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Musica&Protesta: "Povera Italia tradita dai bugiardi"

  • Written by RENATO TORTAROLO
  • Published in Attualità

Il rapper non risparmia nessuno,dalla tv ai social network, da Fedez aVasco Rossi  

VIENE DA DIRE, io sto con Fabri Fibra.

Per una volta l’intenzione, il rischio di inimicarsi tutto e tutti, vale più di undisco solido come“Squallor” sul quale Fabrizio Tarducci, 38 anni, di Senigallia, non ha intenzione di profferire parola. Voglio proprio vedere cosa arriva alla gente dopo tanto rap e tante spiegazioni, è il suo pensiero.
Voglio essere sicuro che qualcosa rimanga, perché se così non fosse, se venissi frainteso, allora cambierebbe tutto. Difficile perché la sterminata foliazione di attacchi ad personam, citazioni nome e cognome, descrizionilivide e aspre è lo specchio delle nostre giornate. Non si salva nessuno, perché poco è recuperabile e non ci sono innocenti.
Abbiamo tradito un Paese, dice il rapper, e ionon ci sto più. Ci vuole coraggio a mandare in strada un disco così, perché subito il web si è ripetuto nella sua bulimia e ha cominciato a sfornare pezzi di canzoni, i testi ovvio, senza contestualizzarli né spiegare di cosa si parla. Fabri Fibra ha ragione a starsene zitto: se questo è il primo risultato di due anni di silenzio, da “Guerra e pace”, cercare di cambiare la testa a chi non vuole ascoltare sarebbe perfettamente inutile.
Così, mentre si trovano gli spunti più polemici, come “non uso mai l’inglese, ora faccio un’eccezione, fuck Fedez…”, cambiamo prospettiva: dove porta la frattura insanabile tra rap duro e puro e quello mainstream che sfrutta la televisione, da Miss Italia a XFactor?
A scoprire che esiste una controcultura, che non è appannaggio delle ultime formazioni politiche, specie di quelle estremiste, e che da lì si ripartirà per divulgare idee intelligenti, provocazioni robuste e una via d’uscita allo squallore evocato da Fabri Fibra. 

D’accordo, versi come “guardo le foto che mi posta questa scema, lei vorrebbe solo che le metta un mi piace, vogliono me non so perché né percome” da “Amnesia” o “ora tutti muovono la testa sulbeat, sì ma in pochi hanno capito oltre a questo cosa c’è… è triste ma la gente prende sempre la parte più facile, storie già viste…” da “Rock That Shit” sono subito assimilabili. Peccato che la maggior parte di chi oggi scopre la cattiveria di Fabri Fibra non abbia la minima idea della scena rap underground americana, giàpartita con il repulisti morale di un genere difficile da interpretare. Nicky Minaj è troppo commerciale per essere una buona rapper?
È a lei che sono dedicati i versi “se guardi bene questi video rap, non c’è rap solo fighe con dei culi giganteschi? Per nulla, la Minaj è una delle cinque vocalist hiphop più brave al mondo e Fibra lo sa benissimo. Diverso per tutto ciò che diventa stereotipo, come denuncia anche Kendrick Lamar, il predicatore che fustiga industria e discografici colpevoli di aver snaturato un genere rivoluzionario, non borghese. Al punto che molti jiahdisti lo hanno adottato come sillabario mentale.
Fibra ne è perfettamente cosciente, quindi con i sodali Marracash, Salmo, Clementino, Guè Pequeno, Nitro, Lucariello, Gel e il congolese Youssoupha, tutti nomi da paura, vuole riportare il rap a una purezza scomoda e intollerabile per chi ci marcia sopra.
A costo di essere frainteso: “Vasco” non è contro la rockstar, che tante ne ha fatte ma tante ne ha subite. Così come “Pablo Escobar” non va presa per simpatia al celebre e defunto re dei narcos ma per una provocazione. “ Meglio avere un figlio tossico che un figlio gay, conosco gente che lo pensa e che non pensa agli altri. 
Ma con 20 gr. vai in galera mica a un gay party, scrivo questo pezzo per farvi un po’ incazzare…” dice Fabri Fibra. Per molto meno, in passato, ti avrebbero crocifisso in un tribunale. Ora non si riconosce nemmeno più ciò che è protesta vera, convinti che se non passa per social o tv non è nulla. La rabbia non è un copione, le periferie non sono un mostro, l’ignoranza sì. Lo squallore non è essere brutti, ma vuoti.

O prevedibili. Pure un po’ patinati e social.

Questo è rap.

Last modified onMartedì, 14 Aprile 2015 09:05