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Segreteria Assomusica

Proposte di Legge ultimamente presentate

17 maggio 2013 - a cura di Lorenzo Scarpellini, consulente Agis per i Rapporti Istituzionali.

Senato della Repubblica

n. 605 Giovanardi, Compagna (PdL ) Nuova disciplina per le attività circensi. Delega al Governo per la determinazione dei princìpi fondamentali in materia.

n. 648 Giro, D'Ali' Antonio, Liuzzi, Villari, Sibilia, Marin ( PdL ) Disposizioni in materia di stabilizzazione delle agevolazioni fiscali per il settore cinematografico.

n. 649 Giro, D'Ali' Antonio, Liuzzi, Villari, Sibilia, Marin ( PdL) Modifiche al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28 e alla legge 21 aprile 1962, n. 161 in materia di attività cinematografiche ed istituzioni culturali.

Camera dei Deputati

n. 553 GHIZZONI ed altri ( P D ): «Disciplina dell'accreditamento delle scuole di musica e disposizioni per la valorizzazione e l'integrazione delle medesime nel sistema nazionale di istruzione» assegnata alla 7 Commissione.

Si acquisiranno i testi non appena stampati: per ora è stato dato solo l’annuncio e, per la 553 alla Camera, l’assegnazione in Commissione.

Randy Blythe lancia l'appello: 'Siate responsabili ai concerti'

15 maggio 2013 - Domani inizierà (in America) il nuovo tour dei Lamb Of God, il primo dopo la completa assoluzione di Randy Blythe dall’accusa di aver involontariamente causato la morte di un fan durante un concerto della band a Praga, nel 2010.
E’ quindi un momento di riflessioni, e qualche timore, per il cantante, che affida i suoi pensieri ad un lunghissimo post su Tumblr.
Riassumendo la prima parte del suo discorso, Randy punta l’attenzione sul dolore per il fan morto, per una vita spezzata durante un momento che dovrebbe essere di puro divertimento, come lo è un concerto. Ringrazia i genitori e lo zio di Daniel, che lo hanno sempre trattato con rispetto, che hanno ritirato la richiesta monetaria di risarcimento danni, e che hanno solo voluto che Randy comprendesse il dolore causato da una azione irresponsabile durante un concerto. Hanno voluto sapere cos’è successo quella sera a Praga, e Randy è risultato innocente. Hanno quindi chiesto a Randy di dedicare qualche canzone alla memoria di Daniel, e di diventare un portavoce per chiedere a tutti i ragazzi di stare attenti ai ragazzi.
Randy prende molto seriamente la richiesta, e questa è la seconda parte del suo messaggio:

Se suonate in una band, ricordatevi di quel che è successo a me, a Daniel, alla sua famiglia. Quando suonate un concerto, assicuratevi che la security sia adeguata, che le transenne siano montate bene, che tutti sappiano fare il proprio lavoro.
[…]
Se siete un promoter o gestite un locale, assicuratevi che la security sia adeguata, che le transenne siano montate bene, che tutti sappiano fare il proprio lavoro. Non risparmiate sulla sicurezza della gente.
[…]
Se siete fan e verrete ad un concerto dei Lamb Of God, e pensate di fare stagediving, sappiate che senza mezzi termini, non siete i benvenuti sul nostro palco. Altre band invitano i fan sul palco, ma per noi questo rende difficile suonare, soprattutto se un tizio ubriaco inciampa sui cavi o cerca di abbracciare il chitarrista. Se già prima ci dava fastidio, adesso, dopo quel che è successo, salire sul palco è proibito. Se lo farete fermeremo lo show, vi faremo sbattere fuori dal locale senza che il biglietto sia rimborsato, e vi diremo addio. Se pensate che io sia uno str0nz0 per questa mia durezza, ricordatevi quel che ci è successo.
Se verrete ad un concerto dei Lamb Of God e vi troverete in un moshpit, sappiate che è un’attività che comporta dei rischi. Usate la testa, e se le cose si fanno troppo pesanti, uscite dal pit, visto che non siete degli stuntman. E se qualcuno cade per terra, TIRATELO SU E NON CALPESTATELO. Siamo una comunità, non dobbiamo farci male gli uni con gli altri.
Se volete fare crowdsurfing, sappiate che se qualcuno vi lascia cadere per terra, potreste picchiare la testa e morire.
Non guidate dopo il concerto, se siete ubriachi. Se non morirete voi, potreste uccidere qualcuno che non era nemmeno venuto al concerto, e finirete in prigione. E fidatevi, non è bello stare in prigione.

