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Segreteria Assomusica

Bari / Nuove professioni nello spettacolo dal vivo: quale futuro?

16 luglio 2014 - BARI - Quali le nuove figure professionali nel settore dello spettacolo dal vivo?  Quali gli standard qualitativi, i processi di formazione, le certificazioni in Italia e in Europa? Ed in Puglia che succede? C’è mercato, c’è futuro? A queste ed altre domande cercherà di rispondere il seminario “Nuove professioni nello spettacolo dal vivo: sperimentazione in Puglia e confronto transnazionale”, organizzato per il 17 luglio prossimo nell’Officina degli Esordi (ore 9.00/17.00, via Crispi, 5) da I.FO.C.  Azienda speciale della Camera di Commercio, in collaborazione con Bass Culture Srl, nell’ambito dei Progetti “Responsabile della promozione del pubblico” e “Responsabile della produzione, distribuzione ed organizzazione di eventi di spettacolo dal vivo”,  finanziati dal PO PUGLIA F.S.E. 2007/2013 - Avviso  8/2012.

L’iniziativa rientra nella sperimentazione, promossa dalla Regione Puglia a seguito della recente adozione del Repertorio Regionale delle Figure Professionali e del Sistema Regionale di Competenze, per la validazione dei percorsi formativi del settore dello spettacolo dal vivo e l’adeguamento delle relative performance professionali agli standard europei.

Si tratta di un’azione di sistema che vede il coinvolgimento dei partner transnazionali “TIJ Events” - Londra, importante produttore e distributore di spettacoli di artisti italiani in Europa e “CDSD Kft” - Budapest, appartenente alla rete che gestisce lo “Sziget Festival” e altri prestigiosi eventi.

All’incontro parteciperanno, oltre ai partner di progetto, rappresentanti di: Regione Puglia, Distretto Puglia Creativa, Teatro Pubblico Pugliese, Assomusica, Teatro Kismet OperA, Università degli Studi di Bari, IISS Ettore Majorana di Bari.

Fonte: www.agoramagazine.it

Se non paghi non suono

25 luglio 2014 - Sulla rete è boom dello streaming musicale, ma i guadagni per gli artisti sono sempre meno. Così parte la guerra delle star contro i giganti della Silicon Valley. Mentre YouTube, Google e Amazon avanzano.

