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Segreteria Assomusica

Parigi, il rock tra paura e disdette. Assomusica: "Non militarizziamo i concerti"

ROMA - La musica al tempo del terrorismo, i live dopo la strage al teatro Bataclan venerdì 13 novembre nel mezzo del concerto degli americani Eagles of Death Metal. Un effetto domino che ha visto tour posticipati, concerti annullati, quasi tutti i grandi nomi del rock e del pop hanno rinunciato al palco: uno dopo l'altro hanno comunicato la decisione gli U2 che avrebbero dovuto esibirsi proprio a Parigi; e poi i Foo Fighters, i Motörhead, Marilyn Manson, i Mercury Rev. Persino Prince, che avrebbe cominciato il suo tour soltanto a fine mese dalla Konzerthaus di Vienna, rinuncia al tour "Piano e voce" che l'avrebbe portato il 15 dicembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano. 

A Parigi venerdì sera c'era anche Carmen Consoli, non era lontana dai luoghi colpiti dagli attacchi terroristici. Sconvolta da quanto stava accadendo, la cantautrice siciliana ha affidato le sue parole alla pagina Facebook: "Venerdì ero a Parigi, ho trascorso la serata e la notte rintanata ad ascoltare rumori sinistri salire dalla strada: spari, urla, sirene. Ho atteso e riflettuto, ma non posso cantare: il canto mi si ferma in gola. Tornerò presto sul palco, ma non ora. Il tour estero dovrà attendere. La musica, l'arte sono espressione di bellezza e fonte di grande felicità. Mi perdonerete, quindi, se in questo momento non riesco a trovare nel mio cuore la gioia che mi ha sempre spinta a suonare. Scusatemi... À bientôt, Paris. Carmen". 

Non tutti rinunciano, c'è anche chi resiste: la sera dopo il massacro di Parigi, Madonna sale sul palco a Stoccolma per una data del tour mondiale e tiene un discorso di dieci minuti prima di cantare tra le lacrime una versione acustica di Like a prayer: "Stavo per cancellare il mio concerto ma poi mi sono detta: perché dovrei permettere loro di fermarci dal godere della nostra libertà?", dice rendendo omaggio ai ragazzi uccisi davanti al palco del Bataclan. E tra chi decide di continuare anche se con misure e controlli rinforzati c'è Bob Dylan che porta il suo neverending tour in questi giorni in Italia.

"Abbiamo assistito increduli e scioccati a quanto accaduto a Parigi e i nostri cuori sono per le vittime e le loro famiglie", hanno scritto Bono e gli altri membri degli U2 prima di cancellare le date nella capitale francese. Dave Grohl e i Foo Fighters hanno annullato le ultime quattro date del tour europeo, li aspettavano a Parigi, a Torino, a Lione e a Barcellona. Il loro messaggio è una triste presa d'atto: "Alla luce di questa violenza senza senso la chiusura delle frontiere e il lutto internazionale, non possiamo continuare in questo momento. Non c'è altro modo per dirlo. Tutto ciò è pazzesco e fa schifo. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con tutti coloro che sono stati colpiti o che hanno perso una persona cara". Anche i Coldplay, che avevano in programma in America un'anteprima live del nuovo album scelgono di fermarsi non prima di aver dedicato una speciale versione di Imagine in ricordo delle vittime.

Jovanotti spiega: "Negli ultimi dieci giorni abbiamo montato lo spettacolo, ma sono stati dieci giorni pazzeschi. In un attimo è cambiato tutto, Parigi ci ha colpito e ci siamo chiesti: 'Cosa stiamo facendo?'. Ma che altro possiamo fare se non questo?". Il cantante, che non ha mai pensato di cancellare i suoi live ("non sarebbe giusto, anche se non è facile ora andare in giro con uno show"), è pronto per il debutto del tour nei palasport questa sera a Rimini.

