Secondary ticketing, ecco chi è a favore
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Non ci sono solo le voci che vogliono leggi più severe contro i rivenditori di biglietti e in generale vogliono abolire il secondary ticketing. L'associazione americana dei venditori di biglietti, NATB, ha infatti lanciato la camoagna Protect Ticket Rights, con cui chiede che il mercato sia aperto e trasparente.
"Proprietari e rivenditori di biglietti hanno il diritto di acquistare e vendere i loro biglietti senza restrizioni ingiuste", hanno dichiarato, includendo i biglietti non trasferibili. Dall'altra parte, il vero fenomeno da criminalizzare sarebbero i ticket bot, programmi automatici per acquistare i biglietti in vendita online. Altrettanto negativi sono la vendita di un numero di biglietti inferiore alle possibilità e le tariffe di prevendita.“
Il modello ideale, spiega il presidente dell'associazione Gary Adler, è il mercato delle auto usate. "È come se, dopo l'acquisto di un'auto, il concessionario dicesse 'A proposito, se la vuoi vendere puoi farlo solo attraverso di noi, al prezzo che stabiliamo noi'. Queste pratiche illiberali esistono nel mondo degli eventi live. Nei miei 25 anni di carriera non ho mai visto tanti tentativi di punire i possessori di biglietti che vogliono rivenderli, solo perché gli attori principali vogliono comandare il mercato".
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