Il pianeta della musica digitale è in pieno subbuglio. Il mese scorso YouTube ha minacciato di cancellare migliaia di video di Adele, XX, Arcade Fire, Sigur Ros, Vampire Weekend, Arctic Monkeys,
Radiohead perché le etichette indipendenti che li producono hanno rifiutato di sottoscrivere i nuovi
termini contrattuali proposti dal gigante californiano (un miliardo di visitatori al mese) per un nuovo
servizio a pagamento, YouTube Music Pass, che partirà alla fine dell'estate.
La formula dell'abbonamento - accesso illimitato alla musica e possibilità di scaricarla per ascoltarla
offline - è già offerto da piattaforme come Spotify, Weezer e Pandora, ma finora non da YouTube. I
compensi riconosciuti alle etichette e di conseguenza agli artisti variano a seconda della loro forza
contrattuale. Le tre label maggiori (Universal, Sony e Warner) anche nel caso di YouTube Music Pass
hanno trovato un accordo, le piccole, tra cui XL Recordings, 4AD, Matador, Domino Records, che
rappresentano il 10% del mercato ma anche la musica più innovativa, si sono rifiutate. "Spotify, Rdio,
Rhapsody e altri servizi ci trattano in modo equo", dice Rich Bengloff, presidente della American
Association of Independent Music. "Lo stesso non si può dire per YouTube". Sulla questione è stato
sollecitato persino l'intervento del Commissario europeo per la concorrenza Joaquìn Almunia, cui si sono
rivolte le etichette, sostanzialmente accusando la piattaforma di bullismo. Per ora la "rappresaglia" di
YouTube contro i ribelli è rinviata e si è riaperto uno spiraglio. Ma cosa accadrà in futuro?
La lotta tra Davide e Golia - che ricorda quella nel campo degli ebook tra Amazon e Hachette - si iscrivein realtà in una guerra molto più ampia e sanguinosa tra artisti, etichette di serie A e B, e giganti dello
streaming che sta inesorabilmente rivoluzionando non solo la nostra maniera di consumare la musica ma
minacciando la sopravvivenza dell'industria. "Una volta la musica era strettamente legata al disco: l'unico
supporto per venderla, possederla e riprodurla. Oggi è dentro tantissimi contenitori della rete ed è
diventata subalterna al mondo digitale e alle sue logiche, che le riconoscono un valore economico
bassissimo. La si può trovare ovunque e se ne può ascoltare gratis talmente tanta da creare uno stato di
ubriacatura perenne", dice Bruno Pasini, consulente musicale.
Lo streaming sta diventando sempre più popolare - cosa che non si aspettava nessuno - tanto da aver
arginato il fenomeno della pirateria. Perché "possedere" musica quando possiamo ascoltarla gratis - con i
banner - o con un abbonamento irrisorio (Spotify chiede da 4.99 euro a 9.99 euro al mese)? Ma le
conseguenze sono devastanti. Di fatto sta uccidendo il download ufficiale esattamente come il download
aveva fatto con i cd: secondo dati Nielsen nei primi mesi del 2014 i download di musica digitale negli
Usa sono scesi del 15% per gli album e del 13% per i single rispetto allo stesso periodo del 2013,
mentre il volume dello streaming a pagamento è aumentato del 42%. In Svezia le entrate dell'industria
arrivano per il 95% dallo streaming. Una "super-radio" come Spotify, che in Svezia è nata, è arrivata a
10 milioni di iscritti. E i soliti noti della Silicon Valley si sono tempestivamente tuffati sul business.
Amazon, il mese scorso ha lanciato Prime Music. Google, proprietaria di YouTube, si è appena
comprata Songza, servizio di radio in streaming, mentre Apple, che vede assottigliarsi le vendite su
iTunes, si è aggiudicata a maggio Beats by Dr Dre per 3 miliardi di dollari.
Il mondo delle classifiche si sta adeguando. Nel Regno Unito, dove gli streaming settimanali sono saliti
dai 100 milioni del gennaio 2013 ai 260 milioni dello scorso maggio, le charts ufficiali (UK Top 40)
hanno appena iniziato a contare non solo i download ma anche i dati aggregati di Spotify, Deezer,
Napster, Xbox Music, Music Unlimited, Rara. "È una buona cosa. Per essere giuste le chart devono
riflettere il modo in cui la gente consuma la musica", dice Dan Smith dei Bastille, la cui Pompeii è la
canzone più popolare di tutti i tempi on line.
Secondo le stime di insider come Marc Geiger, capo della divisione musicale di William Morris Endeavor's, in meno di 10 anni gli iscritti allo streaming potrebbero toccare i 500 milioni. Tanta diffusione
è positiva: i musicisti indipendenti hanno conquistato migliaia e migliaia di fan a costo zero di promozione.
"Questi servizi permettono di raggiungere il mondo intero in un istante. Il solo problema di oggi è che tutti
hanno una voce", dice Bob Lefsetz, critico dell'industria musicale americana. "E quelli che si lamentano,
una volta non li ascoltavamo neppure. Ignorateli. Concentratevi sui vincitori. Spargete la voce".

