Come cambierà lo streaming musicale nel 2017
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Con l’aumento esplosivo degli abbonamenti ai servizi in streaming, sono cresciuti dell’8.1 per cento rispetto al 2015 anche gli introiti delle case discografiche in questa fetta di mercato. Lo streaming era già diventato la risorsa più importante nel 2015 ma ci sono altri grandi cambiamenti in serbo per il prossimo anno.
Amazon e Soundcloud sono entrati in campo mentre Apple ha creato un nuovo interfaccia e Pandora prodotto un abbonamento premium che arriverà nei primi mesi del 2017. Spotify resta al primo posto fra le preferenze del pubblico. Un punto debole resta YouTube: le vendite di vinili hanno portato più introiti dei video sulla piattaforma, nonostante le pubblicità.
Un altro punto da chiarire è la pubblicazione di un album su una sola piattaforma da parte degli artisti, come l’album Endless di Frank Ocean.
Nel 2017, secondo il sito Fastcompany, il boom degli abbonamenti in streaming aumenterà ancora, grazie anche agli altoparlanti “intelligenti” di Amazon e Google. Lo streaming sta così diventando, sempre più, anche un affare di famiglia. Non ci sarebbe però spazio per tutte le piattaforme attualmente esistenti.
Continueranno invece le esclusive rilasciate su una sola piattaforma, almeno in modo momentaneo, anche se tenderanno a diminuire.
Anche le macchine impareranno sempre meglio a comporre musica, come il Watson di Ibm che è già a livello di una persona non di particolare talento. I computer sono comunque in grado di imparare la teoria musicale per utilizzare vari strumenti e diverse note e tempi. Google è al lavoro sul progetto Magenta. Le prospettive, riguardanti per esempio i videogiochi e la musica di sottofondo nei negozi, riguardano anche la produzione di musica senza pagamento di diritti.
Gli artisti, d’altro canto, hanno scoperto che le piattaforme in streaming aiutano la promozione anche dei talenti meno famosi, con iniziative come Discover Weekly di Spotify. I principali potrebbero invece pretendere una fetta maggiore dalle case discografiche o, in alcuni casi, evitarle proprio.
Secondo le previsioni, la realtà virtuale sarà un campo molto in crescita, con 30 miliardi di dollari entro il 2020. Sono già entrati in gioco Paul McCartney, U2, Björk, Coldplay e Deadmau5, con video o concerti.