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giorgio

Assomusica alla Biennale del Cinema 2014

in occasione della prossima Mostra del Cinema di Venezia, Assomusica parteciperà per la prima volta con il premio inedito e riconosciuto dalla Biennale "Ho visto una canzone", che verrà consegnato nelle giornate della Mostra dal 27 agosto al 6 settembre p.v., presso la Casa dello Spettacolo al Lido di Venezia, di cui la stessa Assomusica, con Agis nazionale, è promotrice quest'anno.

Il premio sarà assegnato al brano musicale originale di particolare rilevanza artistica che abbia dato impulso e vigore alla narrazione cinematografica, scelto tra tutte le colonne sonore dei film rappresentati alla 71ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

ASSOMUSICA DEBUTTO ALLA 71ma MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

HO VISTO UNA CANZONE”

PREMIO AL BRANO ORIGINALE

SCELTO TRA LE COLONNE SONORE DEI FILM DEL FESTIVAL

PROMOSSO CON AGIS NAZIONALE

 

Assomusica, l'Associazione Italiana degli Organizzatori e Produttori di Spettacoli di Musica dal Vivo, in occasione della 71ma Mostra del Cinema di Venezia, parteciperà per la prima volta al Festival con un premio inedito e riconosciuto dalla Biennale, che verrà consegnato venerdì 29 agosto, alle ore 15, al Lido di Venezia, presso la Casa dello Spettacolo, un’iniziativa quest’ultima di ANEC, FICE, di Schermi di Qualità, AGISCUOLA e AGIS, con la collaborazione dell’agenzia milanese Camelot quale Main Sponsor.

 

Sarà premiato il brano musicale originale di particolare rilevanza artistica, scelto tra tutte le colonne sonore dei film rappresentati alla Mostra.

 

Biennale e Assomusica - due tra le istituzioni più prestigiose in Italia - in una nuova, significativa ed intensa collaborazione: insieme alla Mostra di Venezia 2014 per incentivare la ricerca e la promozione delle nuove tendenze artistiche e un’ulteriore valorizzazione e diffusione della musica contemporanea nazionale e internazionale anche nel Cinema, come elemento fondamentale della nostra vita culturale e sociale.

 

Comunicazione Assomusica: “Daniele Mignardi Promopressagency”

 

(Tel. 06.32651758 - info@danielemignardi.it)

 

                                                            

 

Assomusica Associazione

 

info@assomusica.org tel. 010/5221441

 

“JUST ONE DAY” VINCE A VENEZIA IL PREMIO ASSOMUSICA “HO VISTO UNA CANZONE”

E’ il brano musicale Just One Day, contenuto nel film “Italy in a day” di Gabriele Salvatores, a vincere il Premio Assomusica “Ho visto una Canzone”.

Assegnato quest’anno per la prima volta, il riconoscimento promosso da Assomusica, Associazione Organizzatori e Produttori spettacoli di musica dal vivo, rientra tra i premi collaterali della 71. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Ad essere premiato è il brano musicale originale di particolare rilevanza artistica, scelto tra le colonne sonore dei film della 71. Mostra.

Obiettivo del Premio Assomusica “Ho visto una Canzone” è quello di incentivare la ricerca delle nuove tendenze artistiche e di promuovere il binomio tra musica contemporanea e cinema quali elementi fondamentali della vita culturale e sociale.

Ad attribuire il Premio è la giuria composta da: Saturnino, musicista, compositore e produttore discografico italiano, dal ’91 bassista di Jovanotti, Stefano Mainetti, compositore e direttore d’orchestra, autore di colonne sonore, Salmo, rapper, beat maker e writer, SimonLuca, cantautore, compositore, produttore musicale, autore e sceneggiatore, Renato Tortarolo, giornalista e critico per il Secolo XIX.

