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Le audizioni di Assomusica alla Commissione Istruzione Senato su FUS e Bonus Cultura

ASSOMUSICA IN SENATO PER PARLARE DI  FUS E BONUS CULTURA

16 Ottobre 2018, Roma


Ai seguenti link i video completi delle audizioni:

video - BONUS CULTURA http://webtv.senato.it/webtv_comm_hq?video_evento=431
video - FUS http://webtv.senato.it/4621?video_evento=426


“Il principale problema del Fondo unico per lo spettacolo (Fus) è che manca il controllo su quello che è stato fatto con i finanziamenti elargiti. Andrebbe creato un Osservatorio Permanente sulle opere finanziate con il Fus che, oltre a dare il denaro per gli anni a venire, riferisca su come state spese le risorse precedenti”. Lo ha detto Vincenzo Spera, presidente dell’Associazione italiana organizzatori e produttori spettacoli di musica dal vivo (Assomusica), nel corso dell’audizione in commissione Cultura del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul Fus.


FUS

“Per come è strutturato oggi, il sistema non può più funzionare a lungo -sottolinea Spera -. Attualmente è solo un chiedere soldi e questi non bastano mai. Le risorse del Fus vanno indirizzate e programmate. Serve una ristrutturazione con l’implementazione di criteri di differenziazione qualitativi certi e definiti”. Il presidente di Assomusica, associazione che riunisce oltre 120 impese che realizzano circa l’80 per cento dei concerti dal vivo in Italia, auspica quindi che “il Fus, da misura assistenzialista, assurga a stimolo per la ricerca della qualità, dell’innovazione, della perfezione artistica e della fruizione del pubblico”. Ma Spera evidenzia anche una “disparità di finanziamenti tra i territori, perché quelli che già sono in sofferenza e che faticano a far circolare la cultura, non ricevono neppure risorse adeguate”.


OSSERVATORIO PERMANENTE

Nel dettaglio, l’Osservatorio suggerito dal presidente Spera dovrebbe svolgere quattro compiti: monitorare la parte amministrativa e contabile della gestione del Fondo; parametrare l’allocazione delle risorse con nuovi criteri più rispondenti al merito, all’innovazione, al gradimento del pubblico, al pluralismo e alla diversificazione delle opere prodotte; quantificare le reali ripercussioni sui territori; verificare l’apprezzamento del pubblico e l’innovazione prodotta dagli spettacoli, secondo i canoni prestabiliti.


LEGGE SULLO SPETTACOLO DAL VIVO

Spera augura anche che veda la luce la legge sullo Spettacolo dal vivo, approvata sul finire della scorsa legislatura e in attesa dei decreti attuativi. “E’ un provvedimento atteso da oltre 30 anni – afferma il presidente di Assomusica – che per ora è solamente un contenitore di propositi: le misure fondamentali per il nostro settore, infatti, devono essere implementate e attuate da appositi decreti delegati. Malgrado le rassicurazioni da parte del ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, c’è un concreto timore che la scadenza delle deleghe legislative possa vanificare l’immenso lavoro svolto”. Il termine per l’adozione delle deleghe scade il prossimo 31 dicembre “pertanto – commenta Spera – sarebbe opportuno un rinvio per almeno tutto il 2019”. Nei prossimi giorni Assomusica trasmetterà alla commissione Cultura un documento contenente riflessioni e spunti sui decreti attuativi, “con l’auspicio che tali valutazioni possano agevolare i lav ori del Mibac”.


EUROPA CREATIVA

Spera si è infine soffermato sul nuovo programma “Europa creativa” per il periodo 2021-2027. “Il programma -ha detto il presidente di Assomusica – intende rafforzare la competitività dei settori culturali e creativi tra i quali, auspichiamo, anche quello della musica dal vivo ad oggi non citata. Anche a livello europeo è quindi necessario tutelare e valorizzare le professionalità che operano nel settore della musica dal vivo, garantendo particolare attenzione ai giovani artisti”.


Fonte: Ag|Cult