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Contratto a chiamata per gli eventi

È possibile stipulare contratti di lavoro intermittente con gli operai addetti all'installazione o smontaggio del palco per spettacoli o strutture per eventi.

Le condizioni sono stabilite dal ministero del Lavoro con la lettera circolare 5286 del 13 marzo che modifica in parte il parere espresso sullo stesso argomento con l'interpello 7 del 30 gennaio scorso. Infatti, in occasione dell'interpello, il ministero aveva ritenuto che per poter aderire alla legittima costituzione di contratti di lavoro intermittente per tali categorie di addetti occorreva verificare se le attività cui questi erano preposti potessero essere ricondotte nell'ambito dei numeri 43 e 46 della tabella allegata al regio decreto 2657/1923, recante l'elenco delle attività a carattere discontinuo con riferimento alle quali è consentita la stipulazione di contratti di lavoro intermittente. Mentre il numero 43 contempla le attività espletate da «operai addetti agli spettacoli teatrali, cinematografici e televisivi», il numero 46 si riferisce alle figure degli «operai addobbatori o apparitori per cerimonie civili e religiose».

Da qui l'iniziale parere ministeriale di escludere la possibilità di instaurare contratti di lavoro intermittente con gli addetti all'installazione/smontaggio/allestimento di palchi, stand o strutture di ingegneria civile in occasione di concerti spettacoli, fiere, congressi e manifestazioni sportive, in quanto attività preparatorie o successive – seppure funzionalmente connesse – all'evento e allo spettacolo.

Con la lettera circolare del 13 marzo il ministero è ritornato su tale decisione precisando che l'esclusione opera solo nella misura in cui i suddetti lavoratori risultino incaricati «unicamente» all'installazione/smontaggio/allestimento dei palchi, ovvero a espletare attività di natura logistica precedente o successiva rispetto all'evento e allo spettacolo.

Invece nella diversa ipotesi in cui tali lavoratori siano impiegati dalle imprese dello spettacolo in attività «non esclusivamente» di preparazione o successive all'evento, ma pienamente integrate nell'evento stesso o nello spettacolo, quali, per esempio, nel controllo luci, casse acustiche, microfoni, appare possibile l'utilizzo del contratto di lavoro intermittente, mediante rinvio alle categorie professionali contemplate nei richiamati punti 43 e 46 del regio decreto 2657/1923.

Ovviamente, i pareri espressi non modificano le causali, che in linea generale legittimano il ricorso al lavoro intermittente, siano esse quelle di carattere soggettivo previste dall'articolo 34 del decreto legislativo 276/2003 (soggetti in stato di disoccupazione con meno di 25 anni ovvero con più di 45 anni che siano stati espulsi dal ciclo produttivo o siano iscritti nelle liste di mobilità e di collocamento), che quelle oggettive di cui al successivo articolo 40, se previste dalla contrattazione collettiva nazionale.

Last modified onMartedì, 18 Marzo 2014 10:46