Non sto scrivendo queste regole per bloccare il vostro divertimento, non voglio dirvi cosa fare. Sono solo un tipo come voi, un fan di questa musica, amo divertirmi ai concerti. Amo dare la carica dal palco, e comprendo il bisogno catartico di sfogarsi ascoltando la musica. Lo adoro.
Quello che non adoro, è il fatto che un fan della mia band non potrà più ascoltare la nostra musica. Non conoscevo Daniel, ma mi hanno detto che era un bravo ragazzo. Adesso è morto. Andato. In pochi secondi, si è avviato verso la tomba.
Odio queste cose. La famiglia di questo ragazzo non vuole che succedano ad altri. Quindi vi prego, vi prego in ginocchio…
Siate responsabili.

 

Fonte: www.soundsblog.it

"Sicurezza, Lavoro, Cultura" al centro della 22a Assemblea Nazionale Assomusica conclusa ieri a Roma

17 maggio 2013 Roma – Conclusa la ventiduesima Assemblea Nazionale Assomusica dal titolo “Cultura e Solidarietà in Sicurezza”, svoltasi a Roma, dal 14 al 16 maggio, presso la sede nazionale Agis. L’Assemblea, presieduta dal Presidente dell’Associazione Vincenzo Spera, ha discusso e deliberato su una serie di punti, tra cui: il protocollo d’Intesa con ANCI; la Convenzione con Assoutenti; una Modifica Statutaria in merito alla Contrattazione Nazionale sulle tematiche del lavoro; la richiesta di riconoscimento giuridico dell’Associazione; la nomina dei nuovi Collegi dei Probiveri e dei Revisori dei Conti.

Sicurezza, lavoro, cultura, ma anche riconoscimento giuridico, analisi dei costi degli spettacoli e dei biglietti, web marketing, sono stati alcuni dei temi al centro della ventiduesima Assemblea dell’Associazione Italiana degli Organizzatori e Produttori di Spettacoli Musicali dal Vivo.

“Lo spettacolo musicale dal vivo è cultura e l’intero comparto è una risorsa del Paese che esige maggiore attenzione da parte delle Istituzioni!”, ha affermato il Presidente di Assomusica Vincenzo Spera introducendo i lavori dell’assemblea. Grande partecipazione e interesse hanno confermato la vitalità di un’associazione che raggruppa la quasi totalità dei maggiori organizzatori e produttori italiani di concerti e spettacoli di musica popolare contemporanea; professionisti delle emozioni della musica dal vivo che, nonostante la crisi generale, continuano ad assicurare a milioni di spettatori, di tutte le età e fasce sociali, qualità ed elevatissimi standard professionali nell’organizzazione di eventi musicali.

La ventiduesima Assemblea di Assomusica è stata aperta dal Seminario dedicato al "Digital Music Marketing”, il mondo della comunicazione ad alta tecnologia al quale questo settore ha sempre rivolto la propria attenzione. Con Stefano Rocco, Direttore Marketing Rockit.it e Fulvio De Rosa, responsabile Web Marketing Assomusica, si è discusso dell’utilizzo dei social network nella promozione di eventi e spettacoli: “Web Marketing” come volontà di “creare business” attraverso i suoi strumenti, dal sito web all’utilizzo strategico di newsletter e social network. Altri approfondimenti su questi temi sono arrivati da Chiara Santoro (Strategic Manager Youtube) e Alessandra Pugin (Divisione Marketing Google Plus), che hanno illustrato lo sviluppo dell’uso dei nuovi applicativi Content ID, Hangout, Communities, come prodotti per ottenere vantaggi tecnologici ed economici nella divulgazione in rete di eventi, capaci di coinvolgere e far interagire tutte le fasce di pubblico.