A Parigi, subito dopo gli attacchi terroristici, quasi tutti i concerti in programma sono stati annullati. Ma da l'altro ieri , con gli Stiff Little Fingers, la capitale francese ha riaperto le porte dei locali al rock mentre l'Opéra Bastille riapre con l'Elisir d'amore di Donizetti, in una messinscena che si è aperta sulle note della Marsigliese. Segnali contrastanti arrivano dal cinema. Mentre infatti ha riaperto in tutta la Francia la catena più grande e importante del paese, il circuito Gaumont-Pathe, vengono rinviati molti nuovi debutti, in particolare è stata posticipata l'uscita di Jane Got a Gun con Natalie Portman, la cui premiere è stata posticipata all'inizio del prossimo anno, e tutto fa credere che nella decisione dei distributori un peso non indifferente l'abbia avuto il titolo. Anche altre premiere hanno subito lo stesso destino: sono stati cancellate le prime di Bridge of Spies di Steven Spielberg, Mia madre di Nanni Moretti, e ancora Steve Jobs e Legend con Tom-Hardy. La Gaumont conferma invece l'uscita di un piccolo anche se importante film d'autore come L'hermine con Fabrice Luchini, visto al Festival di Venezia. "In un contesto tanto drammatico" ha commentato Matthieu Tarot, che ha prodotto il film con la sua Albertine Productions, "siamo felici per la riapertura dei cinema parigini. Condividere la visione di un film in una sala buia significa condividere un momento di piacere, gioia, emozione e riflessione".  

Messaggi di solidarietà sono arrivati da molti importanti locali che ospitano musica dal vivo in Italia, dal Bronson di Ravenna al Lokomotiv e dall'Estragon di Bologna, fino all'Hiroshima mon amour di Torino. "La musica è l'unica cosa che non fa paura, non vuole averla e non speculerà su queste morti", hanno scritto in un messaggio dal Magnolia di Milano.

Secondo Vincenzo Spera, presidente di Assomusica, l'associazione di categoria dei promoter di musica dal vivo italiani, assicura controlli più rigorosi da parte dei suoi associati: "Non possiamo sostituirci in questo compito di controllo alle forze dell'ordine. Una disposizione ministeriale emanata ieri e trasmessa alla prefetture ha istituito dei tavoli di valutazione sul modello di quelli già esistenti per gli incontri calcistici: ogni caso verrà valutato singolarmente. Dal ministero dell'Interno si annunciano misure per i luoghi più grandi come gli stadi, magari con controlli anticipati rispetto al tempo degli ingressi, si parla di cani anti-esplosivo, e poi di controlli più accurati sugli spettatori al passaggio ai tornelli. Un piano di controlli di questo tipo è scattato per il concerto di Madonna a Torino". 

Da presidente di Assomusica, l'associazione che riunisce la grande maggioranza degli organizzatori di concerti in Italia, Spera annuncia misure per la sicurezza: "Per quanto di nostra competenza all'interno dei luoghi in cui si tengono i concerti, aumenteremo gli incaricati in sala e il livello di vigilanza, impartendo direttive più specifiche rispetto al passato. Ma non ci sentiamo sotto tiro perché ci occupiamo di musica, a Parigi sono stati colpiti luoghi del divertimento in genere. I concerti sono luoghi di pace e di socializzazione, bisogna dunque resistere all'idea di militarizzarli. La reazione dei giovani è stata subito positiva, affatto carica di terrore: venerdì e sabato nei luoghi della movida a Genova ho notato che le presenze non sono diminuite e parliamo di una movida multietnica, nessun sintomo di intolleranza e paura. D'altronde bisogna

anche resistere all'idea che quanto accaduto a Parigi possa alzare un muro intorno alla nostra libertà, perché le cose nel mondo accadono: dopodomani devo partire con un aereo, ora siccome gli aerei di tanto in tanto cadono io allora cosa faccio, non parto più?".

Fonte: Repubblica.it

http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2015/11/19/news/parigi_il_rock_tra_paura_e_disdette_assomusica_non_militarizziamo_i_concerti_-127659154/

