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«La musica in streaming, danno e possibilità per l’industria americana»

 La musica in streaming è diventata il maggior introito per l’industria musicale, superando i download. Dal punto di vista delle compagnie di streaming, però, hanno continuato ad aumentare i costi per le alte royalty che chiedono compagnie discografiche e artisti. La Recording Industry Association of America sta però cercando di combattere proprio lo streaming chiedendo leggi più severe.

Le nuove tecnologie, così, sembrano minacciare un sistema esistente spingendo i titani della musica a proteggere il loro «castello di carte» e mantenere in vita il modello che hanno usato finora, commenta su Dailycaller.com il presidente dell’associazione per la liberalizzazione del mercato, la Center for Freedom and Prosperity, Andrew Quinlan.

«Il Songwriter’s Equity Act proposto da Marsha Blackburn aveva cercato di distruggere l’industria dello streaming musicale sul nascere aumentando le tariffe imposte alle piattaforme musicali. Dall’altra parte l’industria ha cercato di scuotere anche le emittenti radio, che valgono centinaia di milioni di dollari in pubblicità gratuita per i prodotti dell’industria discografica e hanno il divieto per legge di chiedere soldi per passare i dischi. Nonostante questo, l’industria vorrebbe che le radio pagassero per la musica che trasmettono» ha spiegato Quinlan.