Il racconto musicale, la modernità di linguaggio e l’evidenza di un progetto, che non fosse ‘solo' adesione alle immagini, insieme all'idea molto forte di testo su una base musicale onirica dal sapore estetico post-moderno sono le motivazioni che hanno spinto la giuria ad assegnare il Premio Assomusica "Ho visto una canzone" al brano “Just One Day” di Gianni Maroccolo, Vittorio Cosma, Max Casacci, Riccardo Sinigallia, Valerio Errico composto per il film di Gabriele Salvatores "Italy in a day" prodotto da Indiana Production con Rai Cinema in associazione con Scott Free.

“Il brano, più di tutti gli altri, si è dimostrato coerente con i principi ispiratori del Premio per originalità e vigore espressivo” ha affermato il presidente di Assomusica, Vincenzo Spera, nel corso della premiazione che si è svolta oggi al Lido di Venezia alla Casa dello Spettacolo.

Alla consegna del Premio, insieme al presidente di Assomusica era presente, in rappresentanza della giuria, SimonLuca. A ritirare il premio gli autori del brano Vittorio Cosma e Riccardo Sinigallia.

Nel consegnare il Premio Spera ha sottolineato le grandi potenzialità del brano in termini di diffusione e promozione della musica dal vivo e di ogni altra sua declinazione mediatica.

Premio Assomusica a brano di 'Italy in a Day' di Salvatores

Ha esordito a Venezia il premio collaterale della Mostra del Cinema 'Ho visto una canzone', promosso da Assomusica, Associazione Organizzatori e Produttori spettacoli di musica dal vivo. Il riconoscimento, consegnato oggi, è andato ai Deproducers, il collettivo artistico composto da Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo, Riccardo Sinigallia e Max Casacci, per il brano 'Just One Day' dal film 'Italy in a Day' di Gabriele Salvatores, presentato fuori Concorso, prodotto da Indiana Production con Rai Cinema in associazione con Scott Free.

Riccardo Sinigallia ha sottolineato che è ''una grande soddisfazione per noi Deproducers festeggiare il nostro debutto alla Mostra del Cinema come compositori di due colonne sonore, ottenendo questo Premio importante da parte di Assomusica. La musica italiana ha bisogno di riconoscimenti e sostegno in ogni sua forma espressiva, ed è bene che torni a coprire un ruolo da protagonista anche nel cinema. Per questo motivo siamo soddisfatti per noi stessi ma anche per la traccia che il Premio Assomusica ha voluto segnare con questa sua prima edizione''.

La giuria che ha assegnato il premio è composta da Saturnino, musicista, compositore e produttore discografico italiano, dal '91 bassista di Jovanotti; Stefano Mainetti, compositore e direttore d'orchestra, autore di colonne sonore; Salmo, rapper, beat maker e writer; SimonLuca, cantautore, compositore, produttore musicale, autore e sceneggiatore, e Renato Tortarolo, giornalista e critico per il Secolo XIX. Obiettivo del Premio Assomusica è quello di incentivare la ricerca delle nuove tendenze artistiche e di promuovere il binomio tra musica contemporanea e cinema quali elementi fondamentali della vita culturale e sociale, come ha illustrato il presidente di Assomusica, Vincenzo Spera.

 

Vai al link per vedere il video dell'intervista al Presidente

http://www.adnkronos.com/intrattenimento/spettacolo/2014/08/29/premio-assomusica-brano-italy-day-salvatores_cJOgzepfNWfWUoGzTOuUBK.html

 

fonte: adnkronos.com

Interviste ai protagonisti del Premio Assomusica "Ho visto una canzone" .

