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Segreteria Assomusica

Progetto Life: un'opportunità per Assomusica

5 giugno 2013 - Assomusica in partnership con l’ISPRA ha intenzione di partecipare a un bando europeo coinvolgendo gli Associati.

 

Assomusica con l’Ispra - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - l’Università di Roma La Sapienza e Sonora srl, ha intenzione di partecipare a un bando europeo per la realizzazione di progetti che affrontino il problema dell’impatto ambientale nei suoi molteplici aspetti.

Il nostro progetto ha come focus la mitigazione dell’impatto legato al rumore e alle vibrazioni connesse agli spettacoli dal vivo, con l’obiettivo di fornire una metodologia utile a valutare, prevenire e ridurre i livelli di rumore e vibrazione, nonché gli effetti psico-acustici generati ai ricettori.

 Il percorso prevede una prima fase di studio, anche grazie all’esecuzione di campagne di rilevazione, sulla caratterizzazione delle emissioni acustiche delle diverse tipologie di impianti di diffusione sonora in correlazione ad un campione di venues selezionate.

 Non avendo al proprio interno Assomusica le competenze necessarie per operare in tale direzione, ad eccezione del coordinamento organizzativo e della consulenza tecnica affidata all’Architetto Carbone, si è deciso di coinvolgere direttamente gli Associati individuando un produttore, un organizzatore e un gestore di venue da coinvolgere direttamente nell’attività.

Condizioni necessarie per poter accedere al Bando sono il poter dimostrare di sostenere un costo complessivo annuo per personale dipendente assunto con contratto a tempo indeterminato non inferiore ai 150.000,00 euro; la candidatura sarà sottoposta ad approvazione dell’Ispra.

Chiediamo, pertanto, agli Associati Assomusica di comunicare alla Segreteria l'eventuale disponibilità a partecipare al progetto nel più breve tempo possibile e, comunque, non oltre il 10 giugno prossimo.

Estate Romana: l'impegno di Ignazio Marino per finanziarla

31 maggio 2013 - Nell’incontro svoltosi ieri, giovedi 30 maggio, al Teatro India di Roma con rappresentanti del mondo della cultura e spettacolo romano, a fronte di una precisa richiesta del Comitato Estate Romana, il candidato sindaco Ignazio Marino (foto), alla presenza dell’ex assessore Di Francia, si è impegnato a garantire, in caso di sua elezione, una copertura finanziaria del Bando Spettacolo dal vivo e Cinema 2013 pari all’anno 2012, e cioè € 2.500.000,00 Iva inclusa.

Grande soddisfazione ha espresso il Comitato Estate Romana, che già nelle scorse settimane aveva sollevato il problema della non chiara entità della copertura finanziaria del bando 2013, augurandosi al contempo, che con il prossimo Assessore alle Politiche Culturali possa aprirsi immediatamente un confronto sul futuro dell’Estate Romana.

Fonte: www.giornaledellospettacolo.it

Rinato poco per volta, ora ho voglia di palco

1 giugno 2013 - Intervista di Marinella Venegoni - Pieve di Cento. Nella campagna pigra e deserta che da Bologna si allunga verso la provincia di Ferrara, c’è un albergo-ristorante-discoteca che vive giorni di sogno, come direbbe il Briatore di Crozza. Ragazzi, bambini, gente di tutte le età aspettano eccitati che arrivi Vasco Rossi. Si è sparsa la voce che sta provando qui con la band storica i concerti che cominceranno all’Olimpico di Torino il 9 (con repliche il 10, 14 e 15 giugno, per proseguire a Bologna il 22, 23 e 26) e la fila si allunga. Quando il Suv si spalanca, il Vate di Zocca balza fuori con un sorriso grande così, e accontenta tutti con foto e autografi. Lo guardi e capisci subito che sta bene. Pronto, tonico, anche rodato, come confermerà più tardi un’ora di prove furibonde, con suoni tiratissimi (mai così tirati) e curati fin nelle nuances, con un pizzico di compiacimento. Musicisti gasati, trascinati da lui che canta con verve divertita.  

La chiacchierata che seguirà in salottino è tesa e venata di ironia che si mangia anche ricordi drammatici.  

Comincia con un prodromo illustrativo, senza aspettare domande: «Avevo lasciato le cose a metà, quando mi sono ammalato. Ho pensato di portare a termine quel tour, anche perché ho voglia di palco. E poi, meglio morir sul palco che su un letto d’ospedale».  