Jovanotti: torno nei palasport ma attorno a me tutto è cambiato

GINO CASTALDO 
RIMINI
«È STRANO cominciare adesso un tour» racconta Jovanotti, «è come se fossimo in un’altra epoca rispetto a quest’estate». È vero, è passato pochissimo tempo dal tour negli stadi, ma nel frattempo è cambiato tutto: l’orrore ha colpito al centro la musica e il suo pubblico. «Ma in concerto non ne parlerò, servirebbe solo a strappare un applauso, e del resto nella musica c’è tutto quello che c’è da dire. Sono stati dieci giorni pazzeschi, e mentre montavamo il concerto ci sono stati i fatti di Parigi. C’era uno strano silenzio mentre si lavorava, ma anche la ferma consapevolezza che fosse giusto andare avanti ».
E così da ieri sera al palasport di Rimini è ripartita la macchina Jovanotti (in tour in Italia e all’estero fino a metà gennaio) spumeggiante, sfrenata, ribalda, un flusso inarrestabile che per due ore e mezza fonde riverberi etnici, elettronici, funky, melodici, rap e improvvisazioni, scorribande ritmiche e pezzi di cuore pulsante, un concerto ovviamente figlio di quello estivo, ma completamente rivisitato, con nuovi visual, diverso allestimento («Dovevo cambiare, non amo i confronti, anche perché ci si rimette sempre, e poi sono uno stagionale: l’inverno è diverso dall’estate, i palazzetti sono diversi dagli stadi»).
Dietro la band lo schermo è diviso in tre parti, autonome e sincronizzate, e una lunga pedana s’incunea come una freccia di luce fino al centro dell’area, a sua volta utilizzata come schermo per giochi di grandi effetti. Una volta è la tastiera di un pianoforte “suonata” da Jovanotti a passo di tango, un’altra volta è un filo da equilibrista su cui il protagonista incede in bilico, le sorprese non mancano mai, fumetti, gorilla, le super chicche di Cartoon Network, scene di viaggio, catene umane, per una volta ancora Jovanotti ribadisce la sua teoria del momento: il concerto è una sorta di riproposizione in 3D, sfolgorante e satura, di quello che i suoi pezzi risultano su disco.
E i pezzi sono quelli di sempre: A te, L’ombelico del mondo, Ragazzo fortunato, Bella, Penso positivo, tra tanti altri dell’ultim’ora, daSabato a È la scienza bellezza, riarrangiati, ripensati per questa cavalcata al chiuso, con margini d’improvvisazione, momenti acustici, e addirittura una sortita fino alla consolle di regia dove per qualche minuto fa il dee jay manipolando il suono live della band e inserendo effetti da discoteca.
Ha ragione quando dice che nella musica c’è già tutto. Il suo concerto è una finestra aperta sul mondo, o almeno sul mondo che vorremmo avere.
 
Fonte: Repubblica

Madonna supershow blindato In scena il musical della sua vita

Marinella Venegoni

Con un’oretta di ritardo, e priva di ben 800 dei 12 mila spettatori muniti di biglietto, che non se la saranno sentita di arrivare al Palalpitour di questi tempi, Madonna è uscita dall’ormai nota gabbia con 
Iconic
che eran quasi le 22,30, e circondata dai suoi guerrieri dorati e crocemuniti, in un balletto pittoresco quanto assurdo, ha iniziato la tre giorni italiana con un bel «Torino are you ready?». 

