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Parigi, il rock tra paura e disdette. Assomusica: "Non militarizziamo i concerti"

ROMA - La musica al tempo del terrorismo, i live dopo la strage al teatro Bataclan venerdì 13 novembre nel mezzo del concerto degli americani Eagles of Death Metal. Un effetto domino che ha visto tour posticipati, concerti annullati, quasi tutti i grandi nomi del rock e del pop hanno rinunciato al palco: uno dopo l'altro hanno comunicato la decisione gli U2 che avrebbero dovuto esibirsi proprio a Parigi; e poi i Foo Fighters, i Motörhead, Marilyn Manson, i Mercury Rev. Persino Prince, che avrebbe cominciato il suo tour soltanto a fine mese dalla Konzerthaus di Vienna, rinuncia al tour "Piano e voce" che l'avrebbe portato il 15 dicembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano. 

A Parigi venerdì sera c'era anche Carmen Consoli, non era lontana dai luoghi colpiti dagli attacchi terroristici. Sconvolta da quanto stava accadendo, la cantautrice siciliana ha affidato le sue parole alla pagina Facebook: "Venerdì ero a Parigi, ho trascorso la serata e la notte rintanata ad ascoltare rumori sinistri salire dalla strada: spari, urla, sirene. Ho atteso e riflettuto, ma non posso cantare: il canto mi si ferma in gola. Tornerò presto sul palco, ma non ora. Il tour estero dovrà attendere. La musica, l'arte sono espressione di bellezza e fonte di grande felicità. Mi perdonerete, quindi, se in questo momento non riesco a trovare nel mio cuore la gioia che mi ha sempre spinta a suonare. Scusatemi... À bientôt, Paris. Carmen". 

Non tutti rinunciano, c'è anche chi resiste: la sera dopo il massacro di Parigi, Madonna sale sul palco a Stoccolma per una data del tour mondiale e tiene un discorso di dieci minuti prima di cantare tra le lacrime una versione acustica di Like a prayer: "Stavo per cancellare il mio concerto ma poi mi sono detta: perché dovrei permettere loro di fermarci dal godere della nostra libertà?", dice rendendo omaggio ai ragazzi uccisi davanti al palco del Bataclan. E tra chi decide di continuare anche se con misure e controlli rinforzati c'è Bob Dylan che porta il suo neverending tour in questi giorni in Italia.

"Abbiamo assistito increduli e scioccati a quanto accaduto a Parigi e i nostri cuori sono per le vittime e le loro famiglie", hanno scritto Bono e gli altri membri degli U2 prima di cancellare le date nella capitale francese. Dave Grohl e i Foo Fighters hanno annullato le ultime quattro date del tour europeo, li aspettavano a Parigi, a Torino, a Lione e a Barcellona. Il loro messaggio è una triste presa d'atto: "Alla luce di questa violenza senza senso la chiusura delle frontiere e il lutto internazionale, non possiamo continuare in questo momento. Non c'è altro modo per dirlo. Tutto ciò è pazzesco e fa schifo. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con tutti coloro che sono stati colpiti o che hanno perso una persona cara". Anche i Coldplay, che avevano in programma in America un'anteprima live del nuovo album scelgono di fermarsi non prima di aver dedicato una speciale versione di Imagine in ricordo delle vittime.

Jovanotti spiega: "Negli ultimi dieci giorni abbiamo montato lo spettacolo, ma sono stati dieci giorni pazzeschi. In un attimo è cambiato tutto, Parigi ci ha colpito e ci siamo chiesti: 'Cosa stiamo facendo?'. Ma che altro possiamo fare se non questo?". Il cantante, che non ha mai pensato di cancellare i suoi live ("non sarebbe giusto, anche se non è facile ora andare in giro con uno show"), è pronto per il debutto del tour nei palasport questa sera a Rimini.