Al primo posto c’è la musica, ma condita di politica:  

«Ho attualizzato la scaletta, l’ho messa sul sociale: "C’è chi dice no", "Gli spari sopra", cose così. Io - anzi non io, l’artista - già nei ‘90 sentivo questa arroganza del potere. Nelle mie metafore cantavo l’indignazione che sembrava anticipare quel Movimento 5 Stelle che però è già finito. Io sono un radicale pre-Pannella, ma mantengo una purezza: non si può dire che il Pd è uguale al PDL. Da cittadino, esprimo le mie idee con le canzoni».  

La sua ultima uscita, Vasco, è stata invece una canzone leggera e svagata, «L’uomo più semplice».  

«E’ nata da una voglia di sdrammatizzare. L’uomo più semplice è un uomo-oggetto, però poi c’è una lettura sociologica. Si parla di quel che l’uomo non è, perché è malvagio e se non ci fossero i condizionamenti del principio di realtà sarebbero guai, la libertà esiste all’interno di una regola».  

In questi ultimi anni lontano dalle scene ha avuto internet come compagnia.  

«Un vero compagno di vita. Ho scoperto il gioco, questo compagno virtuale alla fine divertente, ho visto come i ragazzini lo usano, e altro che il telefonino... Sono sposato felicemente ma se avessi una storia direi: "Per prima cosa chiudi Facebook". Stavo attaccato dal mattino alla sera, non andavo neanche a pranzo, non facevo più niente. Mio figlio mi diceva: "Potresti staccare l’iPad almeno quando mangiamo?"».  

E poi?  

«Poi l’11 settembre 2011 ho avuto una ricaduta e ho staccato tutto. Sono stato due o tre giorni senza conoscenza. Lo streptococco, lo chiamano la malattia del Terzo Millennio. Vive sottopelle e se trova una ferita s’infila. Ha fatto fuori Johnny Walker, quello del whisky: diede una pedata a una cassaforte che non si apriva, si ferì a un dito. E’ morto dopo due anni».  

Dovrebbe scrivere un libro.  

«Mi piacerebbe, ma fino a due anni fa non ho mai avuto una malattia per più di tre giorni. Ora mi è tornata la curiosità ma sono stato a lungo spento: magari le dimissioni da rockstar sono figlie di quello stato. Volevo essere quello che scriveva canzoni ma ho anche pensato al suicidio e non era la prima volta. Poi ho fatto tesoro di questa esperienza. Ho sperimentato il rischio della non autosufficienza, pensavo di non poter più muovermi, avevo un braccio bloccato. Poi poco per volta sono tornato e mi sembra di cogliere qualcosa di più in tutte le cose».  

Dopo i concerti, cosa farà?  

«Quando avrò finito lo dirò. Sono molto triste che è morto Little Tony, a 12 anni andavo a scuola di canto, cantavo "Riderà" e mi commuovevo. Anche per Jannacci, sono triste: è stato uno dei più grandi fenomeni, da lui ho imparato moltissimo fin dalle canzoni in dialetto. Senza "Quelli che" non ci sarebbe stata "Siamo solo noi"».  

Tante avventure e paure finiranno in canzoni, nel prossimo album?  

«Ho visto la morte in faccia, ho avuto anche il blocco dello scrittore, però ci lavoro su, e produco. Le mie dimissioni da rockstar non sono state accettate, dunque ancora indosso le Prada rosse e metto il giubbotto di pelle sul palco: però faccio più il DJ che la rockstar, se avrò una canzone nuova la butterò in rete. Penso che a settembre si sentirà una cosa nuova. Ma andrò ancora in sala a Los Angeles, sono rituale. E il mio umore, ora, cambia velocemente. Per ora sto sano e lucido fino alla fine di giugno, poi si vedrà». 

Fonte: www.lastampa.it

Musica: Bray, le Fondazioni Liriche una priorità che voglio affrontare

30 maggio 2013 - "Le Fondazioni liriche sono una priorità che voglio affrontare": lo ha detto il ministro per i Beni Culturali, Massimo Bray (foto), a margine di una visita al Padiglione Italia alla Biennale d'Arte di Venezia."C'é un problema di risorse che dobbiamo assicurare - ha aggiunto - perché sono un patrimonio e una forza importante del sistema della cultura italiana. Bisognerà anche riflettere sulla missione che ha istituito le Fondazioni e su quello che bisogna fare per evitare il ripetersi di situazioni di grave crisi economica".