Ma il ragionamento non convince tutti. Qualche mese fa John McCrea dei Cake, ha dato vita a Content Creator Coalition, un movimento che aggrega i creatori di contenuti per fare massa critica contro le grandi corporation. Dice: "Tanto tempo fa le label regalavano musica alle radio nella speranza di guadagnare dalle vendite di quella registrata. Ma ora che la gente non la compra più, non funziona. Vero, essere trasmessi può aiutare una band emergente a vendere biglietti per i propri concerti. Ma è difficile fare i tour a 60 o 70 anni. Ed è disonesto argomentare "Oh, ma voi avete un sacco di esposizione", quando per un brano ascoltato su Spotify veniamo pagati una frazione di centesimo di dollaro".
"Con la crescita di Internet, quello che doveva essere un livellamento utopico del campo da gioco, una
democratizzazione per tutti, sta diventando una forma di apartheid culturale", dice Alison Wenham, chief
executive di Worldwide Independent Network, un'organizzazione che raggruppa le label indipendenti.
"Internet ha contribuito al successo dei colossi, che vengono riempiti e ricavano profitti dai contenuti degli
artisti. Per quanto riguarda la visibilità, parliamone. Per chi non è già un po' conosciuto, è come essere
sulle pagine di un elenco telefonico: per trovarti qualcuno ti deve voler cercare", dice Giordano Sangiorgi,
presidente di AudioCoop e patron del Mei (Meeting delle Etichette Indipendenti) che ha aderito alla
rivolta contro YouTube.
Le grandi label non hanno di che lamentarsi, anche perché in molti casi fanno parte delle società a cui vendono i cataloghi: tanto per capirci, il 25% di Spotify è di tre big, Sony, Universal e Warner. Ma
quanto ricavano gli artisti? Dipende dalle case e dagli accordi individuali, ma si stima che ricevano
appena il 6-10% dei ricavi. Per questo molti di loro - da Radiohead a Coldplay a Bob Dylan e Black
Keys - hanno da tempo ritirato molti dei loro album da Spotify e altri servizi di streaming. In un'intervista
sul sito di Sopitas Thom Yorke ha definito Spotify "l'ultima scoreggia disperata di un moribondo",
ribadendo: "Da musicisti dobbiamo combattere il fenomeno. Quello che sta succedendo è l'ultimo rantolo
della vecchia industria. Una volta morta, cosa che succederà, accadrà qualche altra cosa". Aggiunge
Sangiorgi: "Non è possibile che in Italia YouTube fatturi 800 milioni di euro e i musicisti siano pagati cifre
infinitesimali. Se su un cd da 20 euro una volta prendevano il 30%, oggi una visualizzazione su YouTube
rende lo 0,30%. Vanno rivisti i rapporti di forza. Le aziende devono garantire un equo salario agli operai
della cultura creativa. Il decreto del ministro Franceschini sulla copia privata (la tassa sui dispositivi che
registrano contenuti audiovisivi, ndr) va nella giusta direzione".
Andrebbe ripensato il modello di business. "Ma è molto difficile. Perché questo sistema non è più lineare
ma polverizzato, addirittura liquido, incontrollabile e ancora in evoluzione", dice Pasini. "In più da
consumatori ci siamo abituati a non pagare. E da questa strada non si torna indietro". "Se consumatori e
grandi corporation traggono vantaggi da questa tecnologia, gli artisti ci perdono", sintetizza David Byrne
nel saggio Todo Mundo: How Will the Wolf Survive: Can Musicians Make a Living in the Streaming
Era? "Alla fine il modello non sarà sostenibile, i contenuti si esauriranno. Lo streaming on demand è oggi
come un network di distribuzione di fast food migliore e veloce che non solo elimina i piccoli negozi ma
anche gli agricoltori". Sarà la fine della musica?

Le cifre in Italia
Il fatturato totale della musica in Italia si aggira sui 119 milioni di euro. Di questi, 39 vengono dal digitale
che è così ripartito: 24 milioni dal download, 6 milioni dallo streaming audio (aumentato in un anno del
180%) e 9 da quello video, in lieve decrescita (2%). Gli indipendenti hanno il 35% del mercato dei
singoli e il 25% del mercato degli album. A Faenza i prossimi 26, 27, 28 settembre ci sarà il Festival del
Mei (Meeting delle etichette indipendenti) dedicato a Roberto Freak Antoni in cui, oltre al tema affrontato in queste pagine, si parlerà molto di musica live, e di innovazione e start up. Tra i partecipanti: Tre allegri ragazzi morti, Eugenio Finardi, Zibba, Rezophonic e Francesco Baccini.

Fonte: D la Repubblica

Vulfpeck, la band che, suonando il nulla, ha guadagnato 20.000 dollari

26 luglio 2014 - Il gruppo statunitense di origini ebraico-tedesche, con base a Los Angeles, ha caricato sulla nota piattaforma di streaming musicale Spotify un album di tracce silenziose. Portandosi a casa una piccola fortuna.