Un nuovo premio creato da Assomusica. "Ho visto una canzone" riconosce il miglior brano scelto tra le colonne sonore dei film del Festival veneziano. Ha vinto "Just one day" dal film "Italy in a day" di Gabriele Salvatores. La web TV di Casa dello Spettacolo intervista il presidente di Assomusica e due autori della canzone premiata.

vai al link per vedere le interviste

 

Lirica, basta sprechi e in futuro nei teatri solo contratti a termine

 
Il ministro Franceschini dopo i licenziamenti all’Opera di Roma “Non spendo le poche risorse per pagare indennità di frac o umidità”
 
Tempi duri per il ministero di Dario Franceschini: 1.500 milioni di euro (lo 0,20% del bilancio totale dello Stato) di budget, per il triennio 2014-2016 le previsioni di un’ulteriore calo a 1,4 miliardi e un mucchio di problemi: oggi il tema al dicastero della Cultura è il licenziamento collettivo di coro e orchestra dell’Opera di Roma e il destino futuro delle fondazioni lirico-sinfoniche, un patrimonio artistico a cui lo Stato versa 186 milioni di euro.
 
 
Ministro adesso si teme che il provvedimento “lacrime e sangue” di Roma si estenda ad altre fondazioni in crisi. È così?
«No, non ci sarà un contagio. Il caso di Roma è isolato, questo è chiaro. Nessuno degli altri otto teatri lirici in crisi è in quelle condizioni. Ma auspico che in futuro si vada verso situazioni in cui orchestre e coro siano interne ai teatri ma con contratti a termine. Una procedura che potrebbe essere applicata ai nuovi assunti. È un modo per aprire ai giovani e per mettere fine alle rendite di posizione».
Una deregulation del lavoro anche nella lirica?
«Sì, bisogna che i teatri lirici non sprechino più e che si dotino di rapporti di lavoro più moderni. Sono qui per cambiare. Lo Stato dà alle fondazioni 186 milioni di euro, più 125 a quelle in crisi. Per tutto il resto del sistema musicale rimane il 23% dei finanziamenti e parliamo di 29 teatri di teatri di tradizione, 50 festival, tutto il jazz e la musica contemporanea... Bisogna che a questo impegno così sostenuto corrisponda una gestione della lirica più sana. La mia idea è che la lirica vada finanziata perché è una eccellenza italiana ma se lo Stato investe per 14 fondazioni il 47 per cento del Fondo unico per lo Spettacolo, cinema e teatri compresi non è per garantire l’indennità umidità o di frac».
Su questo gli orchestrali dell’Opera di Roma dicono che le indennità ce le hanno tutte le orchestre del mondo, e il loro è uno stipendio normale.
«Lo so, ma aggiungo due cose: produttività e meritocrazia».
È il metodo Renzi nella lirica: regole di lavoro meritocratiche, elastiche e ammazza sindacati.
«Nella mia carriera ho difeso battaglie sindacali giuste ma qui il sindacato si è fatto male da solo: a Pompei con i turisti rimasti fuori per lo sciopero dei custodi, all’Opera dove hanno fatto saltare gli spettacoli a Caracalla con il pubblico ad aspettare e perdite che avrebbero portato il teatro alla liquidazione coatta».
Come ci si sente ad aver licenziato 182 persone?
«Che orchestra e coro dell’Opera restino a casa è da dimostrare. Finora è stato solo prospettato un percorso il cui sbocco finale è che si ricomponga il rapporto con gli stessi professori d’orchestra e coristi, in forma nuova, con una esternalizzazione, che si è resa doverosa, con rapporti contrattuali diversi e trasparenti. Io mi auguro che gran parte degli artisti torni a lavorare sotto forma di cooperativa, società. D’altra parte era l’unico modo necessario anche se doloroso per salvare il teatro da un tracollo vicino».
Ma la causa secondo lei sono solo i lavoratori? Non gestioni incapaci?
«Certo. Le cause di una situazione come l’Opera di Roma sono da rintracciare in una corresponsabilità di un sistema seduto sulla gloria e sulla rendita di posizione. Io quel sistema non lo tutelo, lo cambio. Nella lirica dobbiamo essere competitivi, aprirci a sfide nuove, anche mettendo fine a rapporti di lavoro che non possono cambiare mai. All’estero ci sono orchestre interne ai teatri ma con contratti triennali e quadriennali che poi si ridiscutono. Questo è il modello che mi piace e che permetterebbe anche ai giovani di avere delle possibilità. Guardi Bari, al Petruzzelli, dove c’è stato sempre Fuortes. Hanno fatto le selezioni, i candidati suonavano dietro una tenda. Alla fine hanno preso in maggioranza giovani, perché erano i più bravi. Spero che anche a Roma si arrivi a qualche innesto nuovo».
Ministro ma il Petruzzelli è un’orchestra di secondo livello, e la stabilità del complesso per un’orchestra è sinonimo di qualità.
«Certo. Ma devono essere possibili integrazioni meritocratiche. L’esempio è Santa Cecilia che fa 45 giorni di tournèe all’estero l’anno, bilancio sani... Con fondi e norme come per l’Opera ».
 