Dopo i temi legati al Web Marketing, l’Assemblea ha discusso e deliberato su una serie di punti attesi e attuali: la Convenzione con Assoutenti (Associazione Nazionale a difesa dei Consumatori), la Modifica Statutaria in merito alla Contrattazione Nazionale sulle tematiche del Lavoro, la richiesta di riconoscimento giuridico dell’Associazione.

Diversi gli ospiti intervenuti, tra cui il dottor Vincenzo Santoro, Responsabile Ufficio Cultura, Sport e Politiche Giovanili dell’ANCI Nazionale, che ha illustrato le linee generali del Protocollo d’intesa sottoscritto tra ANCI e Assomusica. Grande interesse ha suscitato anche l’intervento del dottor Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, che ha auspicato la maggiore collaborazione possibile tra le due associazioni, nel rispetto dei reciproci diritti-doveri di pubblico e professionisti del settore. “In linea con quanto già contenuto nel Documento Regole e Ruoli di cui si è dotata spontaneamente Assomusica, in modo davvero encomiabile – ha detto Truzzi – siamo fortemente interessati ad aggiungere le problematiche del settore dello spettacolo dal vivo tra i temi su cui lavorare in futuro.”.

Costi degli show, prezzi dei biglietti, ritardati pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni e futuro delle imprese del settore, sono gli argomenti che hanno caratterizzato la parte centrale dell’assemblea, accendendo la discussione.

 “La grande partecipazione di associati a quest’Assemblea, nonostante gli impegni lavorativi di ciascuno in vista della fitta stagione lavorativa estiva – ha sottolineto Spera – conferma lo sforzo e l’interesse di tutti a monitorare costantemente i vari aspetti legati alle dinamiche della nostra complessa attività, con l’obiettivo sempre chiaro di migliorare condizioni di lavoro per i nostri occupati e standard di sicurezza e comfort per tutti, a cominciare dal pubblico che partecipa ai nostri eventi. Il notevole interesse degli associati è stato confermato dalla pluralità di punti di vista e interventi sulle analisi e soluzioni dei tanti aspetti, anche economici, legati a questa importante industria culturale.

Lo slogan che abbiamo scelto per questo appuntamento dell’ Associazione, a ben diciassette anni dalla sua fondazione – ha ribadito Spera – non a caso pone l’attenzione su Cultura, Solidarietà e Sicurezza, tre obiettivi prioritari del nostro impegno. Ancora una volta, la molteplicità di differenze operative legate alle peculiarità dei vari territori del Paese, ben rappresentata dagli associati di ogni regione, ci spinge a ispessire la rete di rapporti istituzionali necessari per lo snellimento della burocrazia, una migliore e proficua collaborazione, il monitoraggio delle strutture e favorire, così, la nostra stessa capacità produttiva.

Ancora più convinti – ha concluso Spera - porteremo avanti il disegno del nostro riconoscimento giuridico, allo scopo di tutelare le nostre aziende, i nostri occupati, la creatività italiana e il pubblico dei nostri eventi, certi di trovare anche nella Direzione Generale dello Spettacolo, nel Ministro alle Attività Culturali, onorevole Massimo Bray, nei vertici dei Ministeri del Lavoro e degli Interni, attenti e preziosi interlocutori con cui dialogare.”

Foto: il Presidente Vincenzo Spera con il Presidente di Assoutenti, Furio Truzzi.

Ruggero Pegna

Ufficio Comunicazione Assomusica Associazione

info@assomusica.org tel. 06-88473374

 

La Comunicazione della 22a Assemblea è curata dalla “Daniele Mignardi Promopressagency”

(Tel. 06.32651758 info@danielemignardi.it)

 

 

Estate Rock: il puzzle di festival grandi e piccoli

17 maggio 2013 - Roger Water a Roma e Padova. Paul McCartney a Verona. E poi Vasco, Springsteen e Depeche Mode. Un puzzle di festival grandi e piccoli, tra leggende evergreen e new entry.
In allegato l'articolo completo - con interviste ai nostri Associati - de L'Espresso N°20 anno LIX del 23 maggio 2013