Jack Stratton, Theo Katzman, Woody Goss & Joe Dart hanno già pubblicato quattro album a nome Vulfpeck non ricevendo elogi né denaro. E, alla fine, forse a causa della frustrazione (ma alcuni lo chiamano genio), hanno pensato di dare alle stampe - si fa per dire - un nuovo progetto: si intitola Sleepify (si potrebbe tradurre come "Dormify") che, giocando con il nome della celebre piattaforma di streaming musicale Spotify, ci racconta di un album buono per conciliare il sonno. Tanto che le dieci tracce che lo compongono, dai simpatici titoli z, zz, zzz, zzzz e via dicendo, sono tracce prive di alcun suono.

La band ha anche dato al proprio pubblico virtuale le indicazioni d'ascolto: Sleepify, della durata di cinque minuti, va gustato a ripetizione durante tutto il ciclo di sonno. Ognuno dei fortunati "ascoltatori" che avesse seguito ligiamente le istruzioni, si sarebbe guadagnato un ingresso gratuito al prossimo concerto (silenzioso?) della band. Al costo tutto sommato accettabile di 0,005 dollari a traccia (0,0004 centesimi di Euro), i Vulfpeck alla fine hanno racimolato ben 20.000 dollari, quasi 15.000 Euro.

Nonostante il pubblico entusiasta dell'impresa gli avrebbe forse donato altri soldi da impiegare in un tour futuro, Spotify non ha molto gradito, rimuovendo le tracce silenziose dopo un mese di streaming. Mettendo tutto a tacere definitivamente.

DECRETO CULTURA/Art bonus: sconti fiscali per il mecenatismo

28 luglio 2014 -  È legge il decreto cultura, che prevede sconti fiscali al mecenatismo per i beni culturali e per il turismo. Arriva l'art bonus, un regime fiscale agevolato di natura temporanea per i mecenate. Si tratta di un credito d'imposta, in favore delle persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi in favore della cultura e dello spettacolo. I contribuenti potranno usufruire di un credito del 65% delle erogazioni effettuate nel 2014 e nel 2015 e nella misura del 50% per il 2016. Il credito d'imposta è riconosciuto anche per erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni. I beneficiari delle erogazioni liberali devono dare pubblica comunicazione del loro ammontare, destinazione e utilizzo tramite il proprio sito web istituzionale e nel portale ad hoc gestito dal ministero per i Beni culturali (articolo 1).

 

Fonte: Il Sole 24 ore

I migliori festival rock europei dell'estate

28 luglio 2014 - I grandi concerti quest'estate non sono certo mancati. A partire dall'attesissima data romana degli immortali Rolling Stones. Oltre a Mick Jagger e soci, poi, qua è là per l'Italia si sono esibiti Pearl Jam, Robert Plant, Deep Purple, Metallica, Eagles, Manu Chao e le star "nostrane" Ligabue e Vasco Rossi.
Ma l'estate non è certo finita e gli appuntamenti con la musica live non si fermano qui. Ecco, allora, alcuni dei festival più importanti che animeranno la seconda parte di luglio e tutto il mese di agosto in Italia e in Europa.

Umbria Folk Festival (19-23 agosto)
Ottava edizione per il festival che unisce "musica, cultura ed enogastronomia". Una formula molto apprezzata dal pubblico che propone un viaggio attraverso i suoni, le tradizioni ed i prodotti tipici. Quest'anno sul palco di Orvieto, tra gli altri, troveremo Caparezza e Asaf Avidan.
http://www.umbriafolkfestival.it

La Notte della Taranta (5-23 agosto)
Una delle manifestazioni più importanti dell'estate italiana che, negli anni passati, è stata capace di attirare fino a 150mila persone. Il "Concertone" che conclude il festival itinerante è fissato per il 23 agosto, come sempre a Melpignano, in provincia di Lecce. Una notte magica, dedicata ai ritmi del Salento, che verrà trasmessa in diretta per oltre tre ore, su Rai 5
http://www.lanottedellataranta.it

 

Traffic Festival (24-27 agosto)
Dopo l'esperienza dello scorso anno ai canteri OGR, il classico festival dell'estate torinese torna nel cuore della città, in Piazza San Carlo (dove era già andato in scena nel 2011 e nel 2012). Un evento pop, nel senso di "popolare" a partire dall'ingresso gratuito, caratteristica immutata dal 2004, anno d'esordio della manifestazione. La line-up dell'edizione 2014 comprende Litfiba, Pan del Diavolo, Pet Shop Boys, Max Pezzali.
http://www.trafficfestival.com