fonte: Repubblica.it

Davanti al Mandela l’omaggio a Enrico Firenze ricorda così il leader del Pci

LA GIGANTESCA bandiera della pace srotolata dai ‘compagni’ di Sel. Le chiarine e il gonfalone della città. La commozione delle figlie, Bianca, Maria, Laura e dei testimoni dell’Italia che fu. Sono in più di cento allo scoprimento della targa che intitola all’ex segretario del Pci Enrico Berlinguer la piazza-parcheggio davanti al Mandela Forum. E non è solo l’inaugurazione di un’insegna: «Sono passati 30 anni, fu una morte improvvisa e non fu facile per noi che eravamo così giovani. Ma vedere questo affetto ci riempie di gioia», racconta Bianca, il volto tv che tutti conoscono. «Non è riuscito a conquistare il governo del Paese ma ha senz’altro conquistato la stima degli italiani », aggiunge il sindaco Dario Nardella, che quando Berlinguer si afflosciò sul palco di Padova aveva 9 anni.
«Era tutto un altro mondo allora, ma nostro padre fu capace in quegli anni difficili di fare scelte innovative, dal compromesso storico, e non era facile dire ti devi alleare con quelli che hai combattuto fino a ieri, al distacco dall’Urss», aggiunge la giornalista. Facendo tornare indietro nel tempo i giovani leoni di allora: «Fui io che andai a prendere Almirante, segretario dell’Msi, con l’ascensore a Botteghe Oscure. ‘Una persona per bene che ha nobilitato la politica’, ci disse in una stanza», ricorda Michele Ventura. «Ero in fabbrica all’Osmannoro, quantulli, do arrivò la notizia», ricorda il segretario regionale della Cgil Alessio Gramolati. «Anche io ero sul pezzo», aggiunge Turiddo Campaini, lo schivo ‘manager rosso’ Coop che per tutta la vita non ha mai rinunciato agli ideali di allora. E lei Beppe Ma- che ci fa l’assessore di Scandicci qui? Non era forse dall’altra parte della barricata trent’anni fa? «Sì, facendo parte della direzione Dc e ricordo che quel giorno De Mita fu sbeffeggiato da molti perché volle mettere la bandiera a mezz’asta », ricorda Matulli. Che alla fine si lascia scappare: «Mi è sembrato un altro funerale». Un vecchio comunista come Paolo Gonnelli non nasconde una smorfia: «Qui c’è chi era dall’altra parte». Il gruppo di Sel capitanato da Giuseppe Brogi e dalla parlamentare Alessia Petraglia in compenso intona ‘Bella ciao’. Mentre il ‘capo’ del Mandela Massimo Gramigni mostra le vecchie foto degli affollatissimi comizi di Berlinguer a Firenze. A rappresentare la Regione, la vice Stefania Saccardi. Ma anche i consiglieri Daniela Lastri e Eugenio Giani, che precisa: «Berlinguer è l’unico personaggio ad avere due piazze, già la piazzetta di via del Cavallaccio ha il suo nome».