Fonte: www.giornaledellospettacolo.it

I Bon Jovi rinunciano al cachet. Biglietti low cost anche a Madrid

Lontani dal trovare una soluzione tout-court alla crisi economica mondiale, i Bon Jovi hanno però voluto dare un'ulteriore conferma di quanto siano attivi e attenti in merito alla situazione economica dei loro sostenitori.
Dopo il caso dei biglietti a 12 sterline per i 5 spettacoli estivi nel Regno Unito, la formazione del New Jersey ha deciso di presentare sul mercato ticket low cost anche per la tappa di Madrid, in programma il prossimo 27 giugno.
Per ridurre drasticamente i prezzi dei tagliandi, Jon Bon Jovi e compagni hanno così scelto di rinunciare al loro cachet emettendo sul mercato biglietti tra i 18 e i 40 euro (per i posti più prestigiosi). Con una differenza di 20 euro abbondanti rispetto agli altri concerti europei della band (a San Siro, per esempio, sono in vendita a 46 euro più eventuali spese addizionali) il live ha registrato il sold out in poco tempo.

Secondo quanto riportato da El Mundo, il frontman ha dichiarato: "Quando stavamo programmando il tour abbiamo fatto un'analisi e capito che, a causa della situazione economica, la Spagna non poteva essere considerata nel nostro giro. Ma non volevamo rinunciare a suonare per i fan di un paese che ci ha trattato così bene per 30 anni".
 
Questione economica a parte, i Bon Jovi devono attualmente fare i conti con l'assenza di Richie Sambora che , a causa di non meglio specificate "questioni personali", ha preso le distanze dal "Because we can tour". La band darà il via alla serie europee di concerti il prossimo 6 giugno a Copenhagen, mentre sarà di scena a Milano il 29 giugno, presso lo Stadio di San Siro.

Fonte: www.rockol.it

Veneto: per lo Spettacolo 300mila euro alle province

28 maggio 2013 - Sono state ripartite fra le amministrazioni provinciali del Veneto le risorse regionali, per un importo complessivo di 300 mila euro, da assegnare per l’esercizio finanziario 2013 per attività artistiche, musicali, teatrali e cinematografiche nonchè corsi corali e bandistici. Il provvedimento è stato adottato dalla giunta regionale su relazione del vicepresidente e assessore alla cultura Marino Zorzato (foto).

Le norme regionali (art. 147 della L.R. 11/2001) hanno previsto infatti che sia delegata alle Province la funzione di incentivazione in ordine alla promozione, diffusione e sviluppo delle attività di spettacolo di rilevanza locale, con le modalità stabilite dalle leggi regionali e nel rispetto degli atti di indirizzo e coordinamento adottati dalla Regione.

La ripartizione delle risorse finanziarie da assegnare alle Province è stata calcolata mediante l’applicazione del criterio della popolazione residente in ogni provincia con il dato aggiornato ai risultati del censimento dell’anno 2011, mentre la quantificazione dello stanziamento è stata effettuata con la legge di bilancio e non ha subito riduzioni rispetto all’anno scorso. Clicca qui per la ripartizione delle risorse.

Fonte: www.giornaledellospettacolo.it

Ue-Usa: Pd, governo difenda proposta eccezione culturale

28 maggio 2013 BRUXELLES - Delegazione a Strasburgo ministro Bray d'accordissimo. L'Italia si deve fare portabandiera della battaglia per escludere i contenuti culturali ed audiovisivi dal campo di applicazione del nuovo accordo commerciale tra Ue ed Usa, che si iniziera' a discutere a fine giugno. A richiedere una decisa discesa in campo dell'esecutivo sono gli eurodeputati dal Pd: ''Vorremo che (l'eccezione culturale, ndr) diventasse una forte proposta del governo italiano - ha affermato oggi in conferenza stampa Silvia Costa, membro della commissione cultura del Parlamento Ue - il ministro Massimo Bray e' d'accordissimo''.

Giovedi' scorso il Parlamento Ue ha approvato un mandato che prevede l'esclusione esplicita della cultura e dell'audiovisivo, compresi i contenuti on-line, dal negoziato. Quattordici Paesi, tra cui Italia, Francia, Spagna, Germania e Polonia, difendono la medesima posizione, contro il drappello guidato da Londra che chiede invece una liberalizzazione del settore tra le due sponde dell'Atlantico. ''La prossima settimana - spiega Andrea Cozzolino, membro della commissione commercio - si capira' se gli Usa accettano questa posizione o se, in cambio, chiederanno altre esenzioni''.

