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Irene Maiolin riceve la Borsa di studio Franco Mamone di Assomusica

È stata Irene Maiolin a ricevere il premio Borsa di studio Franco Mamone per l’anno accademico 2014/2015. Il riconoscimento, che comporta anche un premio di 2500 euro, è stato consegnato dal presidente di Assomusica Vincenzo Spera in occasione del Folkfest Festival, sabato a Spilimbergo, in provincia di Udine, alla presenza del sindaco della città Renzo Francesconi.

La giuria è composta dalla figlia di Franco Mamone, Gaia Mamone, oltre a

esponenti del settore musicale e giornalisti come Renato Tortarolo, Stefano Senardi, Fulvio De Rosa e Bruno Sconocchia. Mamone è stato uno dei primi e più importanti promoter musicali italiani, attivo dagli anni Settanta e famoso ancheper aver portato in Italia nomi come Bruce Springsteen e Bob Marley. Il manager è morto nel 1998, a 57 anni, e dal 2003 è assegnata a suo nome la borsa di studio che premia ogni anno una tesi di laurea che affronti tematiche inerenti lo spettacolo dal vivo.

«Per la nostra famiglia ovviamente è importante anche l’aspetto emotivo di questo premio – spiega Gaia Mamone - e ogni anno ringraziamo Assomusica per il ricordo di mio padre. Effettivamente è stato un po’ il papà di tutti nel mondo dei promoter musicali, è stato il primo che ha portato questa figura a livello manageriale anche in Italia. Assomusica non lo dimentica mai, anche se il 4 luglio ha segnato il 18esimo anniversario dalla sua morte».

La scelta della tesi di Irene Maiolin, intitolata La ripartizione dei compensi da diritto d’autore in musica: conseguenze sulla conformazione dell’offerta nella musica dal vivo, è stata così motivata: «È un lavoro molto attuale e dai contenuti di forte modernità. Non si limita solo ad esporre quadri normativi ma si sforza di proporre, suggerire, modelli che possano liberare processi per lo sviluppo dell'innovazione». La tesi, sperimentale e di ricerca, riguardava il corso di laurea magistrale in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali.

«Era una tesi più tecnica rispetto alle altre che ci sono pervenute – aggiunge Gaia Mamone – Irene Maiolin ha fatto un lavoro molto faticoso, ricco e su un argomento molto attuale. In tutti gli anni di premio non ci era mai arrivato un lavoro sul diritto d’autore. Avevo apprezzato in particolare, leggendola, la chiarezza con cui aveva parlato di un aspetto così tecnico ma non si è limitata a questo, ha dato anche una sua chiave di lettura».

«Non mi aspettavo di vincere il premio, è stata una bellissima sorpresa e mi ha fatto piacere che sia stato ritenuto importante l’argomento che ho affrontato non solo da chi lo studia ma anche da chi lavora nel campo. Ho scelto di parlare del diritto d’autore perché lavorando nel settore ho notato che c’è bisogno di un rinnovamento pratico. A mio avviso si nota una perdita netta studiando i monopoli e questo nella musica live è evidente più che in altri settori. È stato complicato delimitare l’ambito ma è stato importante per riuscire a portare avanti il lavoro».