fonte: REpubblica.it

Musicisti come divi del set: a cena con la playlist di Apparat

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI VENEZIA — Non pago di ritrovarsi a incrociare le note con Rossini, grazie a Mario Martone che gli ha affidato la colonna sonora del suo Il giovane favoloso , Apparat, al secolo Sacha Ring (foto) , ieri sera ha firmato la playlist della cena su un’isola della laguna dove il regista napoletano ha riunito il cast per festeggiare la buona accoglienza del film. Venerato come maestro e riverito come una popstar, Ring è uno dei nomi di punta della scena elettronica contemporanea berlinese, tra i primi a osare contaminazioni con la musica classica e all’insegna della mescolanza sono state le scelte musicali della serata.
Sarà anche l’effetto della presenza del compositore Alexandre Desplat come presidente della giuria, ma in questa Venezia 71 i musicisti sono richiestissimi. Il loro tocco può fare la differenza anche per una serata.
Come è stato per i Deproducers, ovvero la band formata da Riccardo Sinigallia, Vittorio Cosma, Max Casacci, Gianni Maroccolo arrivati per accompagnare La vita oscena di De Maria e Italy in a day di Gabriele Salvatores per cui hanno anche ricevuto un premio per il brano Just One Day. Peter Gabriel non è arrivato ma Guillermo Arriaga ha raccontato che il musicista ha sposato con entusiasmo il progetto del film collettivo Words with God . E Ami Canaan Mann che ha costruito il suo Jackie & Ryan (Orizzonti) sulla figura di un busker innamorato, ha scritto e cantato le canzoni del suo film.
Revival trainato da Hungry Hearts di Costanzo per Flashdance , usata per la scena del matrimonio e rilanciata dai dj in laguna. Tripudio di ventenni con in mezzo la zazzera bianca di Giuliano Montaldo l’altro giorno a vedere la strepitosa versione restaurata di Bulli e pupe con Marlon Brando cantante. Mentre è già diventato di culto il pezzo Vorrei conoscere Berlusconi , tema di Belluscone di Maresco. L’oggetto del desiderio irraggiungibile è la colonna sonora del film. Nell’attesa ci si consola con la prima versione del pezzo del cantante neomelodico Erik.

