Speranza Scappucci e il genere nella musica
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«Direttore o direttrice non importa, ma non chiamatemi maestra»: lo spiega Speranza Scappucci, intervistata dalla Stampa. La direttrice d’orchestra sarà al Regio di Torino per la Cenerentola di Rossini ma spiega che le diatribe sul genere non le interessano: «Come diceva Nadia Boulanger, dimentichiamoci che sono una donna e parliamo di musica».
L’unico appellativo su cui conta particolarmente è quello di Maestro: «Per favore, Maestro e non Maestra, che fa subito scuola elementare». Ha poi spiegato che cosa significhi essere considerata un direttore «giovane»: «L’età è soltanto un numero. Io ho 42 anni, ma dirigo soltanto da quattro. E poi uno può essere giovane anche da vecchio. Per esempio, com’è stato fino all’ultimo giorno Nikolaus Harnoncourt».