Concerti, da Ticketfly un programma per individuare i fan più assidui

Campione del cosiddetto social ticketing, la start up di San Francisco Ticketfly ha reso disponibile da un paio di giorni Fanbase, uno strumento analitico che permette agli organizzatori di concerti e ai gestori di locali nordamericani di individuare con precisione i loro clienti più affezionati e di raggiungerli con iniziative mirate. L'algoritmo del programma consente infatti di identificare e contattare gli appassionati che si collocano in testa alla graduatoria per assiduità di presenza ai concerti, quantità di denaro speso e capacità di influenzare i propri pari. "Per la prima volta", spiega il cofondatore e amministratore delegato di Ticketfly Andrew Dreskin, "i promoter possono capire chi sono i loro migliori clienti e ricompensarli per il contributo che danno spargendo la voce sugli eventi che li riguardano". Utilizzando Fanbase, in sostanza, gli organizzatori di concerti possono premiare i fan più assidui con accessi esclusivi a prevendite, posti privilegiati, pacchetti VIP, articoli speciali di merchandising e altro.

Ticketfly, che recentemente ha esteso il suo raggio d'azione al Canada, nel 2011 aveva già introdotto sulla sua piattaforma una dashboard analitica che permette agli organizzatori di spettacoli di individuare con precisione dove e in che modo avvengono gli acquisti dei biglietti. Secondo i dati elaborati e pubblicati a dicembre dal sito Digital Music News, la società ha raccolto nel 2012 22 milioni di dollari da investitori esterni.

Fonte: www.rockol.it

UK, giovani senza soldi: si alza la media degli spettatori dei festival

- L'accesso ai festival è sempre più costoso, e i ragazzi hanno sempre meno soldi in tasca. La conseguenza è logica e immediata: si alza sensibilmente l'età media degli spettatori che accorrono ai grandi raduni musicali estivi. Una conferma della tesi arriva da uno studio condotto da MSN sui festival inglesi sulla base di un campione di 2.000 cittadini britannici; dalla ricerca, ripresa dal Daily Mail, risulta che la spesa preventivata per partecipare a un festival è in media di 423,01 sterline (501 euro circa): oltre 100 per il biglietto, a cui vanno aggiunti 60 sterline per il trasporto, 80 per cibo e bevande, 70 per le attrezzature da campeggio, quasi 50 per l'abbigliamento anti pioggia (indispensabile nel Regno Unito) e più di 57 per l'abbigliamento "da festival" (t-shirts a tema, ecc.).

Un budget troppo alto per il 60 per cento dei ragazzi di età compresa tra 18 e 24 anni, che pertanto non hanno in programma di partecipare ad alcun festival nel corso del 2013. All'altro lato dello spettro si collocano coloro (sono il 10 per cento) che si dicono disposti a spendere per un festival anche 800 sterline, o quelli (il 55 per cento) che hanno già programmato una vacanza all'estero per parteciparvi.

Secondo la ricerca, il festival britannico con il pubblico di età media più alta è il T In The Park (37 anni e sette mesi), davanti a Glastonbury (36 anni e otto mesi), l'Isola di Wight (36 anni e un mese) e Reading & Leeds (35 anni e otto mesi).

Fonte: www.rockol.it

 

Sicuramente Live: il Convegno di Assomusica su Il Giornale dello Spettacolo

16 maggio 2013 - Alla vigilia di una ricca stagione musicale col ritorno di Bruce Springsteen, Mark Knopfler, Jovanotti, Muse, Green Day e Vasco Rossi, si è tenuto un convegno di due giorni, il 18 e il 19 aprile a Bologna, dal titolo "Sicuramente Live, Spettacoli dal vivo: cultura e lavoro in sicurezza".

Leggi in allegato l'articolo completo a firma di Flaviano De Luca - Il Giornale dello Spettacolo, maggio 2013.

