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La musica dal vivo attrae i brand

I dati del rapporto Assomusica: nel 2012 incassi al botteghino per 157 milioni di euro.
Vince chi crea una community. Come Postepay Rock in Roma

La musica dal vivo è ancora attraente per i marchi. Se c'è chi ha lasciato le arene e gli stadi per motivi di strategia e organizzazione, tra tutti Heineken e il suo Jammin Festival, altri brand avanzano nel settore, diversificando l'offerta.
L'esempio? Postepay, per il quarto anno sponsor di Rock in Roma, che per l'occasione ha creato una vera e propria community e servizi dedicati ai fan, offrendo accanto agli spettacoli anche indicazioni e facilitazioni su parcheggi e ristorazione. Attirando pubblico anche dall'estero.
A riprova della tenuta del settore sono i numeri di Assomusica. Stando al rapporto dell'associazione che Italia-Oggi è in grado di anticipare, nel 2012 la spesa al botteghino per i concerti si attesta a 157 milioni di euro. Crescono anche gli spettatori che toccano quota 4,8 milioni (+16,07%). Una crescita sempre costante negli ultimi 10 anni (secondo i dati di Federculture viene stimato un +7%) e che non è influenzata dall'aumento del prezzo medio dei biglietti, sceso a una media di circa 33 euro. Secondo gli organizzatori, gli eventi della musica dal vivo restano ancora uno dei migliori settori per i brand che vogliono migliorare la penetrazione in diversi target e segmenti di mercato.
A guadagnare è soprattutto l'indotto che ruota attorno agli eventi: «Non sempre», afferma il presidente di Assomusica, Vincenzo Spera, «un concerto "sold out" porta a un utile, basta considerare il tour dei Rolling Stones per cui gli organizzatori vanno a chiudere in pareggio. Gli utili derivano invece dalla gestione del bar, dei servizi e del merchandising».

Tendenza favorevole anche per il 2013. «Stando ai dati di fine maggio», prosegue Spera, «abbiamo già una crescita del 2%. Un dato che non tiene conto dell'estate dove, rispetto all'anno scorso, c'è un aumento forte di concerti importanti: Vasco Rossi, Jovanotti, i Muse e Bruce Springsteen, solo per citarne alcuni. A Milano quest'anno ci sono stati otto concerti importanti, cosa mai accaduta negli ultimi anni. Stesso discorso per Torino, dove solo i Muse hanno tenuto ben due concerti».
Assomusica però non nasconde qualche preoccupazione. «C'è una tendenza ai grossi eventi», afferma il presidente, «però non c'è un ricambio generazionale. Ci andremo a trovare sempre più di fronte a una difficoltà di avere sostenibilità di artisti, dalla fascia media in giù, i cui spettacoli non si pagano».
Gli organizzatori continuano a cercare l'appoggio di aziende e brand che vogliono investire nella musica. Il 2012 però è stato un anno particolare, in cui si è assistito alla scomparsa di manifestazioni storiche come l'Heineken Jammin Festival. «In quel caso però non sono stati gli sponsor ad aver abbandonato», prosegue Spera, «sono stati gli organizzatori a non farlo più perché non c'erano in giro nomi di notevole richiamo da poter concentrare in due/tre giorni. È questo un problema più di mercato. Io continuo a sostenere che se con le aziende vengono fatte operazioni mirate ci possono essere risultati vincenti. Bisogna mirare alla tipologia di fruitore, oltre che di immagine generale».

L'esempio di Postepay Rock in Roma. In questa direzione si muove il Postepay Rock In Roma, festival della capitale che da cinque anni porta all'Ippodromo delle Capannelle i più grandi artisti della musica internazionale e che di recente ha registrato il successo dei concerti di artisti come Bruce Springsteen, Killers e Mark Knopfler. L'abbinamento con la prepagata di Poste Italiane si è tramutato in un'occasione per creare una vera e propria community, fornendo ai titolari della carta sconti sui biglietti e anche sui servizi di ristorazione all'interno dell'area del festival. «La manifestazione da due anni si avvale della partership con Postepay», spiega l'organizzatore del Rock In Roma, Max Bucci, «abbiamo accolto tutte le aziende che volevano collaborare con noi e che ci hanno dato la forza di crescere ulteriormente. Il festival nasce a settembre con una visione autonoma, dopo di che arriva con delle grandi e forti partnership come quella del Postepay, che ci consente di realizzare iniziative mirate per il pubblico con evidenti benefici per tutti. Mi piace inoltre sottolineare che quest'anno al festival il 30% dei biglietti è stato venduto all'estero, segno che manifestazioni di questo tipo sviluppano un notevole indotto».
Secondo il presidente di Assomusica, «i dati testimoniano lo sforzo degli associati di fare produzioni di gran livello. Il nostro è un settore che tra l'altro trascina con sé un'economia più ampia, legata al turismo musicale e che influisce sensibilmente sulle economie di territori in cui si organizzano spettacoli importanti».
Andando a sfogliare le pagine del rapporto, la regina dei concerti del 2012 è stata Madonna, che a Milano il 14 giugno 2012 ha registrato un incasso di 4.481.000 euro. Il concerto benefico Italia Loves Emilia del 22 settembre al Campovolo di Reggio Emilia occupa invece la seconda posizione con un incasso di 3.814.000 euro. Primo italiano della classifi ca è Tiziano Ferro, che occupa la nona posizione con il concerto allo stadio Olimpico di Roma (14 luglio 2012) con 1.682.000.
Milano, infine, si conferma capitale del live: la città lombarda, da sola, ospita 997 eventi musicali, circa un terzo di tutti quelli organizzati in Italia. Seguono a distanza Firenze (255), Roma (174, esclusi i concerti all'Auditorium), Torino (161) e Bologna (92). La Lombardia guida la classifica per regioni sia per numero di spettacoli sia per incassi.

di Antonio Ranalli