Ai concerti al Franchi 38mila da fuori Toscana
- Scritto da Assomusica Roma
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OLTRE 165 mila spettatori con una media di 33 mila presenze a concerto e un 26 per cento ( per un totale di 38 mila persone) proveniente da fuori Toscana. 800 gli spettatori arrivati dall'estero: Svizzera, Germania, Austria, Spagna, Stati Uniti. 16.200 biglietti di Trenitalia venduti per raggiungere Firenze, 23 mila gli euro raccolti a sostegno di associazioni di volontariato.
Sono le cifre dei tré concerti allo stadio Franchi: Vasco Rossi, Tiziano Ferro, Jovanotti. Che la Prg, la società che li ha organizzati — e che ora sta trattando per portare all'Opera di Firenze Keith Jarrett — rende note proprio nel giorno in cui David Gilmour al Visarno fa da sigillo all'Estate Fiorentina. Cifre che snocciolano anche dati occupazionali confortanti: « Solo per i servizi di facchinaggio, assistenza e ristorazione svolti da società locali — raccontano Massimo Gramigni e Claudio Bertini — è stato calcolato un monte ore-lavoro corrispondente a quello di dodici dipendenti a tempo pieno per un anno».
Come rispondono le istituzioni a questi numeri?
Bertini: «Le amministrazioni comunali intervengono là dove si registrano emergenze. Se ci fosse totale assenza di spettacoli, probabilmente entrerebbero in campo». Gramigni: «Noi continuiamo a prendere atto dell'investimento pubblico altissimo nella musica classica, a fronte ad esempio di un contributo che la Prg ha erogato per il rifacimento del campo del Franchi: 180 mila euro, ovvero ciò che avremmo pagato di materiale per coprirlo, ma che stavoltta non abbiamo utilizzato proprio in vista dei lavori».
Molti promoter toscani sono in polemica con la Regione perché, dicono, potrebbe fare di più per la musica pop, rock o jazz. A livello di finanziamenti, ma non solo.
Gramigni: «La sensazione è che a contare non è quello che organizzi e come, ma l'assetto che ti sei dato.
Finanziare le associazioni culturali lascian do fuori le sri non solo è imperdonabile, ma antistorico. Intuire la legittimità e la congruità di eventi organizzati da privati dovrebbe essere uno dei primi compiti della pubblica amministrazione, soprattutto quando c'è ricaduta economica. Tutto il lavoro delle sri che in altri settori viene considerato un valore economico, nella cultura non ha diritto d'esistere, quando si parla di spettacolo si è buoni solo a distinguere tra profit e no profit. Io spesso consulto bandi europei dove viene richiesto non cosa sei, ma cosa fai. E se fai io ti do. Ma si sa, l'Italia è il Paese della pigrizia. La stessa che ha fatto morire "Toscana rock", l'operazione sul turismo legato ai concerti inventata dall'asses- sore Scaletti».
Però c'è la sensazione che, dopo l'estate della tripletta Madonna, Springsteen e Radiohead, Firenze rimanga fuori dal mercato degli artisti internazionali sia di grosso che di medio calibro. Gramigni: «Å' un problema di bacino d'utenza ridotto e di strutture efficienti che sono tante ma non possono competeré con le capienze del palasport di Bologna o di quello torinese.
La presenza di grandi festival estivi che godono di finanziamenti pubblici anche se esigui, fa il resto». Bertini: «Ma se guardiamo al complesso degli eventi, la Toscana si colloca nella fascia più alta, europea direi, di frequenza di spettacoli».
Il sindaco Nardella vuole fare di Firenze la città dove si progetta un nuo- Finanziare le associazioni culturali e lasciar fuori lesrièatto assurdo e antistorico LE ALTRE Non si può competeré con città più grandi, ma la Toscana nel suo è forte vo modo di organizzare eventi live attraverso un progetto di snellimento burocratico. Cosa ne pensate? Gramigni: «L'osserviamo con curiosità, ma prima di tutto si deve lavorare ad una legge nazionale sulla musica dal vivo che unifichi le procedure e non le dissemini in ministeri diversi. E che si stabiliscano un nuovo statuto e nuove funzioni della Siae a favore di un'idea dello spettacolo come identità nel mondo dell'Italia. Un soggetto che potrebbe dare sostegno finanziario esiste: è l'Istituto del credito sportivo, che dovrebbe occuparsi anche di cultura. Ma è commissariato da quattro anni».
Fonte:
REPUBBLICA FIRENZE a pag. 11
Firenze: "Ai concerti al Franchi 38mila da fuori Toscana``
di Fulvioi Paloscia
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