Siae: ok Commissione Camera, Gino Paoli Presidente Consiglio Gestione

15 maggio 2013 - Ok della commissione Cultura della Camera a Gino Paoli presidente del Consiglio di gestione della Siae, la societa' italiana degli autori ed editori. La commissione, presieduta da Giancarlo Galan, ha dato a maggioranza parere favorevole. L'iter di nomina stabilisce che il presidente venga nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il ministro per i Beni e le attivita' culturali e con il ministro dell'Economia, previa designazione da parte della assemblea Siae. Nella proposta di nomina del noto cantautore e' stato sottolineato che possiede tutti i requisiti per diventare presidente del Consiglio di gestione della Siae. E' stato sottolineato che Paoli ha svolto una intensa e "prolifica attivita' artistica come autore ed interprete musicale", la cui fama e' di livello internazionale.
Ha esercitato anche attivita' imprenditoriale nel settore dell'editoria producendo repertori personali e cataloghi stranieri, e' stato deputato nella X legislatura come indipendente di sinistra. Ed e' stato anche assessore alla cultura nel Comune di Arenzano, in provincia di Genova.

Fonte: www.agi.it

Una tassa a favore della cultura? Prendiamo sul serio l’idea di Parigi

15 maggio 2013 - Legare al collo della cultura la macina da mulino delle tasse sembra a prima vista il colpo di grazia, il metodo migliore per sostituire l'indifferenza infastidita - che è oggi il sentimento popolare prevalente verso tutto ciò che di cultura abbia un vago sentore - con una dichiarata ostilità. I benpensanti devono farsene una ragione: all'Italia la cultura non va tanto giù, non è sentita, non muove gli animi, non scalda i cuori.

È stata per troppo tempo associata con il privilegio di pochi e l'esclusione di molti. Appannaggio una volta dei signori, così brevemente intesi, sostituiti più di recente da accademici altezzosi, da lagnosi questuanti, da finti entusiasti, da buonisti ipocriti. La gente comune - quella che, secondo Lincoln, Dio deve amare molto, visto che ne fa tanta - guarda con fondata diffidenza agli alti lai, agli appelli, alle proteste di attori, cantanti, scrittori, cosiddetti operatori culturali, categorie che associa volentieri all' otium signorile, specie quando si autofregiano del titolo di lavoratori.

È una triste e lunga storia. Lo stato unitario, che contava diciassette milioni di analfabeti su una popolazione di ventidue, aveva altre urgenze, l'istruzione elementare in primo luogo. E altre convinzioni: riteneva che la cultura non dovesse essere per tutti, ma instrumentum regni, nelle mani esclusive della classe dirigente, come poi in effetti è stato. La Repubblica si è soprattutto preoccupata di dare agli italiani un po' di prosperità, finché ha potuto. Nel frattempo la cultura doveva aspettare tempi migliori. I quali naturalmente non sono mai venuti e quando anche la prosperità è evaporata si è dato inizio alla raschiatura del barile. Grossolana e brutale, bisogna dire, ma nella sua rozzezza giustificata a posteriori dalla inconcludenza retorica delle indignate reazioni. Questo è il desolato paesaggio italiano su cui cade la notizia che in Francia il governo intende finanziare la cultura attraverso una tassa sui telefonini, non è chiaro se sugli apparecchi o sul fatturato delle aziende di telefonia o su entrambi (ma non fa molta differenza, visto che a pagare sarà comunque il consumatore).

Si può fare altrettanto in Italia? Accidenti, no! (Prima e vibrata reazione) Un'altra tassa! Come si può vessare un consumo popolare per sussidiare un mondo e un comportamento elitario? Per non parlare di Hollande, con i suoi goffi modi e i suoi istinti punitivi! E tuttavia... Innanzitutto questo sarebbe un segno. Una decisione, finalmente, invece di infiniti rattoppi e pianti silenziosi. Un segno di volontà politica, di non fermarsi ai lamenti e di non arrendersi alle forze maggiori. Il segno dell'importanza attribuita davvero alla cultura. Al punto di sfidare apertamente l'impopolarità pur di fare intendere a tutti cittadini che la cultura è cosa loro, di tutti loro, ma che non piove dal cielo e che vi sono costi che vanno sostenuti oggi. A rischio altrimenti di perdere senza rimedio una parte molto rilevante della nostra eredità collettiva. Confessando anche, francamente, che si è sbagliato, molto sbagliato, ma che se si attendono i benefici risultati dei ravvedimenti (supposti? sperati? auspicati? attuali?) si rischia di arrivare troppo tardi. Siamo, anche qui, una cicala che cerca di trasformarsi in una formica.

