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Arena di Verona, a rischio i dipendenti e la stagione estiva

 La situazione dell’Arena di Verona è a rischio. La Fondazione, infatti, potrebbe essere messa in liquidazione come è stato deciso durante una riunione del consiglio di indirizzo con il sindaco Flavio Tosi. Mercoledì, infatti, i lavoratori dell’Arena, circa trecento fra orchestrali, ballerini, tecnici e amministrativi, hanno bocciato un protocollo d’intesa firmato dai sindacati che avrebbe portato tagli al costo del lavoro per quattro milioni di euro l’anno ma non i licenziamenti che erano stati previsti a gennaio.

Ora, invece, i lavoratori rischiano di essere licenziati e la stagione lirica estiva potrebbe essere organizzata in un altro modo. «Dovrà essere definito un altro strumento che organizzi in maniera più privatistica la stagione estiva in Arena. La decisione sciagurata dei lavoratori comporta l’azzeramento di tutti i posti di lavoro» ha spiegato il sindaco, che conta su introiti per circa mezzo miliardo in tutta la città grazie alla lirica. «Viste le tensioni sindacali e la conflittualità in atto», ha aggiunto Tosi, «non c’è la garanzia che si possa tenere serenamente una stagiona lirica estiva né che si ottenga il pareggio di bilancio poiché il voto dei lavoratori è costato l’impossibilità di aderire alla legge Bray». Il sindaco, che la prossima settimana andrà a colloquio con il ministro Franceschini, ha assicurato che il Comune «è in grado di organizzare in proprio la stagione lirica».

Lunedì sarà inviata la richiesta per la liquidazione coatta dell’ente al ministero dei Beni culturali, mossa che porterebbe al licenziamento di tutti i dipendenti. Il ministro Dario Franceschini potrebbe scegliere un’altra strada, come il commissariamento: l’Arena ha infatti in questo momento debiti per quasi 25 milioni di euro che avrebbe potuto cercare di risanare con contributi straordinari del Comune di Verona oltre ai fondi della legge Bray per le fondazione liriche in difficoltà e al piano di risanamento che era stato proposto ai sindacati.