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Cesare Cremonini: «Caro Renzi, non scordarlo anche la musica è cultura»

Il cantautore si racconta alla vigilia del nuovo disco live e del tour che partirà in autunno: «Vorrei chiedere al premier se sa cos’è la paura»

BOLOGNA. Intervistare Matteo Renzi, prepararsi a un futuro artisticamente nuovo, un disco live dopo dieci anni e un tour autunnale che fa tappa, dopo oltre tre anni, il 24 ottobre a Genova al 105 Stadium.
Cesare Cremonini si racconta nel suo studio di registrazione a Bologna: «Mi piacerebbe intervistare Matteo Renzi, io ho 35 anni e mi stupisce che lui ne abbia pochi più di me: è bello e importate che ci sia una generazione di questo tipo al governo del paese. Lui ha tanti impegni, bisogna capire che c’è una Italia che deve far muovere e questo ovviamente è più importante del mio desiderio, spero però che capiti la possibilità prima del tour. Tra le milioni di domande che mi vengono in mente la notte, ne ho alcune fondamentali, partendo dal presupposto che mi rivolgerei più alla persona che al politico.

Vorrei sapere se sa cosa è la paura, come essere umano e non come politico: dover traghettare l’Italia verso il futuro e senza l’aiuto di miracoli gli fa paura? Lui arriva apartita finita, gioca i supplementari ». E ancora: «Poi vorrei sapere se manderebbe suo figlio a studiare e lavorare all’estero, dove le cose si muovono più facilmente».

La terza domanda riguarda il suo mondo, la musica: «Gli vorrei chiedere, dandoper buono che le strutture scolastiche vanno rinnovate, edèuna priorità, e parlo da ex studente nostalgico che “Qualcosa di grande” e “Vorrei” le ha scritte sui banchi, perché gli impianti dove dobbiamo suonare sono così sgangherati, strutture che cadono a pezzi. La musica produce un enormeprofitto, l’indotto che crea è economia ma nel 2015 viene ancora offerta in luoghi inadeguati. Un Paese che vuole dare importanza alla cultura deve stare attento a questi aspetti. Il governo vuole dare valore a un’istruzione e una cultura divulgate in strutture adeguate: perché la musica non riceve lo stesso trattamento?».

Le due Italie Esistono due Italie, dice Cremoni: «Torino ha un palasport che fa crescere e valorizza la città, dove ho registrato ilmio “Più che logico (live)”. Poi c’è Napoli, la città della musica più importante al mondo, che ha il PalaPartenope che non le rende onore. Capisco che non sia un problema prioritario nel momento storico che stiamo vivendo ma neanche troppo da sottovalutare». Cesare Cremonini quando parte è un fiume in piena. Ama girare il mondo, è reduce da un viaggio negli Stati Uniti, consiglia ai giovani di conoscere altre realtà ma non perde di vista la sua Italia, grazie anche a Twitter e Facebook.
Lui li frequenta e vive entrambi ma invita alla moderazione: «I social sono un prolungamento vanitoso del proprio ego. Sono un buon veicolo per le notizie ma non fanno vendere dischi né biglietti per i concerti. La mattina sono la mia finestra sul mondo, scopro più notizie sui social che sui media o dai discorsi al bar». E da qui entra nell’abusato concetto del gratis, visto che l’informazione sui social non costa nulla. Al posto giusto «Sarebbe bello che nel 2015 gratis non fosse la musica, per la facilitàconcui si scarica,ma la sanità mondiale. Purtroppo è toccato alla musica, il resto lo pagate il doppio.
Sarebbe bello che gratis fossero i musei o il cibo per le famiglie in crisi o l’università ma questa è la realtà con cui dobbiamo confrontarci. Sono un artista fortunato: il primo disco del 1999 ha venduto 1,5 milioni di copie. Quel numero mi ha concesso dieci anni di libertà totale artistica che mi hanno permesso di costruire la carriera live nel momento in cui è fondamentale. Nelle sfortune sono sempre riuscito a essere al posto giusto al momento giusto. La musica oggi è diventata di tutti, sarebbe bello che lo fossero anche tante altrecose ».
Il futuro di Cremonini è scritto in quattro inediti molto diversi tra loro e che segnano un nuovo inizio: si intitolano “Buon viaggio”, “Lost in the weekend”, “Quasi quasi” e “46”.

E poi c’è il tour autunnale che sarà pieno di sorprese, unviaggio tra ilvecchio e il nuovo universo di Cesare Cremonini.

Last modified onSabato, 11 Aprile 2015 11:57