetti, Managing Director di KeepOn LIVE, l’Associazione di Categoria dei Live Club e Festival.

Hanno poi parlato di distribuzione e strategie di comunicazione, Francesca Trainini, Amministratore delegato di Peer Music e Massimo Reali, Digital Label & Promotions Manager per Fuga Italy.

L’ultimo seminario ha affrontato il tema della fan-base, e di come mantenerla ed incrementarla, attraverso la promozione e la scelta dei giusti canali, insieme a Dario Giovannini, Direttore generale di Carosello Records e Francesco Caprai di Musicraiser.

L’evento si è concluso con l’annuncio delle prime tre band vincitrici che avranno la possibilità di vivere tre giorni di residenza artistica e suonare alla NIMPE Music Factory, durante la prossima edizione del Linecheck a novembre.

Ecco i loro nomi:

Bee bee sea 

I bee bee sea sono giovani, ma hanno già dimostrato di saperci fare benissimo, sul palco e anche dietro: per il loro percorso artistico, la loro intraprendenza e decisione nel fare le cose è importante tanto quanto le loro chitarre affiliate.

Daykoda

Non è semplice avventurarsi nel panorama dei beats, ovvero della musica elettronica "intelligente" non prettamente da dancefloor. Daykoda lo fa con una personalità notevole, dimostrando ascolti onnivori e infilandosi, per dare un riferimento, in quelle traiettorie oblique disegnate da Flying Lotus. 

esc 

Quella di esc è una scommessa artistica con una forte identità che rivela carattere e motivazioni autentiche, un progetto puro, con una visione internazionale e di lungo periodo.

 

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