Fonte: ANSA

Twitter#Music, 'troppo presto per dare un giudizio'

A poco più di un mese dal lancio negli Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito, in Irlanda, in Australia e in Nuova Zelanda e dal battage pubblicitario che ha circondato l'evento, Twitter#Music sembra essere precipitato in un relativo anonimato. "Ma siamo ancora agli albori e non possiamo definirlo né un fallimento né un successo", ha risposto francamente Stephen Phillips (fondatore della tech company We Are Hunted e uno degli uomini chiave del servizio) a Paul Resnikoff, direttore della  testata online Digital Music News che durante una sessione di Q&A al Musictech Summit di San Francisco gli chiedeva conto di come stessero le cose. "Siamo solo agli inizi", ha ribadito Phillips, "e sarà un lungo cammino da costruire. Ma la musica rimane un elemento molto importante: così importante, per Twitter, che non c'è rischio che venga abbandonata per strada. Se si guardano i numeri, Twitter#Music è già una delle applicazioni musicali più importanti. Io dispongo di un team dedicato che sviluppa da tanti anni app musicali, e abbiamo in programma di muoverci molto rapidamente".

Richiesto di un commento sul futuro della musica (in streaming) a pagamento, Phillips ha detto di credere che "c''è gente che non comprerà mai più musica, e le imprese del settore dovranno monetizzarla in altri modi. Daremo un aiuto, quando avremo la possibilità di farlo. E' stata un'ottima cosa portare a un tavolo Rdio e Spotify, li abbiamo incontrati tre settimane prima del lancio dicendogli che sarebbe stato bello se si fossero uniti a noi. Ci siamo chiesti come rendere più facile agli utenti usare quei servizi, ma non sono sicuro che tocchi a noi venderli".

Fonte: www.rockol.it

Biglietti, Ticketmaster contro i bagarini che usano i 'Web robots'

- Utilizzando programmi e applicazioni automatizzate (i cosiddetti "bots" o web robots), i "bagarini" e i siti di secondary ticketing riescono, a volte, ad accaparrarsi oltre il 60 per cento dei biglietti più richiesti e più appetibili messi in circolazione online. Lo hanno spiegato a Ben Sisario, reporter del New York Times, alcuni funzionari dell'agenzia di ticketing Ticketmaster, società che recentemente ha fatto causa a un gruppo di rivenditori abusivi accusandolo di avere fatto uso dei bot per richiedere fino a 200 biglietti al giorno. Per far fronte al problema, ricorda Sisario, a fine 2011 Ticketmaster ha ingaggiato uno specialista come John Carnahan, impegnato in precedenza a combattere le frodi pubblicitarie online per conto di Yahoo! I sistemi di monitoraggio impiegati dall'agenzia di ticketing permettono di capire quando ad interagire con la piattaforma è una macchina (che agisce secondo moduli standard a intervalli regolari) e quando è un essere umano (che preme pulsanti a velocità variabile spostandosi in maniera più casuale da una parte all'altra dello schermo). "Non stiamo cercando di impedire a nessuno di comprare biglietti", ha spiegato Carnahan, "ma vogliamo solo essere sicuri che siano i fan a poterli comprare".

Ma il problema, aggiunge Michael Rapino, amministratore delegato della capogruppo Live Nation, è che "come succede con gli hacker puoi risolvere la cosa oggi, e domani quelli stanno già scrivendo un nuovo codice". Come noto, Live Nation e Ticketmaster operano a loro volta sul mercato della rivendita "secondaria" dei tagliandi con TicketsNow. Rapino non vi vede tuttavia alcuna contraddizione: "Per me non è un problema se chi ha comprato un biglietto per un concerto di Justin Timberlake decide di rivenderlo a qualcun altro", ha spiegato al New York Times, ribadendo il concetto espresso da Carnahan: "Prima di tutto vogliamo essere sicuri che sia un fan ad avere la possibilità di comprarlo".

Fonte: www.rockol.it

Al via l'asta per la vendita del Teatro Comunale di Firenze

27 maggio 2013 – Oggi si dà il via all'asta per la vendita dell'immobile che ospita il teatro Comunale di Firenze, attuale sede del Maggio musicale fiorentino. La base d'asta è fissata a 26 milioni di euro.
A darne notizia, a margine dei lavori del Consiglio comunale, è stato l'assessore all'urbanistica Titta Meucci.
''Da oggi ci saranno sessanta giorni per la presentazione delle offerte, quindi il 30 luglio si procederà all'apertura delle buste'', ha spiegato l'assessore ai giornalisti, aggiungendo che '' vi sono state, al riguardo, molte manifestazioni di interesse, ma non possiamo sapere, ovviamente, se queste si trasformeranno in offerte reali''.
Non si tratta della prima asta pubblica per la vendita dell'immobile: la prima, con base fissata a 44 milioni, era stata indetta nel 2009, andando però deserta. Così come la seconda, alcuni mesi dopo, nonostante la base ribassata a 35 milioni.
Allo stesso modo, successivamente, non era andata a buon fine una trattativa privata tra il Comune ed alcuni soggetti interessati: 15 milioni era stata la base proposta per l'offerta, poi declinata da Palazzo Vecchio.

Fonte: www.lanazione.it

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