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Genova, la vera cultura la faranno i concerti

L’estate è stata la stagion edella carestia, con i grandi tour italiani, da quello di Jovanotti a quello di Tiziano Ferro tagliati fuori da Genova per i problemi strutturali del Ferraris dove non passano i tir con le strutture per i palchi. E anche per i problemi altrettantoc strutturali delle amministrazioni locali - Comune e Regione - che continuano a sottovalutare l’importanza strategica dei grandi concerti.

Dal punto di vista culturale, certo. Ma anche dal punto di vista economico: per un euro speso in un concerto, spesso all’amministrazione ne tornano tre. E i dati sulle presenze alla rassegnaestiva al Porto Anticolo confermano. Ora, è arrivato l’autunno. E, se c’è un tempo per la carestia, c’è un tempo anche per la manna. Con un cartellone che sarà ottimo e abbondante.

Ma che dipende esclusivamente dalla capacità di investire e di rischiare in prima persona degli organizzatori, che cimettono soldi,ideee passione.Senza che dalle casse pubbliche arrivi un centesimo, se non - almassimo - un patrocinio che permette di affiggere i manifesti a un prezzo leggermente ridotto. Insomma, anzichè blandirli,coccolarli e far loro ponti d’oro, li snobbano. In particolare, i due bene meriti assoluti della situazione sono Vincenzo Spera, patron della Duemilagrandieventi di cui raccontiamo anche nell’articolo qui sotto, e Savina Savini Scerniche,insieme a tutta la sua squadra, ha trasformato il Politeama Genovese nella seconda casa della musica:

sia conconcerti organizzati direttamente e  in prima persona,

sia affittando la sua sala proprio a Spera. Insomma, siamo a Bonnie e Clyde della musica a Genova, con la particolarità che i colpi vanno sempre a segno e che marciano divisi per colpire uniti.

Dove ad essere colpita da Vincenzoe Savina è l’incapacità atavicadi capire il valore della cultura per il futuro di una città e di una regione. Loro, con la cultura, anche musicale, ci mangiano.

E c’è anche un tocco di teatro popolare, spettacoli che non sono concerti, ma hanno la stessa forza culturale e organizzativa: al Politeama il 14,15 e16 novembre andrà in scena L’ora del Rosario, show musicale e teatrale di Fiorello, qua si una prima serata del grande sabato sera televisivo di una volta portata a teatro. Mentre il 18 e il 19 marzo al 105 Stadium, Savina e i  suoi gioielli di famiglia, da Danilo Staitia Lara Ziggiotto, spettacolo nello spettacolo, andranno in trasferta alla Fiumara per lo show di Aldo, Giovanni e Giacomo, in una riproposizione di alcuni dei loro personaggi più popolari. Insomma, eventi veri. Matorniamo ai concerti: si è partiti martedì con Malika Ayane al Politeama e si continua domani sera alle 21 al 105 Stadium della Fiumara con Cesare Cremonini e il suo Piùchelogicotour, seconda parte di un discorso iniziato proprio sullo stesso palco l’altr’anno con il coinvolgimento dei fans addirittura come musicisti delle sue canzoni. Insomma, fidatevi, ne  vale la pena: siamodi fronte a un concerto doc. Poi, martedì, sempre alle 21 e sempre al 105 Stadium di Sampierdarena, sarà il turno di Max Pezzali. Il penultimo concerto alla Fiumara era stato un po’ troppo didascalico e da vorrei ma non posso, l’ultimo è stato straordinario, confermando la crescita, artistica, musicale e diproduzione dell’artista che ha saputo interpretare meglio di tutti la generazione dei quarantenni.

Altri due giorni e doppio appuntamento: giovedì 29 alle 21alPoliteama tocca a Jack Savoretti diventato in pochi mesi un punto di riferimento e un beniamino del popolo genoano, grazie al tifo rossoblù ereditato dal nonno, e

mezz’ora dopo alla Claque, quasi la dependance del Teatro della Tosse al Le mosche tour di Pacifico,

il cantautore milanese Gino DeCrescenzo, che si è ritagliato il ruolo di miglior scrittore di te sti italiano in pochi anni.

Gino riesce ad abbinare sensibilità ad ironia e lo spettacolodeLaclaqueneivicolicome già il precedente ospitato propriosullo stesso palco - si preannuncia come un capolavoro sia musicale, sia teatrale, anche grazie alla presenza di Neri Marcorè incoppia con Pacifico. Che, a Genova, è un po’ di casa, avendo scritto in unalbergo affacciato sul porto gran parte dell’ultimo bellissimo album di Malika, Naif.

Novembre si apre con Nek reduce dal suo maggiore successo discograficoe animale da rotazioni radiofoniche che sarà sabato7 alle 21 al Carlo Felice e continua lunedì 9 al Politeama con Marco Masini e il suo

Cronologiatour, praticamente la raccolta definitiva della carriera dell’artista toscano,

da Disperato inpoi. E,sempre al Politeama, il 26 novembre alle 21toccherà a Raf, anche in questo caso con un concerto di «tutti singoli », da cantare dall’inizio allafine.

Arriviamo a Natale ches arà contrassegnato, all’antivigilia, al Carlo Felice dal concerto di Mario Biondi in programma il 23 dicembre alle 21 e natalizio per tono, impostazione, repertorio e pubblico. Insomma, perfetto  lì.

 

E il 2016? In questo caso, ovviamente, il programma è più sfumato e ci saranno certamente dei nuovi ingressi:

ma due no mi si possono già fare, entrambia maggio. Il  9 al Politeama tornerà per l’ennesimo esaurito e l’ennesimo «solo posti in piedi» Massimo Ranieri, con il suo Sogno e son desto 3,quasi

un neverending tour che attraversas tagioni, teatri,cambiando titolo, ma non passione e canovaccio.

Quest’anno l’appuntamento era previsto in un primo tempo per il 7 febbraio, ma «improrogabili impegni dell’artista »hanno fatto slittare di tre mesi la data.

Nessun problema, perchè nel regno di Savina, Ranieri è praticamente di casa.

Qualche giorno prima, il 4 maggio, al 105 stadium della Fiumara sarà il turno di Marco Mengoni per quello che si preannuncia come il concerto dell’anno, capace di abbinare la passione delle ragazzine a un percorso musicale che, da La valle dei re in poi, passando per Guerriero e tutto l’album Parole in circolo, sta facendo registrare una crescita continua e costante, culminata negli ultimi giorni nel nuovosingoloTihovolutobeneveramente. E, cosìcomeper Pacifico, c’è lo zampino della Liguria, visto che i testi con Fortunato Zampaglione sono stati scritti «in un paesino sperduto»della nostra Regione.

Aria buona, evidentemente.

Last modified onVenerdì, 23 Ottobre 2015 11:22