fonte: Il corriere della Sera

L’urlo di chi fa musica “I live non attirano più” Ma si muove il Comune

«SONO cifre che cozzano contro la ricostruzione di una città ostativa e non collaborativa — continua Del Corno — . Milano è straordinariamente fertile, sono cresciuti i luoghi, le realtà. Ma intendiamo fare anche di meglio puntando sulla semplificazione burocratica, concedendo ai promoter di compilare una dichiarazione sostitutiva sull’impatto acustico e sperimentando uno sportello unico della musica con un portale di gestione online ».
E questa potrebbe essere davvero la grande notizia per gli operatori. Non solo e non tanto quelli dei grandi eventi, ma soprattutto chi fa musica sul territorio, ovvero i gestori di locali e circoli. Che il nemico ce l’hanno ben chiaro: la burocrazia. «Non ce l’ho con il Comune come amministrazione Pisapia o Moratti — premette Sergio Israel, titolare delle Scimmie, storico club di via Ascanio Sforza — Il problema sono uffici che restano uguali qualunque sia il colore politico al potere e che hanno un peso esorbitante. Gli ultimi arrivati sono i vigili del suolo pubblico che sul Naviglio misurano con i centimetri il plateatico (lo spazio occupato all’aperto, ndr) e le fioriere, e sanzionano a raffica». Massimo Genchi, che sabato aprirà la saracinesca sulla sua Salumeria della musica in via Pasinetti per il 15esimo anno, aggiunge: «Siamo soffocati da una serie di adempimenti che ci fanno perdere tempo e soldi, e sono così tanti che nessuno può dire di essere a norma al mille per mille. Se vuole, un agente della Annonaria o un tecnico dei vigili del fuoco può sanzionarci, con una multa o anche la chiusura per qualche giorno, magari solo perché non abbiamo un rotolo di riserva di carta igienica pronto nei gabinetti. Con Pisapia il clima è un po’ migliorato, ma la macchina comunale dovrebbe essere più collaborativa. Perché poi si aggiungono altri problemi, tipo la Siae, che ci obbliga a versare diritti d’autore per ogni concerto, ma senza una tabella, a discrezione».
Dopodiché, se i crucci fossero solo funzionari troppo pignoli e vigili troppo zelanti, sarebbe già molto. Perché i grandi eventi vanno bene, benissimo. «Ma i locali vanno male — sospira Corrado Montanaro, dell’associazione Lo-Fi, che gestisce il locale Arci in via dei Pestagalli — noi poi siamo specializzati in musica indipendente, di nicchia, ed è ancora più difficile coinvolgere gente. Un po’ è una questione di soldi, un po’ il fatto che con Internet le nuove scoperte si fanno a casa, non più entrando in un locale e ascoltando uno sconosciuto». Aggiunge Davide Mozzanica, fondatore del Rock’n’roll, catena con capofila il locale di via Bruschetti: «Si è perso l’interesse verso la musica dal vivo. Di band che vogliono suonare sono pieno, di gente disposta ad ascoltarle no. E abbiamo pure l’ingresso libero, non è questione di soldi: è proprio sparita la curiosità, anche tra i musicisti». Non a caso i locali o chiudono (Rolling Stone, Rainbow, Casa 139, per dire i più noti) o lanciano sottoscrizioni perché in difficoltà (Arci Bellezza, Scighera). Però c’è chi ci crede sempre: la passione non si perde e si stringe la cinghia. Aspettandosi molto, ad esempio, da chi va in controtendenza e apre ora. Ovvero dal Fabrique che sarà inaugurato il 18 settembre in via Fantoli.
Milano prova insomma a risolvere un problema che non è solo suo, ma è generale. «Ormai — spiega Israel — non si socializza più seduti a un tavolo con cocktail e un buona musica, ma con Facebook. Al massimo ci si concede un happy hour, ma è un’altra cosa». E al momento per la musica dal vivo a Milano di happy non c’è neanche un’hour.
 
fonte: Repubblica.it

Franz Ferdinand e Mogwai, in concerto a favore dell'indipendenza scozzese

Franz Ferdinand (nella foto), Mogwai e Frightened Rabbit saranno gli headliner di "A Night For Scotland", concerto in programma il 14 settembre alla Usher Hall di Edimburgo a sostegno della campagna per l'indipendenza scozzese che verrà votata per referendum popolare quattro giorni dopo. Alla serata, riportano testate inglesi come NME e Guardian, prenderanno parte anche la cantautrice Eddie Reader, Ricky Ross in coppia con Lorraine McIntosh dei Deacon Blue e l'attrice comica Elaine C Smith.

"Da qui a qualche settimana avremo l'opportunità, unica nella vita, di prendere posto sulla scena globale e mostrare al mondo di che pasta siamo fatti", hanno dichiarato al quotidiano Scotsman i Mogwai mentre i Frightened Rabbit hanno invitato tutti "a partecipare, a registrarsi prima della scadenza per andare a votare e di venire a godersi una bella serata in onore della Scozia. Siamo una nazione ricca di risorse e di talento in tutte le aree, e come tale non solo abbiamo tutto ciò che è necessario ma meritiamo di poter pilotare il nostro destino. Possiamo fare un lavoro migliore".

Sul tema dell'indipendenza del Paese la comunità artistica britannica si è divisa: tra coloro che hanno invitato gli scozzesi a restare nell'ambito del Regno Unito figurano Paul McCartney, Mick Jagger, David Bowie, Bryan Ferry, Sting, Susan Boyle e David Byrne (newyorkese di adozione ma di origini scozzesi); sul fronte indipendentista, accanto all'attore Sean Connery e allo scrittore Irvine Welsh, si sono schierati tra gli altri Stuart Murdoch dei Belle and Sebastian e il cantautore inglese Billy Bragg.

fonte: rockol.it

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