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On Stage, La polemica sullo stop dei concerti a San Siro

Stop ai concerti allo Stadio San Siro di Milano a partire dall’estate del 2018. È la notizia che sta facendo il giro della Rete e che sta lasciando sbalorditi i tanti che proprio nella location meneghina hanno assistito a show memorabili – e che speravano di poterlo fare ancora. A riportare la news è stato anche Il Giorno, che spiega come le prime richieste dei promoter siano state rispedite al mittente: «I promoter musicali, Live Nation in primis, hanno già iniziato a chiedere la disponibilità di alcune date del Meazza per l’estate 2018 ma la risposta di M-I Stadio, la società controllata da Milan e Inter che gestisce lo stadio di proprietà comunale, è stata netta: non è possibile fare nessuna prenotazione per l’estate 2018, perché non è detto che per quell’anno il Meazza continui ancora a ospitare eventi musicali».

Comunicazioni ufficiali a riguardo non sono arrivate, ma anche un “no” ad un solo concerto – considerato che ad esibirsi nello stadio sono i big nazionali ed internazionali – suona come una stonatura e solleva polemiche e ipotesi su quali siano le motivazioni. E se la voce dei comitati di quartiere che da anni combattono contro gli inconvenienti derivanti da eventi simili pare essere, per quanto agguerrita, troppo flebile per riuscire in questa “impresa”, di tutt’altro peso sono quelle delle società proprietarie delle due squadre di calcio, diventate entrambe a guida cinese negli ultimi mesi.

 

Proprio l’avvicendamento nei board di Milan e Inter può più probabilmente essere alla radice della decisione, che resta però senza spiegazioni. Sempre Il Giorno riporta che anche la Federazione Italiana Rugby si è vista negare a fine luglio la possibilità di avere a disposizione San Siro per la partita tra la nazionale tricolore e i neozelandesi All Black, cosa che fa pensare come non si tratti della volontà di dedicare gli spazi dello stadio solo ad eventi sportivi, ma di renderli solo appannaggio dei match di calcio – a nulla è servito l’intervento dell’Assessore allo Sport del Comune di Milano (che è proprietario della struttura) Roberta Guaineri.

Vasco Rossi, Ligabue, Jovanotti, Tiziano Ferro, Laura Pausini, Negramaro, Bruce Springsteen, Beyoncè, U2, Depeche Mode, Bon Jovi, Madonna, Muse sono solo alcuni dei nomi nazionali ed internazionali che negli ultimi anni hanno lasciato il segno a Milano cantando al Meazza: merito del loro talento, ma anche di una location che rende davvero speciale e unico ogni live, per chi ha la fortuna di esibirsi e per chi fa parte del numeroso pubblico che può ospitare. Non corre rischi la stagione 2017, ma da quella successiva la città, orfana già da qualche anno dell’Arena Civica, perderebbe l’unica location urbana all’aperto – e la più capiente – che le era rimasta per i grandi eventi musicali. Urgono spiegazioni. E una valida alternativa.

La notizia di ieri dello stop ai concerti a San Siro dato ai vari promoter musicali da M-I Stadio, la società di Milan e Inter che gestisce lo spazio, ha destato scalpore e sollevato doverose polemiche. La decisione dovrebbe essere effettiva a partire dall’estate 2018, ma la questione resta spinosa. A sollevarla è stato Il Giorno e in serata è intervenuto anche l’Assessore allo Sport Roberta Guaineri: «Nessuna comunicazione in questo senso è arrivata al Comune di Milano da parte di Inter e Milan ma il tema sarà sicuramente affrontato nell’ambito del primo incontro tra la nuova Amministrazione e le società che gestiscono San Siro», ha commentato all’Ansa.

«Vietare la disponibilità di San Siro per gli eventi musicali sarebbe una grave perdita… Questi concerti non interferiscono con l’attività calcistica e sono ben regolati a livello amministrativo per limitare il loro impatto sulla vita dei residenti. Si tratta di ottime occasioni di aggregazione e di promozione della città perché portano a Milano grandi artisti di qualità internazionale» sono le sue parole riportate dal Corriere della Sera. L’Assessore era stato già citato anche dal Giorno, che aveva precisato come il Comune in quanto proprietario della struttura in luglio avesse provato ad intervenire per far cambiare idea a M-I Stadio, ma invano.

Le precisazioni di Guaineri distendono i toni e rimandano tutto alle prossime settimane, la faccenda resta sospesa. A dare qualche rassicurazione in più ci ha pensato uno dei potenziali interessati, il patron di Barley Arts Claudio Trotta. Dal suo account Facebook ha tranquillizzato tutti sottolineando che «la convenzione trentennale fra Comune di Milano e Inter e Milan per la gestione dello Stadio non permette alle squadre di rifiutare l’utilizzo a terzi se non per acclarati motivi di utilizzo proprio e o di rifacimento e manutenzione delle strutture». Carta canta.