Operazione difficile, ma sempre meglio che morire. In secondo luogo una chiara ed esplicita assunzione di responsabilità. Perché non sarebbe possibile, dopo aver istituito una tassa così direttamente finalizzata, nascondere i soldi, disperderli in mille rivoli, farli in sostanza sparire. Occorrerebbe dire quanti di preciso sono, come si intende impiegarli e con quali priorità. Verrebbe così in luce la semplice verità che tutto non si può fare, il nebuloso concetto di scelta acquisterebbe una sua concretezza e si inizierebbe a ragionare su che cosa va incrementato e che cosa diminuito o eliminato, anziché proseguire con la falciatrice dei tagli lineari. In terzo e ultimo luogo si potrebbe - incredibile a dirsi - parlare di investimenti. Che non vuol dire credere che la cultura si trasformi in denaro dalla sera alla mattina, cosa propria del campo dei miracoli di Pinocchio. Al contrario significa pensare ai tempi lunghi, capire che investendo in cultura si migliora la materia prima umana, l'unica che non conosce inflazione, deprezzamenti e crolli. Se questo è il fine anche una nuova tassa può persino diventare accettabile. Certo è seccante che l'idea sia venuta a Hollande...

Francia, una tassa su smartphone e tablet Così possiamo sostenere la cultura

13 maggio 2013 PARIGI - Ancora una volta, la Francia potrebbe essere la prima nazione a sperimentare un nuovo sistema per finanziare e difendere l' industria culturale. Il governo sta infatti pensando di applicare una tassa sull' acquisto di tablet e smartphone, il cui ricavato andrebbe poi a sostenere artisti e autori delle opere fruibili sugli stessi supporti tecnologici. È una delle proposte contenute nel rapporto commissionato qualche mese fa dal presidente Hollande - e che verrà presentato oggi - , proprio per cercare soluzioni alla crisi del settore, sempre più colpito dal download illegale e dalla cultura "free", gratis, delle nuove generazioni. A sostenere l' idea, destinata a far discutere, è Pierre Lescure. Il giornalista-imprenditore, che aveva contribuito al lancio della tv a pagamento Canal+, è stato scelto da Hollande per studiare misure in favore della protezione del diritto d' autore. L' intenzione è anche quella di archiviare il cosiddetto sistema Hadopi, varato dall' ex presidente Nicolas Sarkozy e basato su pesanti sanzioni per la pirateria online. La Francia è stata infatti, quattro anni fa, la prima nazione a scegliere un approccio così severo sulla difesa del copyright. Ma già in campagna elettorale Hollande aveva promesso di "superare" il sistema Hadopi, molto impopolare tra i giovani e considerato anche inefficace da una parte degli esperti. Secondo Lescure bisogna arrendersi all' evidenza: è complicato convincere i francesi, soprattutto le nuove generazioni, a versare qualche euro per poter scaricare legalmente un discoo un film. D' altra parte, però, molte persone sono disposte a pagare dai 400 euro in su per avere un iPad o un Galaxy. Da qui la proposta rivoluzionaria: far pagare un piccolo balzello su ogni prodotto tecnologico. Questo nuovo canale di finanziamento permetterebbe di avere ricavati sicuri, vista la diffusione dei prodotti tecnologici. L' altro aspetto della proposta è coinvolgere Apple, Google e Amazon nel loro duplice ruolo: produttori delle nuove tavolette ultratecnologiche ma anche diffusori dei contenuti culturali online. Non è sicuro che questa proposta riuscirà a mettere d' accordo tutti. Di certo, però, il governo vuole difendere la famosa "eccezione culturale", che dà il titolo al rapporto di Lescure. L' espressione venne coniata negli anni Ottanta dai socialisti, in particolare dall' ex ministro della Cultura Jack Lang, per definire la politica di Parigi che poneva una serie di limiti alle leggi del mercato in campo culturale. Il sistema inventato all' epoca, e che ha funzionato fino adesso, prevede che gli operatori del mondo culturale, dai cinema alle radio, versino una parte dei ricavati in favore degli autori. Da quando i supporti digitali hanno cambiato anche la diffusione delle opere è diventato urgente trovare un nuovo sistema.

Dall'inviato ANAIS GINORI

Fonte: www.repubblica.it

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