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Vera minaccia o capro espiatorio, i bot visti dal sito britannico IQ

Da criminalizzare secondo quasi tutti gli esperti, i ticket bot sono al momento il capro espiatorio nella lotta al secondary ticketing. Per questo, il sito dedicato ai professionisti nel mondo musicale, IQ-mag, ha dedicato loro uno speciale da cui emerge che questa battaglia potrebbe far perdere di vista il quadro più ampio.

New York, la provincia canadese di Ontario e infine gli Stati Uniti hanno criminalizzato l’uso di questi metodi automatici per acquistare i biglietti, come si prepara a fare anche il Regno Unito e forse l’Australia. Lo stesso bando negli Stati Uniti, secondo l’associazione britannica per la tutela dei consumatori FanFair Alliance, è stata «sostenuta da aziende che gestiscono servizi di secondary ticketing».

Fra gli esperti intervistati da IQ, Reg Walker, dell’azienda per la sicurezza agli eventi Iridium, ha specificato che il bando è sicuramente positivo, nonostante ci siano problemi sistematici nel mercato dei biglietti, ma l’elemento principale è che «ogni legge funziona solo se viene fatta applicare». Dovrebbero infatti essere gli stessi siti per la vendita a denunciare l’uso dei bot. È semplice però, continua, capire quando un sito primario è stato attaccato dai bot.

Una voce dissonante è quella di Patrick Kirby, direttore della piattaforma Tixserve, che spiega come mettere troppa enfasi nella lotta ai bot potrebbe spingere verso la frode vera e propria. Altri bagarini professionisti, infatti, utilizzano altri metodi.

Adam Webb, di FanFair, ha commentato che il bando dei bot è positivo, ma bisogna dare altrettanta enfasi alle diverse iniziative del governo britannico in questo campo, «soprattutto la richiesta di una maggiore trasparenza».