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Torna il Record Store Day, una festa per «investire» sul disco in vinile

C’è stato un tempo in cui la musica aveva solo e soltanto forma fisica. E piuttosto ingombrante, quanto può esserlo un cerchio di vinile nero avvolto nel cartone patinato. Non la riproducevi in streaming, non la scaricavi, al contrario: la «caricavi» sotto braccio, con l’ansia tipicamente giovanile di chi pretende a tutti i costi di condividere le proprie passioni con il mondo.

Parliamo del tempo glorioso dei cari, vecchi negozi di dischi, quei sottoscala polverosi nei quali le agguerrite tribù degli «audiofili» almeno una volta a settimana si recavano con scrupolosa devozione, manco si trattasse di andare a messa. Un universo che agli inizi del nuovo millennio sembrava in declino, almeno dopo i colpi mortali infertigli dall’incombere sul mercato delle grandi catene della distribuzione audio-video e soprattutto dall’avvento dell’era del libero download. Curioso a dirsi: oggi, in epoca di piena dematerializzazione della musica, con lo streaming che diventa il segmento trainante della musica e Spotify quotata in Borsa, il vinile è tornato. Rappresenta una nicchia di mercato, ma comunque una nicchia in crescita.

Una «festa» lunga 11 anni
È questo lo spirito che, sabato 21 aprile, nei negozi indipendenti sparsi in giro per il mondo animerà l’11esima edizione del Record Store Day, giornata mondiale di orgoglio del disco in vinile. Il format ideato negli Usa ormai è noto: le case discografiche distribuiscono, solo negli storici esercizi specializzati che aderiscono, edizioni limitate di singoli, Lp ed Ep contenenti qualche inedito di questo o quell’artista. Il tutto rigorosamente su supporto in vinile. Della serie: voi portate a casa una rarità del vostro artista preferito, noi facciamo un po’ di grana a sostegno della «causa». Si sa che, quando tratti con i fan, la leva giusta da muovere è quella del feticismo.

Dai Led Zeppelin agli U2
Anche quest’anno ce n’è per tutti i gusti: dal singolo 7 pollici dei Led Zeppelin Friends/Rock and roll al 12 pollici di Let’s dance di David Bowie, dalla ristampa in 3.500 copie di Their Satanic Majesties Request dei Rolling Stones al picture disc in 5mila copie di Lights of Home, estratto dall’ultima fatica discografica degli U2. Se poi vi garba qualcosa di più spinto, occhio al doppio a-side The Weight of History/Only Once Away My Son, nato dalla collaborazione tra Brian Eno e il chitarrista dei My Bloody Valentine Kevin Shields.

Una «nicchia» che continua a crescere
Ma quanto pesa realmente il vinile? In Italia, in termini assoluti, siamo a quota 13,4 milioni, ossia il 10% del mercato complessivo della musica incisa. La cifra non vi sembra esorbitante? Tenete conto che tra il 2016 e il 2017 l’incremento dei ricavi è stato del 46,7 per cento. E che rispetto al 2012, l’anno in cui il disco in vinile si è rimesso in moto, il balzo in avanti è stato addirittura il 579,3 per cento. Non c’è che dire: il segmento è letteralmente rinato. «La cosa interessante - sottolinea Enzo Mazza, presidente di Fimi, l’associazione confindustriale che riunisce le major - sta nel falto che il vinile non è più un fenomeno che riguarda il solo pubblico adult. Ci sono molti giovani, molti nativi digitali che ne sono incuriositi, iniziano a preferirlo e adesso cominciano a comprarlo. E per un motivo molto semplice: il vinile ti conduce oltre la semplice fruizione della musica. Col vinile è come se ti portassi a casa un pezzo del tuo artista preferito».

E allora non vi resta altro da fare che scegliere il posto adatto per festeggiare il «vostro» Record Store Day. A Milano, per esempio, in zona Sant’Ambrogio i Distratti, Tommaso Toma e Billboard presentano una giornata con dj set (gli ospiti saranno invitati a portare e suonare i loro 45 giri della vita), live, proiezioni di film, un mercatino dell’usato e un’anteprima esclusiva della mostra sul decennio ’68/’78 «Gioia e Rivoluzione» in programma dal 3 al 27 maggio allo Spazio Oberdan. A Roma nei due negozi di Radiation sarà disponibile il 45 giri picture disc di Good Rockin’ Tonight di Lemmy Kilmister & Johnny Ramone, mentre il synth punk dal vivo degli Holiday Inn riscalderà il nuovo punto vendita al Pigneto. Da Rubber Soul a Torino risuona l’acid rock degli Effervescent Elephants, con la ristampa in edizione limitata dell’album Something To Say, mentre a Salerno, da Disclan, va di scena la Compagnia Daltrocanto con l’esec

Quando passione e fortuna fanno la differenza
Amici vinilmaniaci, rompete il salvadanaio. E chissà che il Record Store Day 2018 non vi regali un investimento imprevisto quanto memorabile. Perché i dischi, come dice Giuseppe Verrini, uno tra i più grandi collezionisti italiani di vinile con a casa qualcosa come 75mila titoli, «quando escono costano tutti uguale, poi il tempo stabilisce quali sono i pezzi che valgono, sulla base di innumerevoli variabili. Perciò l’unico consiglio che si può dare a un appassionato è molto semplice: ascolta la musica che ti piace». La fortuna potrebbe fare il resto.uzione dell’album Di terra, di mare e di stelle. Danex a Firenze presenta in anteprima la ristampa targata Archeo di Viaggio Tribale di Toni Esposito, mentre a Gallarate (Varese) nella roccaforte di Carù si alternano The Rad Trads, Andrea Parodi, Radoslav Lorkovic e Paul Henriksen.