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IQ-Mag.net L'Italia pronta a vietare il secondary ticketing

E' stato approvato dalla Camera un emendamento alla finanziaria 2017 per criminalizzare il bagarinaggio.

L'emendamento, presentato dal Ministro della cultura Dario Franceschini, proibisce "la vendita o qualsiasi altra forma di collocamento di titoli di accesso ad attività di spettacolo effettuata da soggetto diverso dai titolari" e punisce con multe da 5.000 euro a 180.000 euro chi venga sorpreso in questa attività, sia online che fisicamente. 

I siti stessi di secondary ticketing saranno ritenuti responsabili se scoperti a facilitare la rivendita illegale di biglietti e soggetti alla "rimozione dei contenuti, o, nei casi più gravi, con l'oscuramento del sito web attraverso il quale la violazione è stata posta in essere, fatte salve le azioni risarcitorie". 

Mentre è ufficialmente proibito il bagarinaggio professionistico, l'emendamento permette la vendita occasionale dei biglietti non voluti, che non è "comunque sanzionata la vendita o qualsiasi altra forma di collocamento di titoli di accesso ad attività di spettacolo effettuata da una persona fisica in modo occasionale, purché senza finalità commerciali".

Quando la legge sarà passata, l'emendamento dovrà essere ancora approvato entro 30 giorni anche se una fonte interna alla situazione spiega che "sarà sicuramente approvata da tutti i partiti". 

Il passaggio dell'atto potrebbe, però, essere complicato dal referendum in arrivo sulla Costituzione italiana, dato che una vittoria del no, secondo gli analisti, potrebbe portare alle dimissioni del Primo ministro Matteo Renzi.

Il tentativo di rendere fuorilegge il secondary ticketing in Italia arriva dopo una serie di controversie nel mercato nate da un'ammissione del direttore generale di Live Nation Italy, Roberto de Luca, che la sua azienda aveva venduto biglietti direttamente a Viagogo, portando diversi artisti come Vasco Rossi a tagliare i legami con Live Nation.

I collegamenti diretti fra molti promoter nazionali e il mercato secondario sono stati resi pubblici dal programma televisivo Le Iene. Mentre molti promoter italiani hanno contratti di vendita esclusivi con la compagnia Ticketone, secondo quanto riportato nel programma i biglietti sul mercato primario sono venduti direttamente alle piattaforme secondarie a prezzo di costo, con il 90 per cento del guadagno poi passato ad alcuni promoter.

Live Nation Italy, che afferma che la collusione è relativa a "un piccolo numero di biglietti per una manciata di artisti internazionali" e che non ha mai "chiesto di mettere alcun biglietto su mercati secondari per artisti italiani" si è volontariamente ritirato dall'associazione dei promoter Assomusica.

La mossa è stata seguita da quella del promoter rivale Barley Arts, il cui direttore generale Claudio Trotta ha scritto una lettera aperta all'associazione spiegando che ha cessato di rappresentare l'associazione adeguatamente, avendo mancato di prendere una posizione precisa sull'argomento. 

Assomusica controbatte di aver provato a mettere la parola fine al fenomento del secondary ticketing e che sostiene pienamente l'emendamento di Franceschini. Con questa misura il governo ha fatto un passo deciso verso la risoluzione del problema, si legge in un comunicato di Assomusica, comprese forti multe per chi praticherà quest'attività.