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Musica e tecnologia, i chatbot nel futuro dell'industria

Fino a pochi mesi fa, il futuro erano i social network, diventati un web 2.0, che catalizzavano più di qualsiasi browser, e quindi sito Internet, l'attenzione degli utenti. Ora, invece, anche queste piattaforme sono "vecchie", soppiantate da sistemi di messaggistica come WhatsApp o Messenger, che pure si basano su una tecnologia che esiste in una qualche forma dai tempi di Alan Turing.
I chatbot sono il mercato a cui si stanno rivolgendo oggi tutti gli sviluppatori, ancora di più rispetto alla richiesta effettiva, e i competitori dell'industria musicale non sono da meno.
I chatbot sono servizi, a volte portati avanti con sistemi automatizzati, in grado di rispondere alle richieste del pubblico con cui si interfacciano. Accade già quando si apre un sito Internet, magari di una compagnia di viaggi, che chiede all'utente di che cosa abbia bisogno in una piccola finestra di chat. Vengono utilizzati anche per le previsioni del tempo, fare la spesa o acquistare qualcosa, in Cina alcuni teenager li hanno come amici. Sono, insomma, 3 miliardi gli utenti dei chatbot rispetto ai 2.5 miliardi dei social network.
I chatbot nascono anche su piattaforme già esistenti, come il Messenger di Facebook, e possono riguardare anche singoli artisti. Serena Gomez e Justin Bieber ne hanno uno a testa, creato da fan, l'etichetta Record Bird ne ha realizzato uno per segnalare le nuove uscite, mentre Lazyset e Music Rover raccomandano musica ai loro utenti.
Al momento, però, nessuno di questi canali è riuscito a fidelizzare i suoi utenti, come è stato confermato durante una delle conferenze al SF Music Tech Summit, a San Francisco. L'effetto positivo, sul lungo termine, potrebbe però riguardare proprio le raccomandazioni musicali, che sarebbero effettuate in modo più umano e simile a una vera conversazione.
Anche per i festival potrebbe esserci uno sbocco, soprattutto per quanto riguarda la vendita dei biglietti. "I promoter potrebbero avere un'idea del successo del loro festival prima ancora della data d'inizio grazie al flusso di contanti in entrata", spiega il blog del software BeatSwitch.