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Repubblica.it: Nesli, perché Soundreef è necessaria: "Ha ragione Fedez, basta con il monopolio Siae"

“Questo non è un mercato davvero libero, è una libertà con le catene. Spero che presto si possa uscire dalle polemiche e passare a una competizione vera e sana tra Siae e Soundreef”. I toni non potrebbero essere più diversi da quelli di Fedez: di sé Francesco Tarducci, in arte Nesli, dice di non essere un rivoluzionario e di non avere ragioni per attaccare la Società autori ed editori. La scelta del 36enne rapper marchigiano però è la stessa del più giovane collega di versi milanese: anche lui da gennaio ha lasciato Siae e affidato la gestione delle proprie royalty a Soundreef: “Nel mondo della musica stiamo vivendo un periodo di enorme cambiamento, il monopolio non ha più senso”.

“Siae continua a raccogliere i diritti sui miei concerti”, ha denunciato Fedez a Repubblica. Lei sta avendo le stesse difficoltà dopo essere passato a Soundreef?     
“Non ho avuto gli stessi problemi, sto riscuotendo regolarmente. Anche se a differenza di Fedez, che ha appena concluso un tour da tutto esaurito in stadi e palazzetti, finora ho fatto pochi eventi dal vivo. Partirò con un tour dopo l’estate”.


Teme che Siae possa fare pressione sugli organizzatori delle date perché continuino a versare a lei le royalty? 
“Non lo escludo, ma se dovesse succedere avrò un esempio da usare per difendermi. Fedez è una persona che stimo, uno che non si nasconde. Anche se nel mio caso sono io l’unico autore delle canzoni, quindi Siae non potrebbe sostenere il diritto a raccogliere comunque i diritti nell’interesse degli altri autori”.

Le sembra un’obiezione convincente? Sarebbe così difficile separare la parte che spetta agli autori iscritti a Soundreef e quella che spetta agli iscritti Siae?
“In realtà no, nel nostro mondo si firmano dei contratti che entrano molto nello specifico. Ma vede, io mi sono iscritto a Soundreef perché ho visto la possibilità di un’alternativa innovativa. Non ho motivi per denigrare Siae e voglio credere nella sua buonafede quando dice che i soldi dei diritti saranno comunque girati agli autori a cui spettano. D’altra parte sono d’accordo con Fedez quando dice che non vuole incassare dopo due anni, i tempi di Siae, ma subito come garantisce Soundreef. Spero che nel frattempo i toni si abbassino e si trovi una soluzione”.

Eppure Siae non sembra così in buonafede. Almeno a sentire l’Antitrust, che indaga su una serie di pratiche contrarie alla concorrenza.
“Il punto è che la legge è stata scritta male. Si dice all’artista che può affidare a chi vuole la gestione dei suoi diritti, ma allo stesso tempo la raccolta deve passare da Siae. Questo non è un mercato libero, ma una libertà con le catene. E offre a Siae un assist per eventuali pratiche scorrette, per comportarsi da padre e padrone”.

Ha fiducia che la politica possa e voglia trovare una soluzione? Il ministro Franceschini ha detto chiaramente che secondo lui il monopolio affidato a una società senza scopo di lucro è la soluzione migliore per l’Italia, anche per tutelare gli artisti minori.
“Ma se davvero fosse la soluzione migliore non ci sarebbe la necessità di difendere Siae con un monopolio. Siete convinti che faccia l’interesse degli artisti minori? Mettiamo questa teoria alla prova dei fatti liberando il mercato e vediamo quanti restano e quanto cambiano. Io mi auguro che quella che stiamo vedendo sia solo la prima reazione a un cambiamento”.

E se così non fosse, come finirà questa guerra dei diritti?
“Sono convinto che in un mercato aperto Siae e Soundreef possono tranquillamente coesistere. La raccolta dei diritti nei piccoli locali per esempio non potrà che essere effettuata dalla Società autori attraverso la sua rete di agenti. D’altra parte il nostro settore sta vivendo delle trasformazioni epocali, per esempio quella nei rapporti tra artisti, major e piattaforme web. La nascita di Soundreef, il suo successo, la sfida con Siae, sono altri sintomi di questa rigenerazione e credo che tra le due parti, una che attacca e una che si difende, alla fine saranno i professionisti, musicisti e utilizzatori, a dire l’ultima parola”.

Last modified onGiovedì, 15 Giugno 2017 18:31