Sul palco e sulle passerelle tutto è perfetto e patinato: video ad altissima definizione, costumi sfarzosi che sono un crogiuolo di stili ed epoche, tunz tunz e ambientazione giapponese per Bitch I’m Madonna. In sette minuti Madge aveva già cambiato tre costumi e pettinature, peggio di Houdini, e ha condotto il suo popolo entusiasta anche se provato verso più di due ore di allegre follie. dai simbolismi osé di Holy Water al predicone antialcol di Devil Pray. Un genere che da tempo è solo suo, onnivoro, stupefacente a tratti, kitsch e pure avvincente. 
Questi concerti-show, tipici degli Anni 80 ai quali Madonna resta legata - antesignana del genere con Michael Jackson - seguono una scaletta prefabbricata per esigenze sceniche e di balletti. Come si sa però, la Material Madam traccia aperture di libertà all’interno della gabbia che si è creata, perpoter esprimere le esigenze del momento: uno speech con Like a Prayer, o la dedica di La vie en Rose che cambia ogni volta, mentre parla seduta a bordo palco con l’ukulele, e cantando anche bene. Tutto il resto è programmato, sudore e prove di balletti vivaci e divertenti. L’idea è non solo portare le canzoni del non felicissimo album Rebel Heart, nella parte iniziale, ma celebrare l’intera carriera che l’ha resa Madonna, con un felice florilegio degli hit più significativi. Forse anche per questo il «Rebel Heart» è uno degli show più riusciti della sua storia artistica, con forte dedizione nei quadri d’insieme e acrobazie da Cirque du Soleil. Mille volte meglio dell’ossessivo e oscuro MDNA che l’ha preceduto. 
Sono lucidati e rivisti i veri gioielli di un’età spensierata: Like a Virgin, rinfrescata da un profluvio di tamburi e accompagnamento minimale, e dopo la citazione di Sex (non esaltante) il momento più colorito è Isla Bonita: irrompe in tutta la sua lieve allegria, in un profluvio di afrori ispanici e flamenchi, fra tori e toreri futuristi, balletti e acrobazie. Rivivono certi sapori giovanili che alla provocazione preferivano il divertimento spensierato, anche in Who’s That Girl, dove si ricorda di quando non era nessuno. Music è un altro piccolo musical a sé, un omaggio alla tradizione di Broadway, dove la star in paillettes sembra una bambolina, altro che i57 anni. Holiday, il primo successo, sarà poi il gran finale. Verso la chiusura di quasi 2 ore e mezza di spettacolo, tornano pezzi nuovi cui pare tenere molto, come Illuminati, ricco di funambolismi che richiedono esperienza, ai quali non si sottrae nemmeno lei, con l’orgoglio di una disciplina ferrea, o la sfacciataUnapologetic Bitch, la ragazzaccia che non si scusa mai.
Nella classifica di Billboard di inizio mese, il «Rebel Heart Tour» era al primo posto negli incassi, davanti agli U2. Dal debutto di Montreal, gli incassi comprese le prime 7 date europee sono a 117,8 milioni di dollari. Cifre di rispetto, ma minori rispetto al passato. L’impressione è che Madonna andrà avanti impavida, finché avrà tutto il fiato da spendere che ha mostrato ieri sera.

Fonte: La Stampa

Il “cuore ribelle” di Madonna contro la paura

Cristina Insalaco

Dopo 25 anni, questa sera Madonna torna a Torino per la prima tappa italiana del suo «Rebel Heart Tour». Torna in una città nella quale non si voleva più esibire dopo il mezzo flop del 13 luglio 1990, e che invece è l’unica in Italia ad ospitare quest’anno la popstar. Le altre due date torinesi sono dopodomani e domenica al Pala Alpitour. Sarà un concerto blindatissimo, e oggi pomeriggio sono già attese lunghe code ai cancelli di via Filadelfia per le perquisizioni ai fan, che dovranno rispettare misure di sicurezza molto restrittive.
E intanto da martedì, il giorno del suo arrivo in città, una cinquantina di supporter della cantante la aspetta con il naso all’insù e le mani ghiacciate davanti all’hotel Principi di Piemonte, in attesa che si affacci. I fan impazziscono da due giorni per ogni movimento sospetto. Gridano, corrono e scattano foto appena un van nero entra o esce dal garage del Principi, e fanno lo stesso appena qualcuno apre una finestra.
Ma lei è barricata all’ottavo piano, in compagnia dei suoi collaboratori più stretti, e non si è mai schiodata dalla sua suite. Si allena in palestra, si fa portare in camera pranzi e cene preparati dai suoi chef privati. Ha pure voluto personalizzare l’arredamento delle stanze, e ha fatto acquistare dal suo staff 10 mila euro di mobili nuovi. «Inizialmente voleva qualcosa in rosa o colori pastello, ma noi
non li avevamo - dice Vincenzo Pavia, il titolare del negozio a cui si sono rivolti - quindi i suoi assistenti hanno optato per un divano bianco, un tavolo oro firmato Oppenhein, sedie, tappeti e poltrona color avorio».
L’unico componente della famiglia Ciccone ad essere uscito dall’hotel è il figlio di Madonna, Rocco, che ama andare sullo skate nel centro storico in compagnia dell’amico Dominic, da ieri con un braccio ingessato. I ballerini della popstar invece, si stanno godendo la città: danzano fino a notte fonda in un locale e passeggiano a lungo sotto i portici. E se dentro al Pala Alpitour i lavori di allestimento del palco si concluderanno questa mattina, i primi fan -che in totale saranno 33 mila - si sono già accaparrati i posti migliori del parterre con tende e sacchi a pelo. 
In contemporanea al «Rebel Heart Tour» oggi si inaugurano due mostre dedicate alla «Regina». La prima s’intitola Ionic - Portraits & Artwork inspired by The Queen of Pop ed è un percorso iconografico di 50 opere che ha per autori i fan stessi. Inizia oggi e si concluderà il 24 novembre a Palazzo Paesana, a Torino. La seconda si apre alle 18.30 all’«Ono Arte Contemporanea» di Bologna, che ospita la mostra Madonna, the Rise of a star. È una collettiva fotografica di Peter Cunningham, George DuBose e Deborah Feingold, che ripercorre la «costruzione» di Louise Veronica Ciccone.