Ariano Folk Festival (14-18 agosto)
Diciannovesima edizione per il festival di Ariano Irpino dedicato alla world music. Quattro giorni di musica proprio nel mezzo del mese di agosto. Gratuita ed indipendente come sempre, quest'anno la manifestazione avrà per protagonisti Seun Kuti, Chico Trujillo, Bobo Rondelli, the Bluebeaters, Slamboree, Tako Lako e molti altri.
http://www.arianofolkfestival.it

FM4 Frequency Festival 2014 (14-16 agosto- Austria)
Sette palchi e 100 artisti per i quattro giorni di musica di FM4 Frequency Festival al Green Park di St. Pölten, in Austria, un evento organizzato dalla radio nazionale austriaca fin dal 2001. Tra i protagonisti dell'edizione di quest'anno avremo: Queens of the Stone Age, Blink 182, Nofx, Placebo e Ska-P.
http://www.frequency.at

Pukkelpop (14-16 agosto- Belgio)
Grande appuntamento con la musica live in Belgio, questo festival può vantare ormai 29 anni di storia, durante i quali ha ospitato i generi musicali più differenti. L'edizione 2014 propone un foltissimo plotone di artisti pronti ad alternarsi sul palco. Tra questi anche Queens of the Stone Age, Gogol Bordello, Portishead, Snoop Dogg.
www.pukkelpop.be

Alt Fest (15-17 agosto-Gran Bretagna)
Appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di sonorità dark, goth, industrial e metal. La locandina recita "The largest alternative festival in the universe". Sul palco saliranno Gary Numan, Killing Joke, The Cult e Marilyn Manson, tanto per fare qualche nome…
www.alt-fest.com

Reading Festival (22-24 agosto- Gran Bretagna)
Da oltre 50 anni la cittadina di Reading ospita uno dei festival dedicati al rock e al pop più longevi del mondo. Un evento che riesce sempre a far segnare il sold out molto prima della data d'inizio. L'edizione 2014 offre una line-up che comprende Arctic Monkeys, Blink 182, The Hives oltre agli attivissimi Queens of the Stone Age.
www.readingfestival.com

Punk Rock Holiday 1.4 (6-10 agosto-Slovenia)
In una location d'eccezione, circondata dalle montagne, a due passi dal mare, ombreggiata dagli alberi, si apre il 6 agosto il festival sloveno. Sul Main Stage in mezzo al bosco e sul Beach Stage in spiaggia si vedranno, tra gli altri, Nofx, Sick Of It All, Reel Big Fish, Ignite.

 

Fonte: Il Sole 24 ore

Musica: Anci, no a diritti Siae per spettacoli live gratuiti

TORINO, 24 LUG – L’ assessore alla Cultura di Torino, Maurizio Braccialarghe, delegato a rappresentare il comparto della Cultura nell’ ambito dell’ Anci, propone al Governo a nome Anci una misura innovativa in materia di diritti d’ autore: si dovrebbe consentire di non far pagare i diritti Siae sugli spettacoli dal vivo gratuiti e minori, quelli che prevedono una partecipazione massima di 200 persone.
“Se questo strumento passasse – ha commentato all’ ANSA l’ assessore, che oggi ha avuto per l’Anci un incontro con il ministro della Cultura, Dario Franceschini – le iniziative di intrattenimento crescerebbero in misura significativa in diversi locali pubblici”.
Secondo Braccialarghe, una misura di questo tipo da un lato darebbe occasione di maggiore valorizzazione a molti musicisti; dall’ altro in molte città avrebbe un effetto positivo sulla cosiddetta ‘ movida’. Aumentando il numero di spettacoli dal vivo si creerebbero infatti le condizioni di distribuire il pubblico “notturno” in modo diverso: anziché vederlo concentrato nelle zone della movida, con una maggiore offerta di spettacoli la gente si distribuirebbe maggiormente.
Per Braccialarghe, infine, “é necessaria una interpretazione dell’ attuale regolamento Siae per chiarire il pagamento dei diritti d’ autore”. (ANSA).
 
da ANSA – fonte Siae

A ROCCO HUNT IL “PREMIO ASSOMUSICA 2014”