A Parigi, subito dopo gli attacchi terroristici, quasi tutti i concerti in programma sono stati annullati. Ma da l'altro ieri , con gli Stiff Little Fingers, la capitale francese ha riaperto le porte dei locali al rock mentre l'Opéra Bastille riapre con l'Elisir d'amore di Donizetti, in una messinscena che si è aperta sulle note della Marsigliese. Segnali contrastanti arrivano dal cinema. Mentre infatti ha riaperto in tutta la Francia la catena più grande e importante del paese, il circuito Gaumont-Pathe, vengono rinviati molti nuovi debutti, in particolare è stata posticipata l'uscita di Jane Got a Gun con Natalie Portman, la cui premiere è stata posticipata all'inizio del prossimo anno, e tutto fa credere che nella decisione dei distributori un peso non indifferente l'abbia avuto il titolo. Anche altre premiere hanno subito lo stesso destino: sono stati cancellate le prime di Bridge of Spies di Steven Spielberg, Mia madre di Nanni Moretti, e ancora Steve Jobs e Legend con Tom-Hardy. La Gaumont conferma invece l'uscita di un piccolo anche se importante film d'autore come L'hermine con Fabrice Luchini, visto al Festival di Venezia. "In un contesto tanto drammatico" ha commentato Matthieu Tarot, che ha prodotto il film con la sua Albertine Productions, "siamo felici per la riapertura dei cinema parigini. Condividere la visione di un film in una sala buia significa condividere un momento di piacere, gioia, emozione e riflessione".  

Messaggi di solidarietà sono arrivati da molti importanti locali che ospitano musica dal vivo in Italia, dal Bronson di Ravenna al Lokomotiv e dall'Estragon di Bologna, fino all'Hiroshima mon amour di Torino. "La musica è l'unica cosa che non fa paura, non vuole averla e non speculerà su queste morti", hanno scritto in un messaggio dal Magnolia di Milano.

Secondo Vincenzo Spera, presidente di Assomusica, l'associazione di categoria dei promoter di musica dal vivo italiani, assicura controlli più rigorosi da parte dei suoi associati: "Non possiamo sostituirci in questo compito di controllo alle forze dell'ordine. Una disposizione ministeriale emanata ieri e trasmessa alla prefetture ha istituito dei tavoli di valutazione sul modello di quelli già esistenti per gli incontri calcistici: ogni caso verrà valutato singolarmente. Dal ministero dell'Interno si annunciano misure per i luoghi più grandi come gli stadi, magari con controlli anticipati rispetto al tempo degli ingressi, si parla di cani anti-esplosivo, e poi di controlli più accurati sugli spettatori al passaggio ai tornelli. Un piano di controlli di questo tipo è scattato per il concerto di Madonna a Torino". 

Da presidente di Assomusica, l'associazione che riunisce la grande maggioranza degli organizzatori di concerti in Italia, Spera annuncia misure per la sicurezza: "Per quanto di nostra competenza all'interno dei luoghi in cui si tengono i concerti, aumenteremo gli incaricati in sala e il livello di vigilanza, impartendo direttive più specifiche rispetto al passato. Ma non ci sentiamo sotto tiro perché ci occupiamo di musica, a Parigi sono stati colpiti luoghi del divertimento in genere. I concerti sono luoghi di pace e di socializzazione, bisogna dunque resistere all'idea di militarizzarli. La reazione dei giovani è stata subito positiva, affatto carica di terrore: venerdì e sabato nei luoghi della movida a Genova ho notato che le presenze non sono diminuite e parliamo di una movida multietnica, nessun sintomo di intolleranza e paura. D'altronde bisogna

anche resistere all'idea che quanto accaduto a Parigi possa alzare un muro intorno alla nostra libertà, perché le cose nel mondo accadono: dopodomani devo partire con un aereo, ora siccome gli aerei di tanto in tanto cadono io allora cosa faccio, non parto più?".

Fonte: Repubblica.it

http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2015/11/19/news/parigi_il_rock_tra_paura_e_disdette_assomusica_non_militarizziamo_i_concerti_-127659154/