FONTE: LA STAMPA

Adele, un cd curatissimo Ora si aspetta un vero tour

Più che la voce (che pure si fa notare) potè il silenzio. Il ritorno di Adele è l'avve- nimento musicale del mo- mento, l'occasione del riscatto per l'industria discografica, suggerita da un personaggio che, dopo aver sfondato ven- dendo 31 milioni di dischi (Bill- board ne ha subito approfitta- to per definire “21” addirittura miglior album di tutti i tempi), ha scelto di nascondersi a lun- go, lasciando il mondo della musica a bocca asciutta. Ci ha messo quattro anni a rifarsi vi- va e, ora, il suo arrivo viene pompato in modo clamoroso: il riuscitissimo singolo Hello che è diventato un vero tor- mentone globale, la curiosità morbosa su quello che farà (l' attrice, i concerti, i duetti), le ri- viste patinate con foto che han- no trasformata la corposa ra- gazza londinese quasi in un sex symbol. Ed ecco, finalmen- te, il nuovo album, “25”, antici- pato dalla rete (l'uscita ufficia- le sarà domani) offrendo ante- prime di due minuti di ciascun brano.

I SUONI

L'album sentito nella sua inte- rezza racconta di un prodotto confezionato in laboratorio con cura certosina. Si sente ne- gli arrangiamenti e nei suoni pulitissimi attorno a Adele, che sfoggia una gran voce cor- posa e duttile. E se le canzoni non sono un capolavoro, on- deggiando fra il gusto pop e quello più black, ci pensa la sua presenza a dargli corpo, magari accanto a qualche in- venzione come il sostegno ritmico di Send my love (to your new lover) e quello quasi etnico di I miss you o lo sfoggio degli archi larghi di When we were young, uno dei brani meglio riusciti assieme a Hello (e non a caso sono stati i due singoli che hanno anticipato l'uscita di 25).

LA BALLAD

La voce di Adele, comunque, ri- sulta meglio nella ballad, dove è libera di far sentire tutte le sfumature di cui è capace (per esempio in Remedy, dove ha spazio per muoversi con il solo accompagnamento molto ele- mentare di un pianoforte o in Love in the dark dove c'è anche il colore degli archi a dare pro- fondità). Il disco, comunque, procede miscelando colori e suoni, pezzi radiofonici (Water under the bridge), qualche toc- co più raffinato e jazzy, ballad sentimentali dal gusto retrò (la piacevole Million years ago).

Non c'è dubbio “25” sia un disco votato al successo. E a confermare il ruolo di Adele. Ora non resta che aspettarla al- la prova dal vivo, quando e se avrà voglia di fare veri tour.