IL PREMIO CONFERITO DALL'ASSOCIAZIONE ITALIANA DEGLI ORGANIZZATORI E PRODUTTORI DI SPETTACOLI MUSICALI DAL VIVO

Un riconoscimento anche alla Dott.ssa Beatrice Travalca Cupillo, direttore della foniatria del "San Martino" di Genova

Consegnato oggi in sala stampa dal Presidente Assomusica Vincenzo Spera

Sanremo, 21.02.2014 – consegnato oggi pomeriggio a Rocco Hunt il "Premio Assomusica 2014" presso la Sala Stampa del Teatro Ariston di Sanremo.

Conferito da Assomusica (Associazione Italiana degli Organizzatori e Produttori di Spettacoli Musicali dal Vivo) e consegnato dal Presidente Vincenzo Spera, il riconoscimento premia l'originalità e la capacità di saper emozionare mostrata da Rocco Hunt nel corso dell'esibizione dal vivo sul palco dell'Ariston, tra gli otto giovani in gara al 64° Festival della Canzone Italiana.

Rocco Hunt "succede" ad artisti "lanciati" proprio da Sanremo: Arisa, Nina Zilli, Raphael Gualazzi, Marco Guazzone e il Cile, che si sono aggiudicati il Premio nelle precedenti edizioni.

Oltre al "Premio Assomusica 2014", oggi Ilaria Gradella, Consigliere Direttivo di Assomusica, ha voluto consegnare un riconoscimento speciale alla Dott.ssa Beatrice Travalca Cupillo, direttore della foniatria dell'Azienda Universitaria "San Martino" di Genova.

Da dieci anni, la Travalca Cupillo collabora con il Festival sia per aspetti scientifici che per aspetti assistenziali dedicati alle "corde vocali" degli artisti: si vuole esprimere, cosi, da parte di "Assomusica", "l'apprezzamento per quanto realizzato al fine di garantire e tutelare la resa professionale dei cantanti che, fra l'altro, costituisce un'occasione culturale e professionale dove arte, scienza e spettacolo trovano un punto di incontro con un effetto sinergico".

Daniele Mignardi Promopressagency per Assomusica

info@danielemignardi.it - Tel. 06.32651758

 

 

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Sanremo 2014 a uno degli otto giovani il premio “Premio Assomusica 2014”

ROMA - "Il nostro è un riconoscimento che da sempre vuole premiare l'originalità e la capacità di saper emozionare nel corso dell'esibizione dal vivo sul palco dell'Ariston".

Queste le parole del presidente Vincenzo Spera in vista del "Premio Assomusica 2014", che verrà conferito dall'Associazione Italiana degli Organizzatori e Produttori di Spettacoli Musicali dal Vivo a uno degli otto giovani in gara al 64° Festival della Canzone Italiana. A votare e decretare il vincitore saranno gli associati di Assomusica, cioé i principali organizzatori e produttori di concerti e spettacoli musicali d'Italia.

Un riconoscimento, questo, molto ambìto, consegnato, nelle ultime edizioni, nelle mani di artisti come Arisa, Nina Zilli, Raphael Gualazzi, Marco Guazzone e il Cile.
"I nostri premiati – spiega Spera – sono diventati veri big della canzone italiana. Ci auguriamo che sia così anche per questa nuova edizione di Sanremo".

Una rassegna che resta comunque un punto fermo della musica italiana. "Può piacere o meno, ma, a livello divulgativo e conoscitivo, il Festival è sempre un appuntamento fondamentale per il mondo della discografia. Fatte poche eccezioni, tutti i grandi sono passati dall'Ariston, da Vasco alla Pausini, giusto per fare due nomi".

Il presidente Spera si sofferma poi sullo stato attuale della musica italiana facendo riferimento alla lettera inviata, nello scorso giugno, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, in cui chiedeva norme più chiare verso gli organizzatori di spettacoli dal vivo per tutelare sia chi vive di musica sia chi usufruisce della stessa. "In Italia legiferare non è facile, tutt'altro. Quella lettera voleva essere un grido d'allarme di un mondo che dà lavoro a 400mila persone e che può contare su circa 12mila piccole e medie aziende. L'obiettivo era sensibilizzare il Governo sui problemi che gli operatori del settore continuano a dover affrontare nella quotidiana gestione delle proprie attività. Noi continuiamo ad aspettare, nel frattempo proseguiamo in quello che ci sta più a cuore: portare la musica alla gente".

