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LA MUSICA CHE RESISTE Concerti e artisti ko, VINCENZO SPERA: “Serve un reddito per tutti"

LA MUSICA CHE RESISTE 
Concerti e artisti ko, Spera: “Serve un reddito per tutti"


Sotto i colpi del 
coronavirus, anche la musica. E tutto il suo indotto. Concerti, eventi, live nei teatri e nei club, e tutte le aggregazioni in generale sono stati annullati, sospesi, spostati, alcuni a data da destinarsi. Perché se è vero che «la musica sta aiutando tutti noi con la presenza di artisti che si sono mobilitati per dare conforto ed emozioni nonostante il momento difficile», dice Vincenzo Spera, presidente di ELMA (European Live Music Association) e di Assomusica (associazione dei promotori e produttori italiani), è parimenti vero che tutta l'economia che ruota attorno alla musica, compreso il business della musica dal vivo, sta toccando i minimi storici.


Un'onda lunga - molto lunga - che muove un flusso che solitamente si aggira intorno ai 600 milioni l'anno, tutto compreso, e di cui non si riesce a fare una previsione di ripresa. «Se si guarda il dato fino alla fine dei primi provvedimenti e cioè al 3 aprile, sono circa 3mila i concerti sospesi: il 60% riprogrammato, il 17% annullato, con una perdita di circa 40 milioni. Se si va avanti fino a maggio, come è quasi certo, il totale degli eventi sospesi sale a 4.200 con una ulteriore perdita di altri 23 milioni. Totale 63 milioni di perdite. Per non contare i danni se la chiusura si dovesse prorogare ancora di mesi», continua Spera. «La filiera è complessa e diversificata. Per avere utili, il cunicolo è stretto. La stratificazione riguarda più livelli e urge che il governo pensi al più presto a misure a sostegno che contengano il danno. Primo fra tutti, dare un
 reddito garantito ai lavoratori dell'intera filiera». Da Renzi a Grillo, come succede già in altri paesi dell'Unione Europea, la proposta era stata avanzata. Ma mai messa in pratica. «Sospensione dei versamenti IVA e possibilità del conguaglio a credito per le aziende che hanno subito gli annullamenti o spostamento temporale dei concerti, blocco mutui e leasing per acquisto location e tecnologie, indennizzi alle imprese di spettacolo per i cali di fatturato sopra il 25%, detassazioni e fideiussione garantita dal governo, sono tra le azioni più urgenti».


Intanto, per i concerti annullati è possibile richiedere - nel circuito di vendita ed entro 30 giorni - il voucher del valore dell'acquisto del biglietto che potrà essere utilizzato dallo spettatore entro un anno per uno o più concerti del valore del voucher. E l'idea di fare concerti in streaming? «Era nelle mie idee già anni fa - conclude Spera - Ma il live, nel suo essere live di rapporto con pubblico e tutto il resto, non è sostituibile, pensavo. Ad averlo fatto, sarebbe stato ora in parte una salvezza».

 


by Rita Vecchio - LEGGO Magazine https://www.leggo.it/spettacoli/musica/coronavirus_musica_spettacoli_ultime_notizie-5142879.html