Fonte: Il Messaggero

ANSA/ Week end: Musica; tra Madonna, Dylan e Jovanotti

(ANSA) - ROMA, 18 NOV - Tre concerti al Pala Alpitour per Madonna: domani, sabato e domenica. Jovanotti porta il suo tournei palasport: domani e venerdì è al 105 Stadium di Rimini, domenica e martedì e mercoledì al Modigliani Forum di Livorno. Tiziano Ferro domani è alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO), sabato e domenica al PalaLottomatica di Roma, martedì al Palasele di Eboli (SA). Lunedì il teatro dell'Opera di Firenze ospita un concerto per piano solo di Keith Jarrett. Una sola data per gli Imagine Dragons: lunedì al Mediolanum Forum di Assago (MI). Bob Dylan è in Italia: domani suona al teatro Auditorium Manzoni di Bologna, sabato e domenica al teatro degli Arcimboldi di Milano. Tre appuntamenti per i Negramaro al PalaFlorio di Bari: sabato, domenica e martedì. Mercoledì, in un evento esclusivo all'Alcatraz di Milano, Biagio Antonacci presenta dal vivo la sua nuova raccolta di successi, anticipata dal nuovo singolo "Ci stai". Cesare Cremonini domani canta alla Kioene Arena di Padova, sabato alla Zoppas Arena di Conegliano Veneto (TV), domenica al PalaTrieste di Trieste, martedì al Palasport di Verona. Sabato al MediolanumForum di Assago (MI) è in programma l'unico concerto dei Simple Minds. Antonello Venditti sabato è in concerto all'Arena Spettacoli Padova Fiere di Padova e mercoledì alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO). Martedì il teatro Municipale Valli di Reggio Emilia ospita un concerto di Paolo Conte. Nek domani e venerdì è in cartellone al teatro degli Arcimboldi di Milano, lunedì al teatro Nuovo Giovanni da Udine di Udine, mercoledì all'Auditorium Parco della Musica di Roma. I Calibro 35 domani suonano all'Hiroshima Mon Amour di Torino, venerdì al Locomotiv Club di Bologna, sabato alla Latteria Artigianale Molloy di Brescia. Malika Ayane lunedì è in concerto al teatro Politeama Greco di Lecce, martedì al teatro Team di Bari. Lunedì il teatro Comunale di Bologna ospita Brad Mehldau. Ancora due serate, domani e venerdì, con Al Di Meola al Blue Note di Milano. Raf in concerto domani al teatro Politeama Greco di Lecce, venerdì al teatro Palazzo di Bari. Venerdì il teatro Kismet di Bari ospita i Verdena. John Grant, nome di spicco della canzone d'autore rock americana, domenica si esibisce al Fabrique di Milano. Ludovico Einaudi è in tour: sabato suona al teatro Regio di Parma, domenica all'Oval Lingotto di Torino, lunedì al teatro Filarmonico di Verona, mercoledì al teatro Grande di Brescia. Jack Savoretti sabato è in cartellone all'Estragon di Bologna. I Papa Roach portano il loro metal domenica all'Alcatraz di Milano. Marc Ribot domenica suona al teatro Manzoni di Milano. Eumir Deodato, leggenda brasiliana del crossover, lunedì è in concerto al Cineteatro Sala Farina di Foggia, mercoledì al Bravo Caffè di Bologna. Mercoledì il teatro Camploy di Verona ospita i Kings of Convenience. Il Roma Jazz Festival, in programma all'Auditorium Parco della Musica di Roma, venerdì ha in cartellone la pianista-cantante Sarah McKenzie, sabato il Chihiro Yamanaka London Trio, in prima europea, lunedì Vinicius Cantuària, martedì il trio Girotto, Servillo, Mangalavite, mercoledì il duo francese Vincent Peirani (fisarmonica) Emile Parisien (sax soprano). (ANSA).

David Zard: "Il rock è rivoluzione e può combattere il terrorismo dell'Is"

Pubblicato il: 18/11/2015 15:24

"Dopo quella francese il rock è stata la più grande rivoluzione, perché il rock è antirazziale, è il luogo dove i giovani di tutti i colori assistono allo stesso evento senza discriminazioni, e a chi semina il terrore questo disturba. Non bisogna farsi condizionare, e credo anzi che dai concerti stessi potrebbe arrivare una 'conversione' anche dei giovani fanatici ad un maggiore credo di convivenza". Sono parole che colpiscono quelle diDavid Zard che, conversando con l'AdnKronos, analizza la tragedia di Parigi rileggendola alla luce del significato aggregativo dei concerti.

E lui è uno che di concerti può parlarne più di ogni altro, avendo iniziato la sua brillante carriera di impresario fin dagli anni Settanta, e portato sul palco i nomi più prestigiosi della musica del pianeta. Ma allora era diverso, la differenza è eclatante e lui la tratteggia così: "La situazione che c'è adesso è una situazione di fanatismo -spiega- E il fanatismo è una cosa molto pericolosa. Quella dei miei tempi era una situazione di protesta: le Brigate Rosse, le proteste di piazza erano sì violente ma avevano dei fini sociali, quello che succede adesso ha dei fini che vanno contro il sociale, quindi stiamo parlando dell'opposto". Zard, nato in Libia da famiglia ebraica, conosce bene anche la realtà francese: "Quanto successo è colpa del lassismo che c'è stato in tutti questi anni in Francia. Lì i ghetti sono molto turbolenti, perché si vede continuamente in televisione il benessere nel quale loro non vivono, e poiché in alcune traduzioni del Corano c'è scritto che si tratta di atteggiamenti da infedeli, questo fomenta la loro rabbia contro di noi. Io ho molti amici musulmani, sono nato in Libia e conosco ciò di cui parlo".

