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The Great Escape, ecco il programma del convegno a Brighton

Saranno 3500 i professionisti dell’industria musicale da tutto il mondo che parteciperanno a The Great Escape, il convegno che si terrà a Brighton, Inghilterra, dal 19 maggio.

Sarà il fondatore di Pledge Music Benji Rogers a parlare di blockchain, un metodo sperimentale di rendere la musica digitale più efficiente e trasparente.

Le nuove tecnologie, insomma, possono aiutare a realizzare un database per rendere i pagamenti più veloci e, anche, più giusti. La trasparenza, infatti, è un altro concetto chiave che sarà fra i temi del convegno. A sostenerlo saranno anche Sammy Andrews e Andy Edwards, esperti di musica digitale, e ancora una volta la tecnologia sarà il modo per risolvere i problemi. Tutti questi argomenti saranno sottoposti anche a manager, avvocati, editori e capi di etichette discografiche.

Trovare le domande giuste da porre ai servizi digitali è uno degli scopi di The Great Escape, e una di queste domande è: «E se Youtube fosse il futuro?». Il potenziale commerciale, infatti, fa da contrappeso al problema delle licenze. Bisogna, secondo la cofondatrice di Tracks2 Brittney Bean, che sarà una relatrice al convegno, anche capire quali contenuti funzionino davvero su Youtube, e parlare di questo sarà un compito in particolare per Tom Connaughton di Vevo, che si rivolgerà ad artisti, etichette e promoter.

Un’importante sessione di The Great Escape è dedicata ai futuri artisti. A loro è riservata la giornata del sabato con il programma DIY, acronimo per fai da te. I giovani artisti potranno fare musica insieme in tutti i generi e sarà loro spiegato come trovare un ingaggio, oltre a regole e trucchi del mestiere.

Un altro tema chiave sarà la salute mentale di chi fa parte della comunità musicale. Sarà Help Musicians UK, con il suo dirigente Richard Robinson, a raccontare come si possa svolgere questo lavoro di controllo, mentre Sally Gross dell’Università di Westminster parlerà di una nuova ricerca proprio sulla salute mentale nei professionisti della musica. «In un sondaggio commissionato di recente, il 70 per cento dei musicisti professionisti ha detto a Help Musicians UK di aver sofferto di problemi psicologici. Nessuno dovrebbe sacrificare la sua salute mentale per continuare a fare musica» ha spiegato Robinson.

E ancora, si parlerà di merchandise e di come siano in aumento le vendite di cd e altro.