Oltre al "Premio Assomusica 2014", il presidente Spera annuncia l'istituzione di un altro riconoscimento, rivolto in questo caso ai foniatri, coloro che curano la voce dei cantanti: "Sarebbe bello far conoscere questi professionisti al grande pubblico. La figura del foniatra non è molto conosciuta al di fuori degli addetti ai lavori, ma è fondamentale per le corde vocali dei cantanti stessi".
(PRIMAPRESS)

SANREMO: PREMIO ASSOMUSICA 2014 A UNO DEI GIOVANI IN GARA


(ANSA) - SANREMO, 17 FEB - Il «Premio Assomusica 2014», assegnato dall'Associazione Italiana degli Organizzatori e Produttori di Spettacoli Musicali dal Vivo, andrà a uno degli otto giovani in gara al 64 Festival della Canzone Italiana.

«Il nostro è un riconoscimento che da sempre vuole premiare l'originalità e la capacità di saper emozionare nel corso dell'esibizione dal vivo sul palco dell'Ariston». Afferma, in una nota, il presidente Vincenzo Spera.

A votare e decretare il vincitore saranno gli associati di Assomusica, cioè i principali organizzatori e produttori di concerti e spettacoli musicali d'Italia. Nelle ultime edizioni, il riconoscimento è andato ad artisti come Arisa, Nina Zilli, Raphael Gualazzi, Marco Guazzone e il Cile.

Oltre al «Premio Assomusica 2014», il presidente Spera annuncia l'istituzione di un altro riconoscimento, rivolto in questo caso ai foniatri, coloro che curano la voce dei cantanti: «Sarebbe bello far conoscere questi professionisti al grande pubblico. La figura del foniatra non è molto conosciuta al di fuori degli addetti ai lavori, ma è fondamentale per le corde vocali dei cantanti stessi».

Brasile, proposta di legge per regolare l'industria dell'hip hop

Quelli che vengono definiti tecnicamente regulated market, mercati controllati, riguardano solitamente asset nazionali che, per ragioni strategiche, vengono sotratti dallo stato al libero mercato per essere posti sotto un controllo governativo più o meno parziale: è successo, in passato, con le risorse energetiche, l'industria farmaceutica e le assicurazioni, e tra non molto, in Brasile, potrebbe succedere con la discografia rap.

Ad avanzare la proposta presso il parlamento carioca è stato Romário de Souza Faria, ex asso del pallone e campione del mondo con la selecao ai Mondiali americani del '94: oggi deputato in quota alla sinistra alla camera di Rio de Janeiro, il già calciatore ha presentato un disegno di legge che se approvato porrà sotto controllo statale l'attività di MC, beatmaker e Dj.

Come riferito da Spin, tutte le attività ascrivibili all'universo hip hop - compresa quella dei graffiti - saranno ufficialmente riconosciute dal governo (non è chiaro, al momento, se per mezzo di un albo professionale), per mezzo di certificazioni rilasciate da insegnati di canto riconosciuti o dopo aver provato l'esercizio della professione per almeno dodici mesi consecutivi. Una volta riconosciuti operatori dell'industria hip hop brasiliana, ci si potrà riferire ad una sorta di contratto nazionale della categoria, che prevede trenta ore lavorative a settimana (con straordinari pagati il doppio rispetto alla paga ordinaria).

I buoni propositi di Romario - che in un comunicato ha voluto spiegare di provare a "valorizzare i nostri giovani che vivono e respirano hip hop" - hanno sollevato, come era logico aspettarsi, non poche critiche: come riferisce il quotidiano Folha de S. Paulo su Facebook è già stato creato un gruppo - al quale hanno aderito circa 1800 persone - pronto ad opporsi alla proposta di legge.

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ASSOMUSICA AND ELMA Are taking part in the “Music Moves Europe”…

An important commitment to facilitate relations and culture between various European countries, to achieve a free circulation of young artists and stimulate creativity Wednesday 14 February saw the approval of the...