Il momento di aggregazione del concerto è l'apice di quello che i giovanissimi, allevati con 'valori' come intolleranza, e privazione di ogni libertà espressiva, si vedono negare. "Al contrario del calcio, e lo dico da tifoso, dove spesso si insegna l'aggressività e l'intolleranza -prosegue Zard- il concerto è una grandissima forma di espressione positiva dell'artista verso il pubblico e del pubblico verso l'artista. L'apice della gioia. Il momento del bis, il ritorno in scena è un grande momento di gioia. Si vedono ragazzi che non si conoscono e si abbracciano, e cantano la stessa canzone che conoscono tutti. Sono uniti, al di la delle razze. E' bellissimo!". Non a caso,"Mandela è stato liberato dopo un grande concerto. E' stato umanizzato il supporto dei popoli che muoiono di fame con il 'Live Aid'. In Place de la Republique, dopo gli attentati, si sono riuniti molti giovani e cantavano, ed hanno creato dei concerti naturali. Quelli sono momenti genuini di fratellanza, non interessati, di una genuinità assoluta. D'altra parte -conclude Zard- è vero che la musica è stata la colonna sonora delle guerre, ma soprattutto è stata la colonna della pace".

Fonte: AdKronos.it

http://www.adnkronos.com/intrattenimento/spettacolo/2015/11/18/david-zard-rock-rivoluzione-puo-combattere-terrorismo-dell_gKPRdgdeZpOPvi3I0Gkp9I.html

Da Madonna ai cinema, effetto Parigi sugli svaghi

20/11/15 ROMA Si annida tra la platea di un teatro, negli spalti di uno stadio, tra le comode poltrone dei cine- ma quella paura che ha un volto e un nome e che, dopo Parigi, sembra non poter conoscere bar- riere. E con questa paura, che tocca il quotidiano, i cittadini si dividono tra chi cerca di evitare i luoghi dedicati al divertimento: cinema, teatri e concerti e chi, in- vece, prova ad andare avanti sen- za alterare le proprie abitudini. Il dato, però, è incontrovertibile: molti concerti sono stati annullati, da nord a sud del Paese. Dai Foo Figheters agli Eagles of Dea- th Metal che avrebbero dovuto esibirsi il 5 dicembre all'Orion Club di Roma. Tante altre, tutta- via, sono le rockstar che hanno deciso di non cedere. The show must go on. Vale per Madonna e per Bob Dylan, impegnati in que- sti giorni a Torino e Bologna, che però hanno chiesto un incremen- to della sicurezza. E una maggio- re sorveglianza è promessa in al- tri concerti, a partire dalla prima tappa del nuovo tour di Tiziano Ferro che, sabato sera, si esibirà al Palalottomatica di Roma. «Per ogni ingresso - spiega Maxmiliano Bucci dell'azienda The Base - attiveremo dei metal-detector e apriremo i cancelli trenta minuti prima per permettere una più agevole gestione dei controlli». Lo stesso sarà fatto anche per il concerto di Jovanotti, sempre al Palalottomatica, il prossimo di- cembre. «Per il momento - ag- giunge Vincenzo Spera, a capo di Assomusica, l'Associazione de- gli organizzatori di spettacoli di musica dal vivo - abbiamo poten- ziato il personale interno e se- condo la direttiva dell'Interno di- ramata alle Prefetture, che ha istituto dei tavoli di valutazione sul modello di quelli già esistenti per gli incontri calcistici, ogni ca- so sarà valutato singolarmente». Ci sono poi i cinema. Stando ai dati trasmessi da Cinetel, le pre- senze nelle sale italiane dal 14 al 17 novembre rispetto al prece- dente weekend sono rimaste in- variate, attestandosi intorno a 1 milione 520mila. Ciononostan- te, confrontando gli ingressi del- la sola giornata di sabato 14 no- vembre con quelli del sabato pre- cedente, si è registrato un calo di 59.708 persone. Molti i titoli di maggior richiamo che hanno se- gnato una battuta d'arresto. 

 

Fonte: Il Messaggero 

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